Auda al-Wadi, beduino del Negev

19 Luglio 2014 ore 11:12

Leggo nell’edizione inglese di Haaretz, quotidiano di Gerusalemme: Adulto ucciso da un missile lanciato contro la comunità beduina del Negev.
La notizia: Auda al-Wadi, 32 anni, è il secondo civile ucciso da quando ha avuto inizio l’operazione Gaza; feriti altri quattro membri della famiglia; il problema della mancata protezione dei Beduini del Negev è stato presentato all’Alta Corte giovedì scorso. Il Times of Israel precisa che dei quatto feriti due sono bambini di uno e quattro anni, le altre due sono donne di 35 anni. Sono tutti feriti leggermente.

Il Negev è il deserto a sud del Mar Morto, verso il Sinai. Fa parte dello Stato di Israele. Il razzo di Gaza è caduto tra le località di Be’er Sheva e Dimona, dove si ritiene che si trovi una centrale nucleare israeliana.
In un precedente articolo sul sistema di protezione antimissile di cui si sono dotati gli Israeliani avevamo detto che quando viene rilevato un ordigno la cui traiettoria lo porterà presumibilmente a cadere in una zona desertica, dove non c’è nessuno, lo si lascia proseguire. È considerato non pericoloso.

Sbagliato: nel deserto – anche in quello del Negev – ci sono i nomadi. Beduini che sono lì da molto più tempo degli Israeliani. Auda al-Wadi – che il Signore lo accolga nella sua pace – era uno di loro.

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