Da Torino a Pechino

Emma Re, la cantante italiana che ha stregato tutta la Cina

Emma Re, la cantante italiana che ha stregato tutta la Cina
01 Aprile 2015 ore 13:00

I latini, riferendosi ad una frase presa dai Vangeli, erano soliti dire che «Nemo propheta in patria». E lo slogan può essere riferito senza dubbio ad una storia italiana molto particolare. Capita infatti che nel 2007 Attilio Cortella, un imprenditore torinese, si trovi in Cina per un viaggio di lavoro e, durante una cena con alcuni clienti del posto, proponga di cambiare la musica di sottofondo con un cd portato da casa, contenente brani cantati da Silvia, sua figlia allora 35enne. Nel ristorante è presente anche il signor Wong, direttore degli eventi speciali della tv di stato cinese, la China Central Television (CCTV). In quanto compositore, il signor Wong è un grande intenditore di musica e rimane folgorato dalla voce della ragazza. Così chiede al padre ulteriori registrazioni e, in aggiunta, il curriculum della figlia. L’intuizione avuta al ristorante viene confermata dall’ascolto dei brani successivi, così Silvia Cortella sbarca in Cina, iniziando una carriera che la porterà ad essere in breve tempo una delle cantanti più famose. «È sicuramente merito del destino, ci sono eventi che sfuggono al nostro controllo, non sono spiegabili, succedono e basta», non può che commentare.

 

 

La formazione e l’inizio. Nata nel 1972 a Torino, Silvia scopre fin da piccolissima la passione per la musica: a soli quattro anni inizia a suonare il piano e poi esordisce con le prime band del panorama cittadino. Dopo essersi trasferita in Ohio per studiare al Greenville High School, dove già alle scuole superiori impara la padronanza del palcoscenico, rientra in Italia decisa a voler portare a compimento il suo sogno, proponendosi nei locali dove si esibisce delle cover dei brani di Mina. Nel frattempo ottiene la laurea in Scienze della Comunicazione e supera le selezioni per entrare all’Accademia della Voce di Torino, dove frequenta le lezioni di canto lirico del maestro e soprano Wally Salio. Al Corso Jazz di Torino inizia a registrare cover di Aretha Franklin, assieme ad un gruppo del capoluogo piemontese chiamato i Calibro 7. Si trasferisce a Roma dove, fino al 2003, cerca inutilmente una casa discografica per il suo primo cd di brani originali, lavoro svolto assieme allo storico chitarrista Fabio Scarbaci. Nel 2006 propone lo spettacolo Oggi sono Mina, portandolo in giro per tutta l’Italia e registrandolo su un disco live.

 

 

E poi, il successo (totale) Cina. Si arriva così all’agosto 2007, alla cena al ristorante di Pechino e all’interesse del signor Wong. In un’intervista ad Agichinai, Silvia, che dal suo sbarco in Cina ha utilizzato come nome d’arte quello di Emma Re, dice «mi sono fidata di mio padre, perché credo che nella vita qualsiasi situazione sia un’opportunità, quindi mi butto sempre e poi ne prendo le conseguenze, magari sono tanti schiaffi, questa volta invece è stato un bell’incontro». Il rapporto con Wong risulta infatti decisivo per Emma e le vene chiesto di esibirsi in due eventi mondiali: per l’apertura dell’anno olimpico 2008 a Pechino davanti a 90.000 persone al Chaoyang Stadium. Emma è l’unica cantante occidentale in mezzo ad artisti orientali. Le due canzoni diventano un tormentone nel Paese asiatico, tanto che Emma le riprodurrà in lingua cinese nel suo primo album. Poi l’artista torinese presta la sua voce per la colonna sonora della serie The legend of Bruce Lee, attorno alla quale ruotano circa 6 milioni e mezzo di dollari, e diventa ambasciatrice culturale della Cina. Per permetterle di esibirsi sulla CCTV, il signor Wong riesce addirittura a far mutare la legislazione cinese che vietava ad artisti non cinesi di far parte di una produzione televisiva di Stato.

 

 

Un fenomeno mondiale. Il successo ottenuto a Pechino rende Emma in poco tempo un fenomeno mediatico conosciuto anche in Europa («Insieme ai miei collaboratori siano riusciti a sfruttare il momento di visibilità, mettendo in evidenza che, oltre alla storia umana, c’è soprattutto una storia artistica, una voce, una cantante»). La Rai le propone di esibirsi in un paio di eventi benefici in qualità di testimonial, nell’aprile 2009 inoltre canta alla Sala Nervi in Vaticano di fronte a Papa Benedetto XVI e in seguito anche a Torino durante l’Ostensione della Sacra Sindone del 2010. Lo stilista italiano, naturalizzato francese, Pierre Cardin invita Emma ad esibirsi in Francia prima del lancio dei suoi nuovi prodotti e il pubblico ne rimane completamente conquistato. Ciò le permette di essere invitata dalla rete televisiva giapponese NHK, come ospite d’onore all’interno di un programma televisivo dedicato alle più belle voci del mondo. La collaborazione con Cardin continua tutt’oggi, mentre Emma è impegnata in spettacoli per far conoscere la musica italiana nel mondo. Ormai ha lasciato da parte le cover ed è lei la protagonista dei suoi show, nonostante la passione per Mina sia rimasta intatta; un po’ come già recitava il titolo dato ai suoi spettacoli dal 2008: Ciao Mina…da oggi sono Io!

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