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Gli eroi del wrestling bergamasco Quando la lotta fa spettacolo

Gli eroi del wrestling bergamasco Quando la lotta fa spettacolo
Personaggi 06 Settembre 2017 ore 08:00

Il fenomeno del wrestling è in costante evoluzione. I primi segnali di crescita arrivarono negli Anni Ottanta quando la statunitense WWF (attualmente denominata WWE e punto di riferimento per il wrestling mondiale) iniziò a farsi conoscere in tutto il mondo, Italia compresa, grazie alla trasmissione degli spettacoli su Italia 1. Da quel giorno la fama del wrestling crebbe a tal punto che nel 2001 un gruppo di ragazzi capitanati da Emilio Bernocchi decise di fondare la ICW, acronimo di Italian Championship Wrestling, associazione sportiva di cui Bernocchi è ancora presidente, che si occupa della diffusione di questa disciplina in Italia. Un’arte di intrattenimento molto diffusa anche a Bergamo, che ha proposto e continua a proporre al pubblico talenti quali Taurus, Goran il Barbaro, Akira (attualmente impegnato a lottare in Inghilterra), Tenacious Dalla, Leon, Hardcore Cassi, Psycho Mike, Ombra, Miroslav Mijatovic (bosniaco, ma residente a Bergamo) e Kobra, quest’ultimo ritiratosi nel 2016 ed ora istruttore nella ICW.

 

Psycho Mike (Mike Raho) di Treviglio, Taurus (Luca Cavaliere) di Trescore

 

Mike Raho, aka Psycho Mike. Fra i più longevi c’è Psycho Mike, all’anagrafe Mike Raho da Treviglio. «Ho iniziato a combattere nel 2000 dopo essermi laureato - ricorda il wrestler -. Era una passione che portavo dentro me sin da bambino, dal momento in cui ho iniziato a guardare gli show in televisione. Mi piacevano molto Tiger Mask, Bret Hart e Mr. Perfect, ma il mio lottatore di riferimento è sempre stato Billy Robinson che mi ha allenato in Inghilterra e in passato è stato coach di tanti campioni, uno su tutti Ric Flair (sedici volte campione del mondo e membro della Hall of Fame della WWE, ndr)».

Luca Cavaliere, aka Taurus. Poi abbiamo Taurus, che per struttura fisica può essere paragonato a Big Show: «Mi piaceva molto guardarlo in tv e ho voluto provare in prima persona questa esperienza - racconta Luca Cavaliere, classe 1983 da Trescore Balneario -. Ho iniziato cinque-sei anni fa, gli altri atleti mi hanno accettato subito, mentre il rapporto con il pubblico devi costruirtelo un poco alla volta. Mi sarebbe piaciuto imitare Big Show, ma lui è di altissimo livello».

 

Leon (Stephen Danesi) di Credaro, Tenacious Dalla (Andrea Dall’Angelo) di Endine Gaiano

 

Stephen Danesi, aka Leon. Non bisogna poi dimenticare Leon: «Ci andava un amico e sono andato anch’io. Lui dopo qualche mese ha interrotto, io invece ho proseguito e sono ancora qui - spiega Stephen Danesi, classe 1973 da Credaro -. Era il dicembre 2006, ho sempre fatto arti marziali e mi piaceva il modo di combattere di Rob van Dam, mentre ora seguo molto la Lucha Underground. Sono un peso leggero e ci metto tanto impegno negli allenamenti, altrimenti poi non hai il fiato necessario a sostenere tutto un match sul ring».

Andrea Dall'Angelo, aka Tenacious Dalla. Altro wrestler bergamasco di tutto rispetto è Tenacious Dalla, attualmente detentore del titolo dei pesi leggeri. «Ho partecipato ai primi allenamenti verso la fine del 2009 - ricorda Andrea Dall'Angelo, originario di Endine Gaiano - ma mi sono dovuto preparare per circa un anno prima di debuttare sul ring. Da ragazzino facevo kick-boxing, ma la vera passione era il wrestling. Ho scoperto questa federazione e mi sono buttato. Poi da cosa nasce cosa e adesso faccio parte di questo mondo avventuroso. Provo emozioni molto forti quando combatto davanti a tantissime persone che mi incitano. Sono un lottatore piuttosto magro quindi ho uno stile di combattimento simile a Rey Mysterio, anche se da ragazzino ero particolarmente attratto dallo stile di Eddie Guerrero».

 

Hardcore Cassi (Nadir Cassina) di Nembro, Mary Cooper (Maria Ravasio) di Carvico

 

Nadir Cassina, aka Hardcore Cassi. Come non citare Hardcore Cassi: «Era il 16 maggio 2012 quando decisi di intraprendere questa attività. Ho praticato kick-boxing da quando avevo undici anni e il wrestling mi è piaciuto fin da bambino - si presenta Nadir Cassina, ventottenne di Nembro -. Imposto i match da stratega, cercando di capire i punti deboli del mio avversario. Fare wrestling mi piace perché c’è combattimento e sacrificio: richiede allenamento e un’alimentazione corretta. Da ragazzo amavo Chris Benoit perché non aveva paura di nessuno.

Maria Ravasio, aka Mary Cooper. Da ultima, ma non certo meno importante, c'è anche una rappresentante del lato femminile. Il nome d'arte è Mary Cooper, all’anagrafe Maria Ravasio, ventitreenne di Carvico. «Ho sempre voluto praticare questo sport, ma ho dovuto attendere la maggiore età per farlo - spiega la giovane atleta bergamasca -. Ho conosciuto questo ambiente nel dicembre 2014 e mi sono iscritta a marzo 2015. L’inserimento non è stato facilissimo, ma sono sempre stata seguita e incoraggiata dai miei compagni di allenamento. Il prossimo 29 agosto festeggerò il primo anno di attività agonistica. Il primo incontro? Ero agitatissima, avevo il cuore che batteva a mille. Poi una volta salita sul ring tutto è passato e sono ancora qua». Anche la WWE ha una sezione femminile: «Mi sono sempre piaciute molto Trish Stratus e Lita - conclude l’unica wrestler bergamasca -, ma delle attuali preferisco Becky Lynch, che combatte in WWE, e Sexy Star, che lotta nella Lucha Underground».

 

Akira (che attualmente combatte in Inghilterra) e Goran il barbaro.

 

Come si diventa (e si rimane) wrestler. «Il nostro intento - spiega infine Emilio Bernocchi, numero uno della ICW - è quello di preparare dei lottatori che poi possano esibirsi dal vivo davanti al pubblico, organizzare spettacoli in piazze, fiere, palazzetti o in qualsiasi luogo dove si possa presentare un’occasione per divulgare un’arte che noi amiamo. Non siamo ai livelli americani perché non disponiamo di budget elevati, ma abbiamo tanti buoni lottatori che sono andati anche all’estero per imparare nuove tecniche e condividerle con noi. Oggi siamo molto orgogliosi del livello raggiunto perché alcuni wrestler li abbiamo formati noi, come ad esempio Queen Maya che ha lottato in quattro continenti».

Diventare un vero wrestler non è affatto facile. Servono impegno e sacrificio: ciò nonostante oggi la ICW conta una cinquantina di tesserati. «Molto dipende dall’attitudine del singolo - spiega Bernocchi -, generalmente dalla prima seduta al primo combattimento in pubblico passa circa un anno e mezzo, che è il tempo necessario per imparare a capire e comprendere le dinamiche per poter lottare davanti agli spettatori. Servono almeno due allenamenti tecnici alla settimana, ovviamente compatibilmente con il proprio lavoro, e una regolare attività di pesi e di cardio, al fine di preparare bene il proprio fisico. Il sogno di tutti, inutile negarlo, è la WWE, ma non è così facile. Ci sono migliaia di lottatori in tutto il mondo che aspirano al successo e di posti ce ne sono pochi. Nel frattempo devono mantenersi con dei lavori normali. Se ci fosse più attenzione da parte di sponsor e media sarebbe diverso, ma la disparità attuale è troppa. Per noi resta un hobby che cerchiamo di fare nel miglior modo possibile.

La WWE è il punto di riferimento in tutto il mondo. Sono stati bravi a rimanere al passo coi tempi e capire cosa voleva il pubblico. La studiamo in tutti gli aspetti, sono i migliori al mondo da oltre trent’anni e cerchiamo di prendere quello che possiamo dalle loro strategie, applicandole nel nostro piccolo. Come la WWE, anche noi abbiamo diversi titoli: c’è il titolo dei Pesi massimi, che è quello più importante, poi quello Interregionale, quello riservato ai Pesi leggeri, quello femminile e quello per i campioni di coppia. Durante l’anno ci sono anche i trofei Numero Uno (un torneo a otto atleti ad eliminazione) e l’Acade my Cup, per coppie formate da un lottatore esperto e uno giovane».