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Elena Rossi, volo di una voce unica

Personaggi 19 Marzo 2019 ore 09:16

Elena Rossi non è soltanto un soprano di temperamento notevole, è una donna di straordinaria bellezza e di innato fascino, doti esaltate da una grande forza comunicativa e franca semplicità nel porsi. Voce dalla timbrica limpida e potente, ha incantato le platee del mondo con le sue performance canore di grande effetto interpretativo, che l’hanno vista a fianco di grandi della lirica come Andrea Bocelli e diretta dai più importanti direttori d’orchestra del panorama lirico. Qualche anno fa ha partecipato al Festival Donizetti di Bergamo nel Campanello di Donizetti e nell’Amor Ingnegnoso di Mayer, quindi con il Don Giovanni di Mozart, dove è stata una applauditissima Donna Anna. Attualmente è impegnata al Bellini di Catania per le prove di Fedora, con personale debutto previsto proprio stasera (martedì 19 marzo). «Sono emiliana purosangue – racconta Elena – sono nata a Reggio Emilia e vado fiera delle mie origini».

 

 

Che ricordi la legano alla sua città?

«La mia adolescenza; i pomeriggi in centro con i miei fratelli e la nonna, conosciuta parrucchiera per signore; le passeggiate in bicicletta, le attività con gli scout. Adesso abito in una paese collinare ricco di storia e dal nome un po’ magico: Quattro Castella».

Un giorno scoprì la passione per il bel canto…

«Fin da bambina, il canto è stato per me una forma quasi istintiva che ho espresso esibendomi come solista in chiesa, nella band della scuola e perfino inventando spettacoli canori con le amiche: il gruppo scout mi aveva soprannominato “mughetto ugola d’oro”. Il mio destino fu segnato per caso: avevo diciott’anni, ero assieme a mio fratello più piccolo, corista delle voci bianche nel meraviglioso Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia dove stavano allestendo la Turandot di Puccini. L’emozione che provai fu così intensa da decidere all’istante di iscrivermi al Conservatorio della mia città, specializzandomi in seguito all’Accademia Filarmonica di Bologna».

Cosa significa cantare per lei?

«Credo sia l’espressione più profonda di quello che sono, il mio stesso respiro che passando attraverso il corpo fa vibrare le corde vocali ed esce da me per volare. Una specie di magia che come per miracolo arriva a suscitare identiche emozioni in me e in chi mi ascolta».

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I teatri che ritiene indimenticabili?

«Tutti i teatri sono luoghi unici. L’Arena di Verona è un teatro impressionante per la sua grandezza, per le scenografie immense, il palcoscenico enorme e l’atmosfera assolutamente emozionante. Ma come non amare il Teatro San Carlo di Napoli? Lì ho debuttato per la prima volta uno dei miei ruoli preferiti: Fedora».

Adesso al Teatro Massimo Bellini di Catania torna propria con Fedora. Cosa si aspetta?

«Mi aspetto di interpretare al meglio uno dei miei ruoli preferiti. Fedora è una principessa russa che vive nella sua anima infinite emozioni, anche contrastanti tra di loro, un esempio di donna forte e allo stesso tempo fragile, una natura molto simile alla mia».

Il suo sogno?

«È quello di volare servendomi delle ali del canto per realizzare tutte le volte quel mio meraviglioso sogno, l’unico vero della mia vita».