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Glenn Strömberg visto dalla Svezia (tra calcio in tv, moda e cucina)

Glenn Strömberg visto dalla Svezia (tra calcio in tv, moda e cucina)
03 Ottobre 2015 ore 18:30

Lo stadio Gamla Ullevi non è lo stesso di trent’anni fa: fra il 2007 e il 2009 è stato smontato pezzo per pezzo e ricostruito come nuovo per ospitare gli Europei Under 21. Risuona, però, in molte partite, un vecchio coro degli Änglarna, i tifosi dell’IFK: “Alla heter Glenn i Göteborg”, cioè tutti si chiamano Glenn a Göteborg.

No, non è successo come a Napoli, dove fra gli anni ’80 e ’90 un numero spropositato di bambini venne battezzato col nome di Diego. Non si chiamano davvero tutti Glenn, un nome che a Bergamo significa una e una sola persona, quasi innalzata ad idolo di una tifoseria che ha visto troppo spesso grandissimi giocatori partire per altri lidi e quasi mai, fatto salvo Glenn appunto, vederli arrivare e tenere la Dea nel cuore così a lungo. Di Glenn ce n’erano ben quattro, invece, nell’IFK stagione 1982 (in Svezia si gioca da marzo a novembre): fra campo e panchina, si divisero con gli altri compagni di squadra la Coppa Uefa conquistata al Volkparkstadion di Amburgo, contro i futuri campioni d’Europa a scapito della Juve di Boniek e Platini. Proprio quella fu l’ultima stagione di Glenn Strömberg a Göteborg, prima di trascorrere qualche mese in Portogallo per poi lasciare Bergamo e l’Atalanta impressi nella propria anima.

 

FESTA DELLA DEA Posted by Denise Locatelli on Martedì 14 luglio 2015

 

Ma chi è, invece, Glenn per gli svedesi? Innanzitutto, è un volto estremamente comune e presente anche a oltre vent’anni dal ritiro, nonostante siano passati di mezzo la generazione d’oro di USA ’94 e un certo Zlatan Ibrahimovic. È facile vederlo in televisione, dove è stato uno dei pionieri del commento sportivo a beneficio del telecronista, ruolo che mantiene tutt’ora commentando la Premier League e la sua amata Serie A, sebbene nessun canale svedese detenga i diritti per poterla trasmettere in queste prime giornate di campionato.

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Daniel Svensson è un giornalista di Göteborg, già caporedattore al Borås Tidning, ma soprattutto è un tifoso sfegatato degli Änglarna e descrive così l’idolo di almeno due tifoserie nella sua nuova veste mediatica: «È sempre un passo avanti rispetto a tutti i suoi colleghi. A volte ci si chiede come faccia a mantenersi sempre così aggiornato su campionati in continua evoluzione come la Premier League. Le sue analisi tattiche sono anche le più divertenti da seguire».

Sul web i commenti si sbizzarriscono: Flashback, un controverso portale seguito da migliaia di utenti, contiene diversi thread dedicati all’ex campione nerazzurro. Qualcuno si lamenta indicandolo come noioso, ma i più scendono in campo a sua difesa. Un utente rivela che lo ascolterebbe anche se decidesse di diventare commentatore tecnico di hockey su ghiaccio, sport che, nei rigidi mesi invernali, sostituisce il calcio nell’immaginario collettivo svedese. Un altro commento è più categorico: «Han är kung», Lui è il Re. E come tale non si discute.

 

 

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La tv è solo uno degli ambienti in cui si può incontrare il suo volto o il suo nome. Un altro, decisamente più inatteso, è il supermercato, dove i prodotti italiani importati da Glenn Strömberg saltano all’occhio di qualsiasi appassionato di calcio. Fra confezioni di pizza e bottiglie d’olio extravergine, “Il Capitano” ha trovato modo di soddisfare anche i palati svedesi, oltre che l’entusiasmo calcistico di due città. Ma non c’è solo questo: Spotify, il popolare player musicale online, ha trasmesso per diversi mesi uno spot in cui il protagonista era proprio Glenn; lo stesso vale per Kappahl, uno dei numerosi brand di abbigliamento sorti in Svezia sulla scia di H&M, che ha lanciato una collaborazione proprio con l’ex nerazzurro la scorsa primavera. Buono per tutte le stagioni, a tutte le latitudini.

 

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