Tanti e di tutte le età

Gli Spotters, quei tipi che a Orio sono innamorati pazzi degli aerei

Gli Spotters, quei tipi che a Orio sono innamorati pazzi degli aerei
Personaggi 31 Maggio 2018 ore 05:00

Amano gli aerei, osservarli librarsi in volo, atterrare con maestria. Riconoscono il rombo di un motore e sanno a memoria orari e provenienze dei voli. Sono gli Spotters, dei veri fan dell’aeroporto. Anche Orio al Serio ha il suo gruppo di appassionati, riuniti in un’associazione dal 2015, ma attivi osservatori del mondo dell’aviazione bergamasca sin dagli albori dello scalo.

Chi sono gli Spotters. In comune hanno la passione per i velivoli, qualcuno li fotografa cercando l’inquadratura e la luce perfetta, qualcun altro semplicemente si siede a osservarne le manovre, qualcun altro ancora sogna di esserci, su quell’aereo in partenza, magari diretto verso una meta marina. Sono operai turnisti, autotrasportatori, ingegneri, geometri, ma anche pensionati, studenti e impiegati: una compagnia variegata di 61 soci di tutte le età. Il gruppo, nato inizialmente come “Amici dell’aeroporto” agli inizi Anni Settanta in modo informale per trovarsi alla domenica e chiacchierare di aerei, oggi è un’associazione riconosciuta con tanto di statuto e direttivo.

 

[Una parte dei 61 associati]

 

Tra i fondatori c’è Tarcisio Bergamaschi, pensionato di 73 anni, la cui passione per gli aerei è di lunga data: «Quando frequentavo le elementari mi portarono in gita all’aeroporto a vedere i paracadutisti – racconta –. Allora l’aeroporto era solo militare. In famiglia si aspettava con entusiasmo il 4 novembre per andare a visitare le caserme aperte e poter fare un giro sui C119. Nel ’72, quando divenne aeroporto civile, passavo le ore in aerostazione per vedere gli aerei decollare. La frequenza era ridotta e bisognava avere molta pazienza». Tarcisio è la memoria storica del gruppo, ma anche dell’aeroporto, ne ha seguito da vicino tutte le trasformazioni, l’ampliamento delle piste, l’arrivo delle diverse compagnie low cost. Quando ancora non esistevano i siti internet e i cellulari, le notizie sull’aeroporto si scovavano solo vivendoci. Trascorrendo i pomeriggi liberi in aerostazione si conosceva chi vi lavorava e si allacciavano relazioni utili per essere i primi a sapere curiosità e informazioni sui voli: «Avevamo un rapporto diretto con gli impiegati dello scalo, che ci segnalavano arrivi e partenze, i dirottamenti da Linate in caso di nebbia. Quando atterrò il primo Airbus a Orio ero al lavoro. Mi chiamò dall’aeroporto un mio contatto un paio d’ore prima e io presi al volo un permesso per correre a vedere».

Una passione trasmessa anche alle generazioni successive: non è raro, nei fine settimana, vedere papà con i bimbi sulle spalle che salutano agitando le manine gli aerei in decollo. Un altro veterano è Sergio Morotti , 57 anni di Brusaporto, operatore edile: «Frequento l’aeroporto da quando avevo 7 anni – racconta –. Ogni occasione era buona per andare a guardare gli aerei volare. Venivo con mio padre in Lambretta a fianco della pista». «Non si mancava una sola domenica – incalza Ulisse Cortinovis, operaio 50enne di Bolgare e vicepresidente dell’associazione –. Dagli Anni Ottanta faccio parte del gruppo, ci si incontrava in aeroporto, non serviva darsi appuntamento, sapevamo di ritrovarci tutti lì». C’è anche chi, come Mario Alberto Ravasio, 26enne di Verdello, in aeroporto lavora e gode di un punto di vista decisamente privilegiato: «Sono assistente aeroportuale di terra e agente di rampa dal 2017 – spiega –. Sono uno spotter da anni, andavo sempre Linate e Malpensa per osservare gli aerei. Siamo stati tra i primi a dare notizia dell’aereo uscito di pista a Orio due estati fa».

 

 

I rapporti con Sacbo, la società che gestisce lo scalo orobico, sono sempre stati ottimi: «Fu l’allora presidente Radici a consigliarci di formare una vera associazione – spiega Marco Brembilla, operaio 48enne di Treviolo, presidente di Orio Spotters –. Il nostro obiettivo è diffondere cultura sull’aeronautica. Con l’avvento dei social network il passaparola ha ampliato la base di appassionati e oggi siamo molto attivi in rete, dove pubblichiamo fotografie e articoli e organizziamo eventi, raduni. Siamo anche un presidio di sicurezza – aggiunge Omar Rigamonti, 38 anni di Bergamo, ingegnere gestionale e segretario dell’associazione –. Stiamo intorno alla recinzione a fare foto e qualora ci fosse qualcosa che non va lo segnaliamo a chi di dovere. Le forze dell’ordine ci conoscono».

Giro del mondo per aeroporti. Quello degli Spotters è un fenomeno globale: ogni grande aeroporto ha un suo gruppo organizzato. In Svizzera esistono tribune di osservazione, a Bruxelles un sentiero ciclabile gira intorno alla pista, a Francoforte si può fare un tour interno all’aeroporto con un comodo bus turistico, in Olanda agenzie di viaggi organizzano tour appositi e giornate fotografiche e a Lanzarote c’è persino un hotel con stanze “vista pista”. Parola di Giovanni Caldara, 63 anni di Grumello del Monte, denominato “Frequent flyer”: «Faccio circa cento voli l’anno, ho percorso tutte le tratte disponibili da Orio – racconta –. Sono appena tornato da Colonia e giovedì andrò a Lisbona». Celebre è la spiaggia di Saint Martin nelle Antille Olandesi, dove la pista arriva a ridosso del mare e il vento creato dai reattori dei Boeing 747 genera onde che fanno impazzire i surfisti. Lo sa bene Giuseppe Danesi, geometra di 53 anni di Grumello, inviato del gruppo per fotografare gli aerei nel mondo: «Nel 1997 sono stato a Hong Kong e nel 2000 a Miami – spiega –. Il nostro sogno? Una terrazza d’osservazione a fondo pista con una vetrata rialzata e magari un bar, accessibile dall’aerostazione, come ne esistono al l’estero. A Zurigo questa struttura è a pagamento e frutta due milioni l’anno, tanti sono i visitatori che la frequentano».

I migliori punti d’osservazione. Muniti di attrezzatura fotografica da professionisti, gli Spotters si appostano in precisi punti limitrofi all’aeroporto, ma non tutti sono uguali: «Ogni orario ha il suo “spot” migliore – spiegano –. Per esempio, il “Parcheggio Elicotteri” situato a Grassobbio è ideale per tutta la mattina perché permette di fotografare e filmare i rullaggi degli aeromobili che entrano per il raccordo “Bravo che Alfa” e seguire l’atterraggio degli aeromobili sulla pista 28. Un altro ottimo punto è situato a Seriate, ma utilizzato solo d’estate e nelle prime ore del mattino. È utile per fotografare l’allineamento in pista dei voli courrier poco prima del decollo. Nel pomeriggio, invece, a Orio, all’altezza del raccordo Fox-pista 10, c’è il punto più interessante per osservare le fasi di atterraggio». Sul sito dell’associazione c’è una dettagliata descrizione di come raggiungere ogni punto panoramico e i consigli per realizzare lo scatto perfetto. Il primo fra tutti? Portarsi una scaletta pieghevole per superare la barriera visiva della rete. Il prossimo appuntamento di gruppo sarà il 24 giugno sul piazzale dell’a ero stazione, proprio in collaborazione con Sacbo, per un evento fotografico. Ma se già siete curiosi di conoscerli, basta andare in uno degli “spotter point” e sicuramente troverete qualcuno pronto a suggerirvi inquadrature ideali e a raccontarvi storie di aerei.

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