Le giovanili della Dea

Berretti: una montagna russa I voti ai classe 2000 nerazzurri

Berretti: una montagna russa I voti ai classe 2000 nerazzurri
Personaggi 01 Agosto 2018 ore 10:00
Foto di Atalanta.it

 

Con le squadre a riposo è il momento di tracciare un bilancio e dare un giudizio alle imprese delle formazioni del vivaio dell’Atalanta. Se i ragazzi della Primavera hanno disputato una grande stagione regolare per poi cadere nella semifinale scudetto contro la bestia nera Fiorentina, percorso diverso hanno invece fatto i giovani nerazzurri della categoria Berretti.

La scelta presa dalla società l’anno scorso è stata quella di reintrodurre la rosa Under 18. Dopo diversi anni di assenza dalla categoria, la dirigenza nerazzurra ha deciso, per la stagione appena conclusasi, di iscrivere una parte del gruppo dei 2000 al campionato Dante Berretti. L’obiettivo primario era di dare spazio a tutti quei giocatori che in Primavera avrebbero giocato meno, senza fargli perdere un anno. La logica era quella di far lavorare la rosa di Brambilla e quella di Stefano Lorenzi in stretta collaborazione, scambiandosi i ragazzi a seconda delle esigenze di una o dell’altra formazione. Il progetto è riuscito, perché ha dato la possibilità a numerosi calciatori di trovare continuità sul rettangolo verde senza interrompere il processo di crescita. Dal punto di vista dei risultati, la truppa nerazzurra della Berretti non ha sempre brillato, ha vissuto diversi alti e bassi soddisfacendo solo in parte le aspettative dei tifosi.

 

 

Inserita nel Girone B, dove erano presenti anche Inter e Feralpisalò, l’Atalanta ha iniziato bene la stagione riuscendo a chiudere il 2017 conquistando sei vittorie, due pareggi e una sconfitta. Nel ritorno, invece, i gioiellini bergamaschi hanno accusato un calo piuttosto evidente che li ha costretti ad accontentarsi del terzo posto finale. I soli tre successi ottenuti da gennaio ad aprile non sono sufficienti per rendere meno amare le tre sconfitte e gli altrettanti pareggi contro avversari più esperti (per via dell’anno in più) ma comunque meno tecnici degli atalantini. Nelle partite cruciali, la compagine orobica ha dimostrato di non riuscire a vincere. Gli scontri diretti contro Inter e Feralpisalò, arrivate rispettivamente prima e seconda in classifica, hanno quasi sempre visto i nerazzurri uscire sconfitti. La stagione si è conclusa con l’eliminazione in semifinale contro il Sassuolo, maturata in seguito alla sconfitta 4-2 patita tra le mura amiche e al pareggio nella gara di ritorno. Il bilancio, comunque, è nel complesso più che sufficiente e merita un sei e mezzo in pagella, per un gruppo che è stato privato dei suoi elementi di maggior talento perché aggregati alla Primavera.

 

Stefano Lorenzi: voto 7

Non era facile il compito che gli è stato affidato, ma il tecnico orobico ha preso in mano una parte dei calciatori classe 2000 e li ha preparati al meglio per il salto in Under 19 che li attende. Passare dall’Under 15 alla Berretti è un grande passo in avanti nella carriera di un allenatore e il lavoro svolto sul campo ribadisce le sue qualità. I ragazzi hanno potuto imparare molto da lui e, a partire, da settembre proveranno a ritagliarsi un ruolo importante in Primavera, categoria che rappresenta l’ultimo step prima di arrivare nel calcio professionistico.

 

Attacco: voto 7

L’Atalanta ha concluso la stagione con il miglior reparto avanzato, segnando ben cinquanta gol in appena diciotto giornate. Un bottino molto importante, a testimonianza del potenziale offensivo a disposizione dei nerazzurri. La Dea tra le sue fila vanta il vicecapocannoniere. Panagiotis Louka (voto 8), che ha messo a referto dieci reti in sole undici presenze. Il bomber cipriota ha segnato meno soltanto di Bertoli della Feralpisalò, arrivato a quota tredici e vincitore dello scudetto con i Leoni del Garda. Oltre a lui, Pedrini e Cambiaghi hanno lasciato il segno con le loro prestazioni (entrambi voto 7) diventando dei cardini della formazione orobica. Buona anche la stagione di Fiorese (voto 6,5). Centrocampo: voto 6,5 Nella zona nevralgica del campo, talvolta gli uomini di Lorenzi hanno avuto difficoltà, anche se nel complesso il campionato disputato dai bergamaschi è stato di buon livello. Fanti e Da Riva (entrambi voto 6,5) hanno gestito le trame di gioco costruite dalla squadra siglando tre gol a testa. Capanna (voto 6), invece, è partito dietro nelle gerarchie, subentrando spesso a gara in corso e facendosi trovare pronto. Anche i giocatori prestati dalla Primavera, Rinaldi Rizzo Pinna (voto 7) hanno inciso notevolmente con giocate di alta classe.

 

Difesa: voto 6,5

La valutazione del pacchetto arretrato avrebbe potuto essere migliore se la linea difensiva non avesse avuto un andamento negativo nei big match. L’Atalanta ha portato a termine l’annata subendo meno gol rispetto a tutte le altre squadre inserite del girone, solo venti. Quattordici di questi, però, sono arrivati contro Inter e Feralpisalò. In risalto le prestazioni di Girgi e Cavalli (entrambi voto 7) e del centrale difensivo Heidenreich (voto 6,5). Giorgi e Heidenreich, tra l’altro, sono stati anche convocati da Gasperini per il ritiro estivo a Rovetta. Portieri: voto 6,5 Sono stati Piccirillo e Pavan (entrambi voto 6,5) a contendersi la maglia da titolari nella stagione appena terminata. Il primo ha collezionato cinque presenze, mentre nove sono state le partite disputate dal secondo. Tutti e due hanno fatto un’ottima figura e hanno proseguito il processo di crescita blindando la porta nerazzurra con le loro parate.

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