Con un po' di leggerezza

Belotti, primo giorno in Parlamento «La Curva c’è, i tornelli pure»

Belotti, primo giorno in Parlamento «La Curva c’è, i tornelli pure»
Personaggi 03 Aprile 2018 ore 03:30

Il primo giorno di scuola non si scorda mai. E nemmeno quello in Parlamento, soprattutto se è segnato da una serie di onorevoli sfighe. Già le prime avvisaglie si sono viste la notte prima del viaggio a Roma. Una notte passata insonne, ma non per la tensione o l’emozione bensì per la perentoria avanzata della Maggie, la cagnolina di casa, che dopo aver conquistato il divano e poi il lettone, ora ha decisamente puntato al mio cuscino!

Che sudata fino a Roma. Sveglia, per modo di dire, alle 5 e via verso la stazione. Parcheggio nel garage di via Paleocapa e mentre corro lungo il viale di botto il tacco della scarpa si stacca! Pur barcollando, raggiungo il treno dove organizzo un pit-stop per il cambio scarpe. Il tutto di nascosto, terrorizzato dal sentire qualcuno dire: «Pota, ma l’è mia ol Bèlot? S-cecc in che stato…».

Finalmente l’arrivo a Roma, ma le onorevoli sfighe continuano ad aleggiare minacciose. Infatti l’obbligo della giacca alla Camera mi ha costretto a togliere dalla naftalina la mia tirolese, una tradizione delle mie “prime volte”. Ottima per le latitudini padano alpine, diciamo che non è indicata per i climi mediterranei, soprattutto se devi percorrere di corsa (amò öna olta), i tre chilometri da Termini a Montecitorio. Però ho notato che la lana cotta trattiene bene il sudore! Ci siamo.

 

 

Quale vip per primo? Il Parlamento. Come alla roulette, vediamo chi è il primo parlamentare che incontro nella grande sala del Mappamondo, adibita per l’occasione alla registrazione dei nuovi deputati? Magari la Boschi, che anche se politicamente non capisce una mazza, ha il suo perché, o magari Sgarbi o Brunetta o Bersani o Di Maio? No a me tocca Carlo Fatuzzo, il presidente, segretario, tesoriere, militante unico, del Partito Pensionati. Uno che pur facendo i congressi nel salotto della sua casa di Curno, dal 1985 è riuscito a farsi eleggere ovunque, dal comune di Bergamo alla provincia, dalla Regione a Strasburgo. Gli mancava giusto la Camera dei Deputati.

Come allo stadio. Emozionato al debutto in Parlamento? No forse perché mi è sembrato di essere a casa. Allo stadio. Del resto a Montecitorio la curva c’è, i tornelli e il tabellone elettronico pure, così come gli steward, anche se invece della pettorina gialla indossano uno smoking nero con papillon. I grillini, il gruppo più corposo, sono gli ultrà: si muovono solo in corteo, diffidano di chiunque non segua il Vangelo grilloide, fanno casino e sono un po’ stralunati. E in “curva” sono piazzati al centro. In tribuna, sul…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 5 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 5 aprile. In versione digitale, qui.

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