Per loro, un video del terzo segreto di Satira

I trent’anni (per gli altri) del Cesvi Da Bergamo a servizio del mondo

I trent’anni (per gli altri) del Cesvi Da Bergamo a servizio del mondo
21 Novembre 2015 ore 14:00

Cesvi festeggia il trentesimo anno dalla fondazione ripercorrendo la propria storia, le sfide e i successi, attraverso una campagna mediatica ed un sito web dedicato (e pure un video prodotto dal “Terzo segreto di Satira”, molto simpatico). L’organizzazione umanitaria è nata a Bergamo nel 1985 da un’avventura e da un sogno di 16 persone impegnate nella solidarietà internazionale. La sede bergamasca di via Broseta gestisce oggi progetti in 24 diversi Paesi attraverso 50 sedi suddivise in tutti i continenti, con lo scopo di affrontare ogni genere di emergenza e per aiutare la ricostruzione della società civile dopo guerre, calamità naturali e disastri.

La fondazione. La storia dell’organizzazione porta indietro l’orologio agli anni Ottanta. Maurizio Carrara, oggi presidente onorario, era in viaggio in Nicaragua, dove conobbe alcuni volontari bergamaschi operanti in ospedali e campi agricoli: decise di aiutarli nella raccolta fondi. Il 18 gennaio 1985 si costituirono in organizzazione non governativa. Il primo progetto fu avviato in Italia, in ambito educativo: la finalità era quella di aumentare la consapevolezza che per aiutare i più poveri è indispensabile la solidarietà da parte di chi vive in Europa.

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Progetti. I desk officer dell’area progetti, dalla sede di Via Broseta, coordinano le operazioni sul campo in continuo contatto con il personale espatriato: 39 cooperanti e 497 collaboratori locali. Questi ultimi rappresentano la spina dorsale dell’attività progettuale. L’età media del personale è di 38 anni con un una percentuale di donne del 64 percento, dato notevole e coerente  in ambito no profit umanitario. In Italia i volontari sono 557 a cui se ne aggiungono 4 provenienti dal Servizio Civile. Tutto ciò muove una macchina che porta beneficio diretto a 1.164.349 persone, mentre quelli indiretti sono 7.014.894. I paesi interessati sono 25, gestiti da 50 sedi differenti per un totale di 133 progetti attivi.

 

impegno nel mondo

 

Fronti Caldi. Quanto ai progetti, in questi anni ne sono stati portati avanti numerosi. Ultimamente, Cesvi sta concentrando i propri sforzi contro una delle grandi cause di morte nelle donne in Africa: il tumore al collo dell’utero. La campagna “Women profile for Africa”, in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi, ha già visto i primi risultati: a Kinshasa sono stati aperti quattro centri per lo screening. La sfida progettuale affianca quella della raccolta fondi: questo progetto, proprio per il suo carattere sperimentale e innovativo necessita soprattutto all’avvio di donazioni private e quindi di un’azione comunicativa molto efficace. Un altro dei fronti su cui Cesvi continua a far sentire la sua presenza è la Sicilia, di fronte all’emergenza sbarchi. Qui il sostegno va all’associazione AccoglieRete di Siracusa, che si dedica ai minori stranieri non accompagnati. Il progetto punta all’apertura delle tutele legali in tempi brevi  per i minori, oltre a sostenere la mediazione sociale e interculturale, aiutare nell’individuazione di famiglie affidatarie, collaborare con le Pubbliche Amministrazioni nella scelta di adeguate strutture di accoglienza e nel monitorarne il funzionamento.

Altre sponde del Mediterraneo. Sempre nel Mediterraneo ma su altre sponde, l’attenzione va ai profughi siriani, rifugiatisi in particolare in Libano, dove Cesvi tramite un’associazione locale si occupa di distribuzioni di emergenza (come cibo, coperte, gasolio per il riscaldamento) nelle zone di Bekaa, Mount Lebanon e South Lebanon. Quanto alla Libia, invece, l’organizzazione offre assistenza sanitaria e psicologica nei centri di detenzione per immigrati e sfollati interni al Paese, facendo poi formazione a autorità, istituzioni e operatori sanitari di Ong sui diritti dei migranti illegali e richiedenti asilo.

 

settori strategici

 

Raccolta Fondi, Comunicazione e Bilancio. La raccolta fondi è un’attività cruciale di Cesvi, la benzina che ha permesso di attivare quei progetti indipendenti dai finanziamenti istituzionali: è il caso, ad esempio, di “Angeli contro la Malaria” (che combatte, dal 1998, questa piaga in Zimbabwe e Myanmar) e “Fermiamo l’Aids sul nascere” del 2001. Quest’ultima ha portato all’applicazione di un protocollo medico che impedisce la trasmissione del virus dell’Hiv da madre a figlio, tramite la somministrazione di un farmaco specifico, la Nevirapina. Il progetto, avviato nel 2001 sempre in Zimbabwe, continua a dare una speranza nella lotta contro l’Aids. Una delle abilità di Cesvi, in questi anni, è stata anche la capacità comunicativa, con campagne mediatiche ed il supporto di testimonial che, oltre alla visibilità, hanno permesso l’auto-finanziamento di varie attività. Che poi passa attraverso numerose vie: dalle singole donazioni al 5 per 1000, dai lasciti testamentari all’acquisto di bomboniere e regali. Per un totale medio di 25 milioni di proventi circa. Nel 2014 il totale delle entrate monetarie dell’organizzazione è stato di 24.450.742 euro, dove il 18% (4.381.024 euro) da donazioni private e il 3% (586.555 euro) da imprese e fondazioni. La restante parte arriva dall’Unione Europea (38%), organizzazioni internazionali (25%), Nazioni Unite (12%), enti governativi italiani (4%).

 

grafico 1

 

Ciò significa, aldilà della predominanza del finanziamento istituzionale, che l’efficacia del cosiddetto campaigning e fund raising è una prova dell’ottima reputazione che Cesvi gode in Italia e all’estero. Vale la pena sottolineare come il bilancio del 2014 attesti che ben l’88% del budget sia stato destinato esclusivamente ai costi di progetto, quindi ai beneficiari. Un punto di forza messo in mostra dalla scelta dell’organizzazione di rendere pubblico il Bilancio di attività annuale: questo strumento permette di apprezzare la trasparenza dei conti, l’efficacia degli interventi e le linee guida che l’organizzazione sta perseguendo. Non a caso, nel 2000, viene insignita, prima associazione no profit, dell’Oscar di Bilancio della FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana).

Sicurezza alimentare. Fin dagli anni Novanta Cesvi si è mossa per combattere uno degli aspetti principali nella lotta contro la povertà, la mancanza di Cibo. Il primo progetto, in questa direzione, aveva combe obbiettivo la lotta alla malnutrizione dei bambini in Vietnam. Sette anni dopo, poi, la lente si spostò sulla Corea del Nord, dove Cesvi, prima organizzazione umanitaria internazionale, supportò la popolazione civile stremata dalla carestia e da anni di crisi economica. I primi aiuti umanitari partirono per via aerea dall’aeroporto di Bergamo. Prosegue l’impegno negli anni successivi con campagne di sensibilizzazione sul territorio italiano ed europeo con food right now, fino alla partecipazione a Expo 2015.

Emergenza umanitaria: Tanti sono stati anche gli interventi per fronteggiare emergenze umanitarie, in tutto il mondo. Cesvi intervenne nel 1994 in Bosnia portando supporto sanitario durante la guerra civile, in India a seguito dello Tsunami del 2004 dando accoglienza nelle loro strutture alle comunità locali, ad Haiti dopo il terremoto del 2010 portando generi di prima necessità, in Pakistan nello stesso anno a seguito dell’alluvione che ha sconvolto il Punjab, e ancora Somalia, Libia, Nepal. Nel 2012 poi, l’esperienza maturata in varie zone del globo andò in aiuto dei terremotati emiliani, supportando aziende e cooperative sociali.

 

[Vigili del fuoco al lavoro nel Duomo di Mirandola. Foto Giovanni Diffidenti]

Vigili del fuoco al lavoro nel Duomo di Mirandola_ph Giovanni Diffidenti

 

L’evento di oggi. Il primo appuntamento con cui Cesvi festeggerà i suoi trent’anni è proprio oggi, domenica 22 novembre, a partire dalle 14,30: al Quadriportico del Sentierone verrà creato un grande waste mandala di tappi in plastica, raccolti dai cittadini (i mandala sono simboli buddisti che rappresentano l’universo). Il progetto è alla terza edizione, e vede la collaborazione del Comune di Bergamo e di Aprica S.p.A., nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Al termine della manifestazione, i tappi saranno consegnati ai rappresentanti dell’Associazione Italiana Persone Down e Spazio Autismo per supportare le proprie attività.

 

[India, dopo lo Tsunami. Foto Alfredo Macchi]

Tsunami_ph. Alfredo Macchi

 

Struttura. Cesvi è gestita per la parte direttiva e di controllo da una struttura sociale, mentre le attività sono affidate alla struttura operativa, costituita da professionisti e cooperanti suddivisi in 5 aree di responsabilità. Giangi Milesi (dal 2005 presidente, già responsabile della comunicazione) è affiancato nel consiglio d’amministrazione da Paolo Magri come vice presidente (direttore dell’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) e da Paolo Duranti con il ruolo di direttore generale. Fanno parte del collegio dei fondatori ad honorem: Giulio Terzi di Sant’Agata (ambasciatore e diplomatico, già ministro degli affari esteri), Carlo Pesenti (direttore generale della holding Italmobiliare S.p.A. e consigliere delegato di Italcementi S.p.A), Emilio Zanetti (presidente della banca popolare di Bergamo, consigliere e membro del comitato esecutivo dell’ABI). L’assemblea dei fondatori è composta da numerose persone che sono cresciute con Cesvi, alcuni di loro hanno visto la nascita dell’organizazione, come Maurizio Carrara (precedente presidente di Cesvi e attualmente presidente della UniCredit Foundation e del Pio Albergo Trivulzio) e Paolo Caroli (direttore del programma transfrontaliero del parco del Grande Limpopo in Sudafrica). Altri provengono dal mondo della comunicazione, giornalismo e cooperazione. La larghissima maggioranza dei soci fondatori originali non sono più attivi con Cesvi, questi erano gli altri componenti ufficiali: Giorgio Costa,  Rosaria Onida, Ruggero Ruggeri, Giancarlo Pagani, Odette Mainetti, Roberto Cremaschi, Antonella Gamba, Edoardo Cotti, Gianni Lombardini, Aldo Valle, Fabio Parolini, Roberto Locatelli, Enrico Brignoli.

 

 

Attualmente in sede lavorano 45 persone suddivise in cinque principali aree: progetti, comunicazione, raccolta fondi, amministrazione e risorse umane. Ogni capo area riporta direttamente al direttore generale Paolo Duranti. Per avere un’idea di quanto l’organizzazione è radicata sul territorio, basti pensare che dal 2001 ad oggi, 146 bergamaschi hanno collaborato con Cesvi come volontari, leve civiche, espatriati.

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