Da Sarnico

Chef Francesco ha conquistato l’Olanda con i suoi casoncelli

Chef Francesco ha conquistato l’Olanda con i suoi casoncelli
Personaggi 10 Luglio 2018 ore 11:20

Quando l’amore per la tradizione e il gusto per il bello incontrano la passione per la cucina, non può che nascerne qualcosa di buono. In questo caso, il risultato è un ristorante italiano di successo all’Aia, in Olanda, che propone ai propri ospiti piatti tipici bergamaschi. Molto apprezzati.

Un sogno nato a Bergamo. Ogni racconto ha il suo protagonista. Il nostro è Francesco Zani, nato a Sarnico. Ragazzo appassionato, curioso, con tanta voglia di fare e di imparare, in realtà non è stato sempre un cuoco provetto. Da giovane, la sua prima passione fu l’arte. A trasmettergliela fu il lavoro del padre, a capo del laboratorio di restauro di famiglia: lì Francesco ha imparato a ridare vita e valore estetico a opere lignee e dorate, mobili e cornici. Nello showroom di Villongo, le opere esposte spaziano dal Rinascimento al Novecento. La sapienza e la maestria del padre Beppe hanno ben presto suscitato nel giovane Francesco il gusto per l’antichità, per la bellezza e per l’armonia

 

[Francesco Zani è il secondo da destra]

 

E anche per la tradizione italiana, che però, nella famiglia Zani come in tante altre famiglie della nostra terra, va ben oltre l’arte e l’arredamento e sconfina anche… nella cucina. Nonna Maria, infatti, è una cuoca esperta e ogni giorno si prodiga dietro ai fornelli e prepara da mangiare per tutti. È stando con lei che Francesco capisce che quella è la sua vera vocazione. E così decide di ricominciare da capo e iniziare una nuova vita. Tanta gavetta per tanti anni in tanti ristoranti. Prima in Italia, poi in Olanda.

Love is in the air. È così che Francesco arriva ad Amsterdam. Nei Paesi Bassi conosce nuove persone e nuovi amici, tra cui Olga Bibi Se gaar, una blogger olandese innamorata dell’Italia e già da tempo racconta in Internet per i suoi connazionali le meraviglie del Belpaese. Una passione figlia anche dell’a m o re, visto che Olga è sposata con un architetto italiano e si è trasferita in Abruzzo. Una sera, Olga porta a cena nel ristorante dove lavora Francesco sua sorella Monique. E succede l’inevitabile: i due si innamorano. Si amano, si lasciano ma poi si ritrovano e si sposano. A quel punto Francesco prende la decisione definitiva: basta nomadismo, è il momento di mettere radici. E si trasferisce in Olanda. Ora che ha trovato il vero amore, la sua passione per la cucina arde più che mai e finalmente, dopo molti sacrifici, decide anche di realizzare il suo sogno e aprire un ristorante a sua immagine e somiglianza.

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Un nome, una garanzia. Gran Tour In Italia è il nome scelto da Francesco per il locale. E non è un nome a caso: da una parte richiama l’amore per l’antichità e l’arte italiana (la sua prima passione e il “marchio” della famiglia Zani), dall’altra l’entusiasmo di voler far conoscere la propria cultura all’estero. E si sa, “l’italianità” è molto apprezzata al di fuori dei confini nazionali. L’intuizione di Francesco, infatti, si rivela corretta. Il ristorante ha, sin da subito, un successo incredibile. È sufficiente leggere le recensioni online per rendersene conto: sono tutte più che positive. Il locale si trova in un vecchio palazzo di un quartiere di lusso de l’Aia, non lontano dalla costa. «È un luogo molto romantico», dice Olga quando le si chiede di descriverlo. Buona parte dell’arredamento, naturalmente, arriva dal laboratorio del padre e così Francesco ha trovato una maniera eccezionale per valorizzare anche la tradizione di famiglia. Le radici tricolore del ristorante vanno ben oltre il gusto estetico: tutti i membri dello staff sono italiani ad esempio, «un dettaglio inusuale per i ristoranti italiani all’estero» commenta Olga. Lo chef Antonio Bisignano è di Como, il sous-chef Luca Fenaroli è di Sarnico (proprio come Francesco) e la cameriera Matilde è di Monza. Per mezzo dei genitori e della cognata, Francesco compra materie prima di qualità solo da produttori selezionati italiani. Un modo per raccontare il suo Paese d’origine, così come quando propone ai sui clienti gite, escursioni o vacanze in Italia organizzando delle serate a tema nel suo ristorante.

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La sua Bergamo a tavola. Il menù è, naturalmente, lo specchio di Francesco. E nel menù, quindi, non possono mancare gli amati casoncelli. «Se state cercando un piatto di carbonara, cambiate ristorante: questo non è il classico ristorante italiano», dice Olga. Ogni piatto è una vera sorpresa per gli ospiti olandesi, è un viaggio nella tradizione culinaria lombarda, con un particolare accento posto sulla cucina bergamasca. I casoncelli alla Bergamasca su fonduta di taleggio rappresentano il pezzo forte (e tra i più amati) della carta del Grand Tour, ma i clienti vanno pazzi anche per il particolare (almeno lassù) polenta e osei. Tradizione, cultura e buona cucina: sono questi gli ingredienti che fanno del ristorante di Francesco uno dei migliori dieci locali italiani in Olanda secondo una rivista olandese. Presto si decreterà il vincitore di questa particolare partita, e noi sappiamo bene per chi fare il tifo.

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