Per «l’affermazione della Verità»

Chi sono quelli dei volantini che attaccano Bergamonews

Chi sono quelli dei volantini che attaccano Bergamonews
29 Marzo 2017 ore 06:00

Nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 marzo, fuori dalla redazione del giornale online Bergamonews, in via Maj, sono stati affissi alcuni manifesti e lasciati diversi volantini firmati dal MAB (Manipolo d’Avanguardia Bergamo). Su questi è riportato un testo intitolato “Non sei solo” e il volto di Alessandro Limido, numero uno dei Do.ra, ovvero della Comunità militante dei dodici raggi, un gruppo di neonazisti che operano nel Varesotto. L’atto di protesta è avvenuto in seguito a un articolo pubblicato da Bergamonews e relativo alle minacce ricevute dal giornalista bergamasco Paolo Berizzi di Repubblica. Berizzi, infatti, in passato ha scritto diversi articoli su Do.ra, un gruppo di «trecento naziskin che vivono organizzati militarmente» a Caidate, provincia di Varese. Di loro, Berizzi scriveva: «I nemici sono “immigrati, ebrei, gay, centri sociali, polizia, banche”. La festa per il compleanno di Hitler, la famiglia, i volantini col volto di Eva Braun per il gruppo femminile, il rifiuto di avere contatti con il resto dell’estrema destra».

 

 

In seguito a questa inchiesta, il giornalista bergamasco ha ricevuto diverse minacce online e la sua auto è stata vandalizzata con delle svastiche. Il caso era arrivato anche in Parlamento attraverso un’interrogazione e, giovedì 23 marzo, dopo una serie di esposti alla procura di Varese, la questura di Bergamo, in seguito ad un’analisi del caso da parte del Comitato di prevenzione e sorveglianza della prefettura, ha deciso di disporre la sorveglianza dinamica nei confronti di Berizzi: agenti di polizia controlleranno la sua abitazione e i luoghi che frequenterà. Ora la Digos bergamasca, che ha iniziato a seguire il caso, sta cercando di far luce anche sul caso legato a Bergamonews.

 

 

Oltre ai volantini e i manifesti, il MAB ha anche pubblicato sulla propria pagina Facebook un messaggio (poi inviato anche via mail alla redazione del giornale online): «Il riscatto di una città non può avvenire in una notte. La viltà di un concittadino è difficile da cancellare. La nostra visita a Bergamonews vuol tenere alta l’attenzione sul giornalismo orobico, da sempre asservito ai Poteri forti. Paolo Berizzi vergogna di Bergamo. Associazione Culturale MAB. Vice presidente Enrico Labanca». Ma chi sono i membri del Manipolo d’Avanguardia Bergamo? E cosa vogliono?

Un’idea ce la si può fare visitando il loro sito internet, dove si definiscono una «associazione culturale» il cui «obiettivo superiore» è «l’affermazione della Verità sociale, politica e storica. Questa “militanza” nasce con lo scopo di accompagnare ogni singolo individuo sul percorso già tracciato dai Padri di questa martoriata terra, portando con sé gli strumenti per poter continuare il lungo cammino per la Redenzione della Patria, interrotto ferocemente dalla Plutocrazia imperante in Italia da decenni. M.A.B. sa che la Conoscenza, unica vera fonte di salvezza per l’Uomo, non conosce confini, né ad essa si possono imporre divieti o applicare etichette politiche; per questo motivo, come è comprensibile ai più, il settarismo ideologico non troverà spazio. […] La soave voce di M.A.B. cullerà i propri militanti durante la battaglia e li difenderà durante gli attacchi del regime». In un’altra sezione del loro sito, vengono poi elencati i venticinque punti programmatici di questa associazione, che sono un mix abbastanza confuso di ideali nazionalisti. Si va dalla creazione dei «”Consigli dei lavoratori” dove l’operaio metalmeccanico si confronta con il contadino» alla «lotta senza tregua contro chi esplica attività dannose per l’interesse della Patria», dalla richiesta che «la stampa nazionale sia libera dal giogo straniero» a quella che «l’utile della grande impresa venga messo al servizio degli operai prestanti manodopera all’interno dell’azienda stessa e al comune (o comuni) dove essa è presente», fino ad arrivare alla «collettivizzazione dei centri commerciali» e alla richiesta «che le coppie italiane – uomo e donna, riconosciute dalla Legge – possano adottare solo minori di nazionalità italiana».

 

[La foto di copertina della pagina Facebook di MAB]

 

Tra le pieghe del portale, inoltre, appaiono continui richiami all’epoca fascista e nazista, con la pubblicazione di discorsi di Benito Mussolini o scritti di Hitler, richiami alla «Gioventù italiana» e nemmeno tanto impliciti attacchi alla «razza ebraica» (così, ad esempio, definiscono il deputato del Pd Emanuele Fiano, reo di aver dato particolare attenzione al caso di Do.ra.: «Dal sito della Camera si apprende che a Roma, più precisamente a Palazzo Montecitorio, si è insediato da diverso tempo Fiano Emanuele, architetto ebreo; sotto le mentite spoglie di deputato del PD, costui porterebbe avanti una vera e propria campagna di persecuzione razziale contro i figli d’Italia»). Negazionisti, convinti sostenitori che la storia della Resistenza raccontata dai libri sia solo una falsità, omofobi (gli omosessuali vengono definiti come soggetti «sessualmente» o «geneticamente» modificati), antivaccinisti. Il Manipolo d’Avanguardia Bergamo è questo, dunque. E c’è ben poco da aggiungere, francamente.

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