“Da quest’anno pagare il canone…” Un annuncio senza rispetto

Personaggi 29 Gennaio 2016 ore 11:15

“Da quest’anno pagare il canone in bolletta è più semplice ed economico…”. Pagherei di tasca mia pur di riuscire a sapere cosa passa per la testa dell’annunciatore mentre con timbro scanzonato e “easy” trasmette questo tipo di spot. Così, quando mi capita di ascoltare questo annuncio, avverto tutto il malessere che riescono a generare l’ipocrisia, le frasi melense, la deliberata mancanza di rispetto per la gente qualunque, che solo al momento del voto si definisce intelligentissima per poi essere trattata con distratta sufficienza. E perciò quando il giovanotto inizia con la sua tiritera, non posso fare a meno di cambiare pur di non sentirlo: perché sono sicuro che anche lui potendo quelle fesserie non le direbbe. E soprattutto non le pronuncerebbe con quel tono di finta.

L’ho scritto tempo fa e lo ripeto: la “presunzione” di un atto qualsiasi non è ammessa dal nostro ordinamento e neanche è plausibile il tentativo del processo alle intenzioni. Eppure, in questo caso come purtroppo in molti altri, nel disprezzo totale della nostra carta costituzionale, questo avviene sotto gli occhi di tutti. Io non so cosa stia succedendo nella mente, nei cuori, nel sentimento delle persone. Oppure forse lo indovino: come in piena guerra la gente, stordita, ferita, accecata e oppressa dagli stenti si rannicchia in trincea e spera di sopravvivere. Tutto può andar bene pur di tirare avanti, pur di respirare ancora.

Ma questo non è degno di uno Stato che si proclama democratico e civile. Se il nostro governo non riesce a controllare in maniera organizzata chi deve pagare e chi no il canone è un suo problema, che non può essere riversato sui cittadini perché lo risolvano al suo posto. Se  per qualche ragione clonano la mia carta di credito, è un fatto che dipende dall’istituto finanziario emittente privo di efficaci sistemi di protezione .

Naturalmente i nostri padroni del vapore queste cose le sanno benissimo, tant’è che come gli untori di manzoniana memoria hanno sparso la simpatica e virale opinione che le misure adottate servono per evitare scappatoie ai soliti furbi, specie quelli del meridione d’Italia. Un metodo demagogico di bassa lega riguardo a comportamenti che, di nuovo, andrebbero provati caso per caso e che evidenzia soltanto l’arcinoto e vetusto sistema di alimentare la classica “lotta tra poveri”.

La Rai batte cassa perché deve strapagare le sue star che popolano talk show per fare la loro inutile passerella: trasmissioni adatte soltanto a un pubblico di vecchi. E il nostro Stato che fa? Nessun problema. La bella pensata è: o sì o per forza, facciamo pagare tutti. Ma se uno della Rai se ne infischia? Non è possibile ipotizzare che qualsiasi cittadino rischi la crisi d’astinenza perché gli è impossibile fare a meno di mamma Rai e delle sue opulente tette! Caspita, se così fosse saremmo in piena emergenza, con una tremenda psicodipendenza da curare… Per fortuna le cose stanno decisamente meglio.

Nel frattempo pochissimo o nessun risalto è stato dato al fatto che esiste un modo per opporsi al canone in bolletta compilando una autocertificazione nella quale si afferma sotto la propria responsabilità di non possedere in una determinata abitazione apparecchi televisivi. Per questo servono dei moduli che la Rai, pur avendo attivato un numero verde, non ha reso disponibili. E il quesito non riesce ad abbandonarmi: più facile pagare il canone, o piuttosto molto più facile adesso riscuoterlo?…

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