Un segno di vita cambiata

Ruqaya, la prima ragazza libraia tra le bancarelle a Baghdad

Ruqaya, la prima ragazza libraia tra le bancarelle a Baghdad
06 Aprile 2015 ore 08:45

Ruqaya ha 22 anni, lunghi capelli neri, uno sguardo vispo e una laurea in legge. Vive a Baghdad. Quando è nata il suo Paese stava lentamente provando a uscire dalla prima Guerra del Golfo e saldo al comando c’era Saddam Hussein. Ruqaya, come tutte le bambine del mondo giocava e sognava. Nel cassetto custodiva il sogno di vendere libri per strada. La sua tenacia l’ha premiata e oggi Ruqaya è la prima donna a vendere libri in Al Mutanabbi Street, che fin dall’ottavo secolo rappresenta il centro culturale e nevralgico della capitale irachena.

La sfida all’Isis e il sogno diventato realtà. Un sogno la cui realizzazione acquista un valore ancora più grande di speranza in un Iraq sotto il tiro dei miliziani dell’Isis, che distruggono libri, incendiano librerie, arrestano i librai e vendono le donne per 18 dollari. Baghdad è ancora una città libera, ma la minaccia dello Stato Islamico si sente forte anche qui. Il venerdì mattina, giorno di festa per i musulmani, insieme alla bancarella di Ruqaya, Al Mutanabbi Street si riempie di librai ambulanti, che espongono i loro volumi sulle bancarelle che affollano la strada prima della preghiera del venerdì. Sono tutti uomini, e tra loro spicca questa giovane e coraggiosa donna dalle idee molto chiare. «Fin da quando ero bambina», rivela Ruqaya, «sognavo di lavorare in due posti diversi: al mattino in libreria e al pomeriggio in uno studio legale. Non pensavo di farcela, ma l’ho realizzato, anche se all’inizio è stata dura. La mia famiglia dapprima si oppose alla mia scelta, poi quando ha visto che io andavo avanti per la mia strada mi ha incoraggiata».

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Le reazioni dei clienti. Oggi la vita di questa ragazza con la passione per la lettura, si divide tra il lavoro allo studio legale, dove si occupa di diritti umani, e la sua bancarella in Al Mutanabbi Street. Qui il venerdì mattina il suo bazar ricco e colorato con copertine di ogni genere attira studenti e gente comune. «Non sono mai stata infastidita da chi viene qui. A volte, la gente mi guarda con sorpresa, forse perché non ha familiarità con una donna che vende libri. Ma ci sono anche molte persone che, al contrario, mi incoraggiano». E sono i clienti la gioia più grande di Ruqaya. In una società a impronta maschilista come quella irachena dove il commercio, anche quello dei libri, si basa sulla contrattazione, non sono pochi i lettori che preferiscono una donna dietro alla bancarella dei libri. Ne è convinta Asia, una giovane studentessa che ogni venerdì si fa accompagnare dal padre per cercare qualcosa da leggere: «Per noi ragazze è più facile, ed è meglio, avere a che fare con una ragazza. Viviamo in una società relativamente conservatrice e chiusa, e quindi ci sono alcune ragazze che trovano qualche difficoltà a trattare con un uomo. Una ragazza ci mette più a nostro agio».

Il datore di lavoro. Anche il suo datore di lavoro, il libraio Sottour, ritiene Ruqaya una donna piena di coraggio: «È una grande lettrice e ama questo lavoro. Le ho proposto di lavorare in libreria ma lei ha voluto sfidare il mondo e le convenzioni e ha insistito per scendere in strada a vendere libri. Oggi è l’unica donna in tutta Al Mutanabbi Street».

 

 

Al Mutanabbi Street e il suo significato. La strada in cui Ruqaya vende i suoi libri è uno dei simboli di Baghdad. Dedicata al poeta Al Mutanabbi, considerato uno dei massimi esponenti della poesia araba, in questa via da sempre, in nome della cultura e della lettura, si sono incontrati iracheni sunniti e sciiti, testimoniando la possibilità di convivenza, dialogo e incontro tra le parti. Fu forse proprio a causa di questo esempio di integrazione, che nel 2007 Al Mutanabbi Street venne devastata da un sanguinoso attentato: un’autobomba uccise 27 persone, dando così iniziò a un declino dell’area che pareva inarrestabile. Fino a quando a un libraio californiano venne in mente di lanciare il progetto “Al Mutanabbi street starts here”: per mostrare la solidarietà a librai e lettori di Baghdad, raccolse pubblicazioni di 260 artisti di tutto il mondo, dando vita a una mostra itinerante. Da allora la strada si è ripopolata e ha ricominciato a vivere.

L’incontro con il marito e la dote di Ruqaya. Qualche anno fa in Al Mutanabbi street si è svolta una manifestazione, “Sono un iracheno, leggo”. L’obiettivo, incoraggiare gli iracheni a leggere. Vi partecipò anche Ruqaya, che conobbe Abbas, uno degli organizzatori della manifestazione. I due si piacquero e di lì a poco si sposarono. Ruqaya portò in dote subito 500 libri, mentre altri 1000 libri sono destinati a essere donati in caso di divorzio. Di lei Abbas dice di essersi innamorato mentre la vide assorta nella lettura. Oggi ogni venerdì il marito la accompagna alla bancarella ed è pronto a fare qualsiasi cosa affinchè la moglie possa realizzare il suo sogno.

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