Ciao capitano, mio capitano

09 Agosto 2014 ore 16:21

Una delle più fulgide stelle del firmamento hollywoodiano si è spenta per sempre lasciando un vuoto enorme. Robin Williams ci ha lasciati in un giorno qualsiasi di questo agosto, il mese maledetto per chi è caduto nel baratro oscuro della depressione e indifferente non riesce più a sentire irresistibile il richiamo della vita mediato dal calore dei profumi d’estate. Un autentico talento, quello di Williams, che sin dagli esordi negli anni ’70 con la serie televisiva Mork  &Mindy in cui recitava nel ruolo dell’alieno ha fatto presagire quella speciale genialità che lo avrebbe reso interprete irripetibile di film come Good Morning Vietnam, Mrs Doubtfire, La leggenda del Re PescatoreL’Attimo Fuggente, indimenticabile prova d’autore. Vincitore  di un Oscar nel 1998 su quattro nomination, si è sovente trovato a fianco di grandi star come Robert De Niro, Dustin Hoffman, Jeff Bridges o Al Pacino.  Adesso la sua stella brilla ancora più alta e luminosa in altre e più certe dimensioni, lontanto dalla illusoria ed effimera gloria delle star di Hollywood capaci di brillare solo per effetto delle luci di scena. Ma il genio, quello sì, rimane intatto e il suo lavoro lo consegnerà a una memoria difficilmente cancellabile: Williams era bravo professionalmente e in più possedeva l’espressione della persona buona, e questo convinceva quello stesso  pubblico che continuerà ad amarlo anche oltre gli indecifrabili destini umani di questa terra. Il male oscuro lo ha rapito, afferrandolo con tutta la forza tentacolare delle cose cattive, di certe piante parassite capaci di strangolare meravigliosi e robusti alberi, impedendogli di continuare a gustare il sapore dell’esistenza, di coglierne attimo dopo attimo il senso e la meraviglia. «Capitano, mio capitano… .Andai nei boschi perchè volevo vivere con saggenza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto…». Carpe diem, suggeriva ammiccante il protagonista del film citando il poeta latino Orazio e insieme Walt Whitman: succhiare sì il midollo della vita, ma evitare saggiamente di strozzarsi. Saggezza e ironia per essere un esempio più potente di qualsiasi monumento, di qualunque trattato. Ciao Capitano, o mio Capitano: non ti dimenticheremo mai.

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