Atalanta, mi sono innamorato di te

Personaggi 13 Maggio 2017 ore 05:30

Buongiorno a tutti i lettori. Molti di voi mi conoscono già per avere letto le mie nugellae, per dirla col poeta: ma siccome stento io stesso a riconoscermi mi presento nuovamente per l'occasione. Sono Guido G. Guerrera, giornalista da circa quarant'anni, mi occupo prevalentemente di cose pallose come la cultura e altre più digeribili amenità, che ad alcuni risulteranno ugualmente indigeste. Mai però avrei pensato in vita mia di appassionarmi al calcio fino al punto di impegnarmi a scriverne. Mai.

E invece ho subito il sortilegio di questa città, della sua appassionata tifoseria, di una squadra di calcio che ormai seguo da tempo con trepidazione e profonda ammirazione. L'Atalanta mi piace davvero, il suo stadio, la gente infiammata che lo riempie ogni volta, i suoi colori mi piacciono e gli atleti che ho imparato a riconoscere e ad avere in simpatia alla stregua di gente di famiglia. Non mi sogno neppure di capire qualcosa di questo difficile sport, ma l'aver appreso grosso modo quando si dà un calcio d'angolo mi è parsa una conquista.

E allora perché sono qui a scrivere da intruso, da perfetto ignorante di questo gioco che fino a pochi anni fa era estraneo alla mia vita? Semplicissimo: perché mi sono innamorato della Dea e quando si cade vittime di un sentimento così coinvolgente non c'è rimedio. La bellezza di questa fantastica squadra è sotto gli occhi di tutti, quello che sta producendo è il sogno trasformato in meravigliosa realtà, le mete che è pronta a raggiungere e verso le quali è coraggiosamente proiettata una promessa che vuole essere mantenuta.

Ogni tanto leggo i commenti della tifoseria, quelli coloriti degli ultras della curva nord e mi piace avvertire, divertendomi, la loro sanguigna partecipazione a ogni respiro della divina creatura. Talvolta fantastico, eppure so quanto il mio tempo sia stillato dal contagocce, di poter far parte di Chei de la coriera per condividere con loro esultanza, vino e pane col salame!

In realtà tutto mi sembra stupendo ed è proprio questo ad avermi ispirato oggi a scrivere, e nei giorni delle migliori realizzazioni per l'Atalanta non potevo certo trattenermi. E non me ne voglia l'amico e ottimo collega Fabio Gennari che leggo avidamente per i suoi acuti articoli e dai quali pensieri sparsi apprendo moltissimo: sempre connotati da tanta esperienza e grande senso della misura.

Sento allora urgente la voglia di partecipare con emozione alla gioia per l'acquisizione dello stadio, per il rinnovo di mister Gasperini, uomo giusto al posto giusto, per il nuovo inno e insomma per ogni cosa bella che la società Atalanta riesce a regalarci ogni giorno con il suo intelligente lavoro. Per dirla con le espressioni dei veri tifosi (che orgogliosamente copio) siamo a un solo passo dal sogno e sabato prossimo come tutti terrò il fiato sospeso. Cara Dea, caro pubblico di Bergamo, cari ragazzi della squadra e carissimo Gian Piero, mi avete stregato. E ciononostante vi dico grazie!