Il personaggio

Dalmine, i cent’anni di Bugada Sindaco, deportato e professore

Dalmine, i cent’anni di Bugada Sindaco, deportato e professore
Personaggi 27 Giugno 2018 ore 04:30

Nelle fotografie di qualche settimana fa che lo ritraggono, Franco Bugada ha uno sguardo lucido, un volto fermo su cui riesce a trovare spazio un sorriso accennato appena. Sullo sfondo, compaiono qualche mazzo di fiori, mobili caldi che ricordano una casa ben vissuta e, ancora, un anello di parenti che lo fissano con sguardo gioioso. Poi, proprio sotto al suo naso, una torta ricca di panna, sul cui strato affonda un numero che pare chiara quanto una didascalia: cento. Perché tanti sono gli anni che il signor Franco ha festeggiato, lo scorso 9 giugno, a Toronto, in Canada. È lì che si è tenuta la cerimonia dedicata a una vita lunga un secolo.

Ma gli auguri e i pensieri, gli sono stati rivolti anche a distanza di oltre seimila e seicento chilometri. Precisamente da Dalmine, dove sono moltissimi i cittadini che non smettono di ricordarsi di lui e gli dedicano parole che aiutano a ricalcare meglio la sua immagine, frasi come «Mi ricordo di lui, quando abitava a Brembo. Aspettiamo che torni a farci visita», oppure «Ho un ottimo ricordo di lui. Persona educata e gentile come ce ne sono poche». Bugada, nativo di Valsecca (Valle Imagna) ha infatti vissuto la cittadina dalminese fin dal 1959, anno in cui la professione lo portò a trasferirsi nel Comune che lo vide, dal 1964 al 1966, essere parte dell’amministrazione Zambetti, in qualità di assessore alle Finanze.

 

La festa per i cento anni

 

Ma per capire cos’altro si nasconda nella biografia di un uomo che apparterrà sempre un po’ anche alla storia di Dalmine, è necessaria qualche ricerca: i dati messi a disposizione da Enzo Suardi, membro dell’Associazione Storica Dalminese permettono di ricostruire con più dettagli la sua biografia. Dove si scopre che il professore centenario, nato a Valsecca nel 1918 – per l’appunto –, è stato nel suo paese d’origine maestro di ruolo e…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 28 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 28 giugno. In versione digitale, qui.

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