Cronaca della sfavillante notte

Chi ha vinto gli Oscar 2016 Le foto uno ad uno (e il video di Leo)

Chi ha vinto gli Oscar 2016 Le foto uno ad uno (e il video di Leo)
Personaggi 29 Febbraio 2016 ore 19:00

Ore 2.30 italiane: inizia finalmente la Notte degli Oscar. Dopo il video di presentazione, il conduttore Chris Rock parte con un discorso ironico e polemico sulla questione degli #OscarsSoWhite. Tra i vari concetti: prima questa cosa non si notava perché i neri stavano lottando per questioni realmente importanti. Il discorso alterna passaggi davvero duri, ad esempio quando cita i ragazzi di colore uccisi dalla polizia, a battute per alleggerire.

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Sceneggiature. Emily Blunt e Charlize Theron presentano la miglior sceneggiatura originale: vince Spotlight! Un film per cui tifavamo molto, che racconta il lavoro di giornalismo d’inchiesta svolto dal Boston Globe nel 2001 sui casi di pedofilia nella chiesa cattolica. Quella non originale è annunciata da Ryan Gosling e Russel Crowe: va a La grande scommessa, altro film impegnativo e impegnato, sul tema della crisi finanziaria del 2007/08. Continua poi la polemica di Chris Rock, che mostra alcuni spezzoni di film candidati con lui o Woopy Goldberg al posto dei veri personaggi, ovviamente bianchi. Sam Smith canta il suo pezzo presente in Spectre. Vengono introdotti i primi film candidati al premio più ambito, quello della miglior pellicola dell’anno.

Una nuova stella. Prima della lunga parte dei premi tecnici, c’è spazio per un premio alla recitazione. Riguarda le attrici non protagoniste, presenta J. K. Simmons: Jason Leigh, Mara, Rachel McAdams, e Kate Winslet sono battute da Alicia Vikander, giovane e bella, in forte ascesa nell’ultimo periodo. Dopo questo premio non potrà far altro che lievitare ulteriormente nel firmamento di Hollywood.

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Il dominio di Max. Si apre la fase centrale della serata. Migliori costumi: Cate Blanchett introduce il premio. Vince Jenny Beavan con Mad Max, un po’ a sorpresa visti alcuni candidati forti come Carol e Danish Girl. Scenografia: Tina Fay e Steve Carell presentano, vince ancora Mad Max, per il lavoro di Colin Gibson e Lisa Thompson. Trucco: la meravigliosa Margot Robbie e Jared Leto proclamano Mad Max, che infila una tripletta tecnica invidiabile. Benicio del Toro e Jennifer Garner presentano due papabili miglior film: Revenant (compare un orso in platea) e Mad Max, che a questo punto potrebbe anche fare il colpaccio, ma più probabilmente si limiterà a premi tecnici.

Fotografia: Emmanuel Lubezki trionfa per la terza vola consecutiva, per Revenant, dopo Gravity e Birdman.

Montaggio: stravince Margaret Sixel per Mad Max, che si sta proprio portando a casa un bottino davvero invidiabile. Nel film sono presenti addirittura 2500 tagli di montaggio. La cavalcata trionfale del film di George Miller prosegue poi con il miglior montaggio sonoro e il miglior sonoro. Il film è già a quota 6.

Effetti speciali: anche qui, Max è strafavorito, ma a sorpresa vince Ex Machina. Si fatica a comprendere la ratio di questa scelta. A Sky dicono per il corpo trasparente dell’androide Alicia Vikander. Si spezza quindi il filotto clamoroso di Mad.

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Premi minori e attore non protagonista. Entrano in scena i tre robot di Star Wars e omaggiano John Williams per la sua cinquantesima candidatura. I Minions premiano il miglior corto d’animazione, Bear Story (non l’orso di Revenant). Film d’animazione: gli eroi di Toy Story annunciano l’ovvio vincitore Inside Out, in un trionfo Disney un po’ facilone. Attore non protagonista: Patricia Arquette proclama Mark Rylance, mentre si dipinge sul volto di Stallone un’espressione di evidente amarezza. Comunque Rylance non ha rubato niente, la sua prova nel Ponte delle spie è maiuscola. Il premio a Stallone sarebbe stato però anche alla carriera e sui social serpeggia subito la delusione.

Miglior corto documentario: A Girl In The River. Miglior documentario: Amy, film sulla Winehouse. Viene a questo punto dedicato un momento di raccoglimento e omaggio a tutti gli uomini di cinema scomparsi in questi ultimi dodici mesi. Vince come miglior cortometraggio Stutterer. Miglior film straniero va all’acclamato Il figlio di Saul. Quella di Sam Smith è la miglior canzone.

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Morricone e Iñárritu. Dopo il dominio di Fury Road e alcuni premi minori un po’ opinabili, il finale della manifestazione regala grandi soddisfazioni. Il maestro Ennio Morricone, 87 anni, vince l’Oscar per la migliore colonna sonora. Forse unico caso in cui viene vinta una statuetta dopo quella alla carriera. Riceve commosso l’omaggio del pubblico e si limita a dire in italiano poche ma intense parole: «Ringrazio l’Academy per questo prestigioso riconoscimento. Il mio pensiero va agli altri nominati, in particolare allo stimato collega John Williams (autore delle musiche di Star Wars, ndr.). Non c’è musica importante senza un grande film, per questo ringrazio Quentin Tarantino per avermi scelto e dedico la vittoria a mia moglie e mentore Maria. Grazie, saluti».

È il momento della miglior regia: J. J. Abrams proclama Iñárritu (nostro favorito) che in questo modo fa doppietta, dopo lo scorso anno con Birdman. «Non vedono te ma solo il colore della tua pelle» cita il regista dal film, rinforzando il carattere politico di questa edizione. A Sky dicono che una doppietta simile non accadeva dai tempi di John Ford (1941-42) e Mankiewicz (1950-51).

Attrice protagonista: Eddie Redmayne incorona Brie Larson, super favorita per questa statuetta. Non succedeva che vincesse in questo ruolo un’outsider alla prima candidatura da Figli di un dio minore del 1986.

 

https://youtu.be/mnRDYUhwyEw

 

Leo e Spotlight! Attore protagonista: Julianne Moore rivela quello che è per distacco il premio più chiacchierato di questa edizione. Come pronosticato dai più, DiCaprio vince, trionfa, e tutto il pubblico si alza in piedi ad applaudirlo. Nel suo discorso, dopo i ringraziamenti arrivano le bordate: «Nel 2015 siamo dovuti andare al Polo Sud per trovare la neve. Grazie, e non diamo per scontato questo pianeta».

Finale trionfale per noi, che tifavamo per il film di Tom McCarthy: Morgan Freeman premia come miglior film Il caso Spotlight. Una pellicola di profondo impegno civile, vince meritatamente perché propone un cinema che vuole avere un ruolo importante nella diffusione dell’informazione e soprattutto nel mostrare come spesso la verità sia resa quasi inattingibile. Un messaggio deciso e non scontato da parte dell’Academy, per una Notte degli Oscar tra le più politiche degli ultimi anni.

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