40 di vita, 10 di carriera

Il doppio compleanno dell’arbitro Paolo Mazzoleni

Il doppio compleanno dell’arbitro Paolo Mazzoleni
11 Giugno 2014 ore 11:19

Era il giugno del 2004 quando Tullio Lanese, allora presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, aprì le porte della Serie A al trentenne Paolo Silvio Mazzoleni. Dopo appena una cinquantina di arbitraggi nella Serie C (oggi Lega Pro), che bastarono ai vertici dell’AIA per valutarne il talento, Mazzoleni ebbe la grande occasione della sua carriera, che prosegue tutt’oggi con ottimi risultati. Il suo ingresso nella Commissione Arbitri Nazionale di serie A e B fece del 2004 un anno da ricordare per la città di Bergamo perché la sezione orobica poté avvalersi del record di ben quattro direttori di gara nella massima divisione italiana. Tra essi, a spiccare era certamente l’internazionale Domenico Messina, ma con lui c’erano anche Danilo Nucini e il fratello maggiore di Paolo Silvio, ovvero Mario Mazzoleni, entrato nell’élite dell’AIA appena un anno prima.

Fu proprio grazie al fratello Mario se Paolo optò per il calcio dimenticando il basket, che sin da ragazzino aveva occupato i suoi pensieri: «Abbandonare la pallacanestro per me fu molto dura, ma non volli deludere Mario. Da come sono poi andate le cose non ringrazierò mai abbastanza mio fratello» dichiarò in quei giorni. La carriera di Mario si concluse però pochi anni dopo, quando venne dismesso dal Comitato Arbitri Nazionale di Serie A e B nel 2006, mentre quella di Paolo Silvio decollò definitivamente.

«Mi appresto ad inserirmi in un gruppo eccezionale sia dal punto di vista umano che tecnico. Certo, mi attendono banchi di prova più impegnativi, ma spero di essere all’altezza della situazione» dichiarava al Corriere della Sera poco dopo la telefonata di Tullio Lanese: e oggi, nel giorno del suo quarantesimo compleanno e a dieci anni dal suo ingresso nel calcio che conta, possiamo serenamente affermare che il fischietto bergamasco è stato all’altezza della situazione.

Dopo un primo anno in cui arbitrò un solo incontro in Serie A, dalla stagione 2005/2006 il numero di match diretti nella massima serie iniziò a crescere costantemente fino al 2010, quando con la scissione tra Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e quella di Serie B, Paolo Silvio Mazzoleni viene inserito nella prima. Nel dicembre viene ufficialmente nominato arbitro internazionale a partire dall’anno successivo. Mazzoleni diventa così uno degli arbitri più importanti del panorama italiano e nello stesso anno, precisamente l’11 novembre, arbitra la sua prima amichevole tra Nazionali, un Albania-Azerbaigian giocatasi a Tirana e conclusasi con la vittoria degli Azeri: 1–0.

Come ogni arbitro, anche il festeggiato odierno ha avuto momenti difficili.
Quello di Mazzoleni arrivò nell’estate del 2012, a Pechino, durante la sfida di Supercoppa Italiana tra Juventus e Napoli. Il suo arbitraggio –  un rigore a favore dei bianconeri e tre espulsioni per i partenopei, compresa quella dell’allora tecnico napoletano Walter Mazzarri – fece andare su tutte le furie la squadra campana: uscita dal campo alla fine dei supplementari sconfitta per 4-2, non si presentò alla premiazione. Le forti critiche al suo operato indussero i designatori a una soluzione drastica: nella stagione successiva Mazzoleni non avrebbe diretto alcuna partita del Napoli.

Non fu sufficiente: quando, nel novembre scorso, l’arbitro bergamasco tornò a dirigere una sfida dei partenopei, i tifosi dimostrano di non aver dimenticato l’agosto del 2012. Per l’intera partita –  persa per 1–0 contro il Parma – rivolsero cori d’insulto a Mazzoleni che costarono 20 mila euro di multa alla società di De Laurentiis.
Ma non è solo il Vesuvio a turbare i sonni di Mazzoleni. Nella stagione 2012-2013 anche il Pescara ebbe da ridire sul suo operato. A seguito di un rigore negato ai delfini contro il Chievo Verona –secondo quanto riferito dal presidente del Pescara, Sebastiani – il gigante orobico avrebbe risposto alla richiesta di delucidazioni della squadra di casa con un sibillino «imparate a parlar bene in settimana…». Fu presentato un esposto alla Procura Federale. La risposta non è ancora pervenuta.

Poche le ombre, molte le luci. Nell’aprile del 2013 festeggiò il centesimo arbitraggio in Serie A in occasione di un derby siciliano tra Catania e Palermo, poco dopo aver diretto una spettacolare amichevole tra Francia e Germania, giocatasi allo Stade de France e conclusasi con la vittoria dei bianchi di Löw per 2-1. Alla fine della stagione venne insignito del premio Giovanni Mauro come miglior arbitro italiano. L’annata 2013-2014, appena terminata, ha visto il suo debutto nell’Europa League, ed è molto probabile che a breve anche la massima competizione europea per club, la Champions League, lo abbia tra i protagonisti.

Meno carismatico e anche meno duro di tanti suo colleghi, Mazzoleni predilige l’aspetto atletico ed una interpretazione puntuale del regolamento. Queste qualità lo rendono particolarmente adatto alla direzione di partite importanti – come il derby di Milano, nel dicembre scorso – ma non troppo accese dal punto di vista agonistico. Per gli scontri all’arma bianca le capacità diplomatiche di Rizzoli – l’arbitro italiano scelto dalla FIFA per i Mondiali in Brasile – o personalità forti e carismatiche come quelle di Rocchi e Tagliavento gli sono state spesso preferite.

Vedremo quali altri riconoscimenti gli verranno dal pubblico e dai dirigenti nei cinque anni di carriera che ancora gli rimangono.

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