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Ci volevano i veterani per svegliare l’Atalanta

Personaggi 30 Ottobre 2014 ore 16:40

A parlar chiaro non si sbaglia mai. Lunedì, dopo l’invereconda figura di Udine, Bergamo Post aveva chiesto a Colantuono di finirla con la sequela di sconfitte e, soprattutto, dove fosse finita la vera Atalanta (“Colantuono, adesso basta. Ma Stendardo che fine ha fatto?”). Curioso: Stendardo è tornato in campo contro il Napoli e con lui, fra gli altri, Del Grosso, Raimondi, Migliaccio. Ci volevano i veterani per svegliare una squadra che in Friuli si era ammosciata. E non solo in Friuli. Il gol di Denis (il sesto della sua carriera al Napoli) è stato una liberazione. La prodezza di Sportiello, il quale non finisce di stupire per quanto sappia essere freddo e determinato, ha salvato il pareggio, conquistato in dieci contro undici. Avevamo chiesto all’allenatore:

1) Qual è l’Atalanta di Colantuono: quella che ha segnato 3 gol in 8 partite, ne ha vinte 2, pareggiata 1 e perse 5 nelle ultime 6?

Speriamo sia quella del secondo tempo con il Napoli. Il primo è stato inguardabile.

2) Quella che in Friuli dopo 6 minuti prende gol da Di Natale e in 90 minuti non riesce a fare manco un tiro in porta degno di questo nome?

Speriamo sia quella del secondo tempo con il Napoli, Il primo è stato così catenacciaro che dall’alto dei cieli Rocco e Brera avranno sicuramente applaudito.

3) Caro Colantuono, che cosa diavolo ha questa Atalanta?

Napoli docet: ha bisogno di essere sempre tenuta sulla corda, di rotolare sull’orlo del baratro per rialzarsi, di essere presa per la collottola quando si rilassa, quando si deconcentra, quando pensa che la salvezza sia scontata. Ha bisogno di ricordare  – e, se lo dimentica, qualcuno deve ricordarglielo –  quale sia lo spirito dell’Atalanta: combattere sempre, arrendersi mai.

4) Dov’è finita la squadra che, nella passata stagione, centrò le sei vittorie di fila che la portarono in zona Europa League?

Contro il Napoli ha dato un importante segno di vita. Ora l’importante è non ricascarci, come a Udine, perchè il Toro in casa è un martello.

5) È una questione di preparazione, di mentalità o che altro?

Vedi punto 3.

6) Che cos’ha Denis, che non segna da maggio?

Denis s’è sbloccato dopo 172 giorni segnando un gol bellissimo per preparazione e finalizzazione. Dai e dai, ce l’ha fatta. E, di questo giustamente, ringrazia i tifosi che non l’hanno mai mollato così come apprezzata era stata la sua sincera autocritica quando, intervistato in esclusiva da Fabio Gennari per Bergamo Post, il capitano aveva chiesto scusa per il gesto d’insofferenza con il quale aveva reagito alla sostituzione durante la partita con il Parma.

7) Perché questa squadra è ossessionata dalla paura di sbagliare?

Perché non deve mai perdere la voglia di lottare.

8) Che fine ha fatto Stendardo? Perché non gioca più? Non sta bene? Come mai è sparito dai radar, lui che in agosto era stato richiesto dalla Samp, oggi terza in classifica con l’Udinese? 9) Fabio Gennari che l’Atalanta respira ogni giorno, a proposito della prestazione di Biava in Friuli, scrive che forse l’ex laziale ha bisogno un po’ di riposare. Ci può stare. E forse che Stendardo non è più all’altezza di giocare titolare nell’Atalanta?

Stendardo ha dimostrato di essere all’altezza di giocare titolare nell’Atalanta.

10) Mercoledì c’è il Napoli. Caro Colantuono, lei ha definito la sconfitta di Udine un black-out che può capitare. Deve essere l’ultimo. Deve.

Messaggio ricevuto. A parlare chiaro non si sbaglia mai. All’Atalanta ha fatto bene. Pregasi insistere.

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