Divieto vendita biglietti Curva Nord L’ultimo sopruso contro Bergamo

Personaggi 26 Gennaio 2016 ore 15:50

Il divieto di vendita dei biglietti Curva Nord per la partita con il Sassuolo, sospesa sino domani in attesa della decisione definitiva del Viminale, è un nuovo, insopportabile sopruso contro Bergamo, contro i bergamaschi e contro l’Atalanta, perpetrato da uno Stato debole e inefficiente. Bisogna dirlo forte e chiaro oggi, ad Alfano e ai suoi sottopancia, perché all’orizzonte si profila la riedizione della campagna persecutoria andata in onda dopo il 22 novembre 2014, data degli scontri successivi ad Atalanta-Roma dei quali, naturalmente, ancora non si conoscono i veri responsabili.

Allora, nel silenzio assordante della Casta politica locale, fu emanato il bando trimestrale delle trasferte dei tifosi atalantini il cui unico torto era quello di seguire la squadra in pullman armati di Valcalepio e pane e salame. Si aggiunse l’apartheid dei sostenitori della Curva Nord, cui venne negato il diritto di acquistare il biglietto se sprovvisti della famigerata e inutile tessera del tifoso, il più micidiale sfollagente dagli stadi mai inventato da mente umana. Per non dire della chiusura del Baretto dello stadio, decisa ricorrendo a norme in vigore durante il fascismo. Oggi, con la scusa che dopo Atalanta-Inter, a chilometri di distanza dallo stadio, alcune vie della città sono state teatro di incidenti, è stata presa una nuova misura che criminalizza l’intera Bergamo e danneggia enormemente l’Atalanta. Sarebbe come se a Napoli a causa di alcuni tafferugli scoppiati in piazza Garibaldi chiudessero la curva B del San Paolo.

Si legge testualmente nel comunicato dell’Osservatorio: “Per l’incontro di calcio Atalanta–Sassuolo,  questo Osservatorio, tenuto conto delle gravi criticità poste in essere da una parte della tifoseria dell’Atalanta in occasione della gara Atalanta–Inter del 16 gennaio scorso, ritiene opportuno rinviare ogni valutazione alla prossima riunione in programma il 27 gennaio p.v.. Nelle more, la Lega Nazionale Professionisti di Serie A vorrà dare opportune indicazioni alla società Atalanta Bergamasca Calcio, affinché, per la gara in argomento, sospenda la vendita dei tagliandi di ingresso relativi al settore Curva Nord fino a nuove indicazioni”.

A parte l’urticante, orrendo burocratese di chi ha vergato queste righe, “nelle more” delle medesime può Alfano o chi per lui, spiegare ai bergamaschi che cosa c’entrino l’Atalanta e i suoi tifosi se, MOLTO LONTANO dallo stadio, DOPO la partita, alcuni delinquenti delinquono contro le forze dell’ordine? E quale sarebbe la “parte della tifoseria dell’Atalanta” che “ha posto in essere gravi criticità in occasione della gara Atalanta-Inter?”. Forse è la parte cui appartengono anche i sei ragazzi ingiustamente accusati per i fatti di Atalanta-Roma, sbattuti in galera nel 2014 e scarcerati senza nemmeno uno straccio di scuse?

Forse è la parte cui appartiene Daniele Belotti, esposto alla gogna mediatica per tre anni, vilipeso e infamato di essere addirittura l’eminenza grigia di un’associazione a delinquere, prima di essere completamente scagionato per non aver commesso il fatto, dall’accusa di concorso esterno in associazione a delinquere, nell’ambito della maxi inchiesta sul tifo violento a Bergamo nel periodo tra il 2006 e il 2012?

Ancora: dopo avere scritto di suo pugno e pubblicato un durissimo comunicato di condanna per quanto avvenuto a chilometri dallo stadio, che cosa deve fare ancora Percassi per seguire le “indicazioni” romane? Lo sceriffo, il questore, il prefetto, il capo dell’antiterrorismo? O la sua prossima colpa, in  quanto presidente dell’Atalanta, sarà essere responsabile di qualunque reato commesso in città lontano dallo stadio?

Siamo proprio curiosi di sapere come reagirà il sindaco di Bergamo che, dopo gli incidenti del 16 gennaio, si era stracciato le vesti, gridando il solito: ora basta. Lo fece anche dopo Atalanta-Roma e abbiamo visto com’è finita. Stavolta, può andare ancora peggio: migliaia di tifosi della Curva Nord che si vedono negati il diritto di andare allo stadio per Atalanta-Sassuolo, graziosamente accomunati ai criminali in azione in via Taramelli, in via Maj, alla stazione il 16 gennaio scorso. Ora basta, lo diciamo noi.

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