Un successo per Sacbo (e Bergamo)

Come atterrò Ryanair a Orio (ovvero l’era low cost)

Come atterrò Ryanair a Orio (ovvero l’era low cost)
10 Dicembre 2014 ore 20:11

Il 14 febbraio 2002 un volo di Ryanair, proveniente da Francoforte Hahn, è atterrato per la prima volta sulla pista dell’aeroporto di Orio al Serio, siglando l’inizio di un’era nuova per la storia dello scalo bergamasco. L’arrivo della compagnia aerea irlandese ha comportato non solo l’apertura di nuovi, numerosi collegamenti, ma ha dato origine anche a cambiamenti importanti. La rotta inizialmente eseguita da Ryan Air era quella da e per Francoforte Hahn, servita due volte al giorno. A questa si sarebbe aggiunta, nell’aprile 2002, quella per Londra Stansted, per due volte al giorno, poi tre a partire da ottobre. I voli erano sempre pieni, soprattutto perché costavano molto poco: quello per Francoforte costava 39 euro. Successivamente, una cifra del genere sarebbe stata giudicata eccessiva: Ryan Air è infatti giunta a proporre tariffe da pochi euro, o addirittura da un centesimo (un decimo di quelle praticate da Linate).

 

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 [Giacomo Cattaneo]

Le trattative. Ma come c’è arrivata, Ryanair, a Bergamo? Le trattative erano cominciate già nel 2001 ed erano condotte, per Orio al Serio, da Francesco Fassini e Giacomo Cattaneo; per Ryanair, da Michael Cawley, Vicedirettore generale e Responsabile dell’area commerciale, oggi ritiratosi a vita privata, e da altre persone, che sono cambiate nel corso dei lavori. Cattaneo, che si è meritato l’investitura a “commercial guru” italiano da parte del braccio destro di Micheal Cawley, ha raccontato a Bergamopost che «la trattativa per aprire i voli è stata molto lunga e complessa, anche a causa del puntiglio di entrambe le parti. Ogni clausola è stata oggetto di molte discussioni. La trattativa vera e propria è durata un anno, due se si considera anche la fase dell’approccio iniziale».

È nel 2001, infatti, che Ryanair e gli uffici commerciali di Sacbo entrano in contatto per la prima volta. L’approccio della compagnia irlandese era molto diretto, forse troppo per la dirigenza Sacbo, che quindi ha preferito declinare le proposte avanzate. Ne è seguito un periodo di interruzione delle trattative, durato per cinque o sei mesi. Ne è seguita un’altra sessione di discussioni, ma anche questa è stata interrotta. Si è ritentato per la terza volta: sarebbe stata quella vincente. Anche in questa occasione, tuttavia, non sono mancate difficoltà e discussioni, anche interne alla stessa Sacbo: c’era chi voleva accelerare i tempi e firmare al più presto un accordo con la promettente Ryanair e chi invece si dimostrava più recalcitrante. Nel ricordare il periodo delle trattative, Cattaneo commenta: «è stato bello e estenuante». L’impresa è stata affrontata con la consapevolezza che si sarebbe trattato con una compagnia aerea molto interessante e promettente, di certo una delle più in vista nel panorama europeo. Dice Cattaneo: «non è stata un’impresa azzardata, perché avevamo intuito il potenziale di Ryanair per l’aeroporto. Già in altre parti di Italia funzionava: nel 2000 volava a Brescia, ancora prima a Treviso. Mi era capitato di andare a Montichiari per le trattative: lì i voli per Londra Stansted erano sempre pieni, mattino e sera. Le persone sceglievano Ryanair perché costava poco. Allora l’offerta di voli a basso costo era limitata, perciò l’area da cui attiravano passeggeri era enorme. Dal sistema Arco di Alitalia (il sistema informatico che gestiva i check in e che era liberamente consultabile) si poteva vedere come i voli fossero sempre pieni, almeno per il 90 percento». Cattaneo ammette che, ovviamente, «non ci aspettava che la presenza di Ryanair ad Orio diventasse ciò che sarebbe poi diventata. Ci si aspettavano al massimo cinque voli al giorno, come in altri aeroporti italiani».

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Durante gli incontri tra le due delegazioni, non solo si sono dovuti trovare accordi che soddisfacessero entrambe le parti, ma si è dovuto anche fare in modo che la normativa europea venisse rispettata. Sacbo ha vigilato affinché l’accordo rispondesse alle direttive UE, per evitare di incorrere in un caso simile a quello occorso all’aeroporto Charleroi, a Bruxelles. In Belgio, infatti, era stata attuata una riduzione sulle tasse passeggeri, per il decollo e l’atteraggio. La Sacbo, invece, ha contribuito a lanciare le rotte attraverso la pubblicità, con un’operazione che, in gergo, si definisce di co-marketing (compartecipazione alle spese promozionali). Le spese del landling, cioè le operazioni di manutenzione dell’aereo richieste al suo atterraggio, sono state invece sostenute per intero. Da parte sua, la Ryanair ha preteso il massimo livello di efficienza, cioè assoluta continuità lavorativa nel corso della giornata e una inderogabile puntualità. Come ben sa chi ha viaggiato con la compagnia aerea, non sono ammessi ritardi nelle partenze dei voli.

Il primo volo. Su quel primo volo eseguito nel giorno di San Valentino del 2002, c’erano solo coppie di fidanzati, vincitrici di un concorso organizzato da Ryanair. Una di queste doveva sposarsi e la compagnia propose di celebrare la cerimonia a bordo. Una volta arrivati a Bergamo, i due neo-sposi sono stati festeggiati con un buffet al “Cappello d’oro”, dove sono stati accolti dal Presidente della provincia e dal Sindaco, presenti per l’importante traguardo raggiunto dall’aeroporto di Orio. Dieci anni dopo, quella stessa coppia è stata rintracciata e chiamata a Bergamo, in occasione del decennale del loro anniversario e di quello tra Orio e Ryanair.

Quel primo, particolare volo inaugurale portò ulteriori novità. Cominciarono infatti altre trattative con Ryanair, iniziate per fare di Bergamo una base aeroportuale (la base è l’aeroporto in cui i velivoli atterrano in sosta notturna). Ryanair è stata rappresentata dal CEO, Michael O’Leary. In questa occasione, l’accordo è stato raggiunto, senza troppe difficoltà, il 6 febbraio 2003. Oggi Bergamo è la base ufficiale della compagnia, insieme con Dublino, Londra Stansted, Bruxelles Charleroi e Francoforte Hahn.

Dopo l’arrivo dell’ “ammiraglia” Ryanair, il mondo delle altre compagnie low cost ha cominciato a nutrire interesse per Bergamo e a chiedere di stringere accordi con lo scalo areoportuale. A questo proposito, riportiamo una tabella esaustiva sulla presenza delle low cost dal 2002 al 2007:

 

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Ricordiamo che Wizzair è il secondo operatore dopo Ryanair. Blue Air è in procinto di festeggiare il decennale della sua fondazione (13 dicembre 2004).

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Ryanair oggi. Oggi il 75-76 percento del traffico aereo di Bergamo è coperto da Ryanair. La compagnia serve rotte dirette verso 70 destinazioni in estate e 50 in inverno. Gli aerei che giungono soltanto per fare sosta sono 12 di inverno e 15 in estate (16 ad agosto). Gli effetti della presenza di Ryanair si sono fatti sentire anche per quanto riguarda abitudini e stili di vita: un vigile del fuoco londinese ha deciso di trasferirsi a Bergamo e, a quanto si dice, abita in Città Alta. Come altri suoi connazionali (e non solo) è un pendolare dell’aria, che prende l’areo così come noialtri si prenderebbe un treno. L’Università, inoltre, è cresciuta per numero d’iscritti e sono nate nuove strutture alberghiere, mentre quelle già esistenti hanno aumentato i propri clienti. Sono le felici conseguenze di un lavoro ben fatto, con caparbietà e fatica. E che continua a dare i suoi frutti.

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