UN ITALIANO SUL TETTO D'AMERICA

I San Antonio Spurs vincono l’NBA

I San Antonio Spurs vincono l’NBA
16 Giugno 2014 ore 09:40

I San Antonio Spurs si vendicano della sconfitta dell’anno scorso e 12 mesi dopo strappano l’anello dalle dita dei Miami Heat, bicampioni in carica. Una vittoria speciale, non solo per il faro in campo della squadra Tim Duncan, che tocca così quota cinque titoli, ma anche per l’Italia. Marco Belinelli, da San Giovanni in Persiceto (Bologna), porta per la prima volta la bandiera tricolore sul tetto della lega di basket più amata e seguita al mondo. Dalla Vis, squadra regionale in cui muove i suoi primi terzi tempi, fino al Texas ed all’anello più bramato dello sport. Tanto lavoro, il supporto di chi c’era nei giorni della sua esplosione a Bologna, nella Virtus, e c’era ieri notte a festeggiare con lui sul parquet di San Antonio, Manu Ginobili.

 

 

Negli spogliatoi, dopo la vittoria decisiva che ha permesso agli Spurs di chiudere la serie finale con un netto 4-1, Belinelli è uno dei più felici. Canta, abbraccia compagni e staff tecnico, scuote la testa incredulo. Sempre con il tricolore italiano sulle spalle. «Non ci credo, sono campione NBA, è qualcosa di incredibile» dichiara nel post partita. Qualcosa di incredibile è il modo in cui i texani sono riusciti a dominare totalmente la serie contro la squadra più forte dell’ultimo decennio, guidata dal giocatore più forte dell’ultimo decennio, LeBron James. Dopo l’equilibrio a cui si è assistito nelle prime due gare, con una vittoria a testa, gli Spurs allenati dal maestro della palla a spicchi Popovich (dal 1996 alla guida della franchigia) hanno premuto sull’acceleratore vincendo le ultime tre sfide grazie ad una pallacanestro di livello altissimo. Merito di un gruppo solido, quello che è invece mancato agli Heat, dove James è stato lasciato troppo solo a combattere una battaglia in cui forse solo lui credeva.

Emblema della serie vincente è l’MVP (il miglior giocatore) delle finali, ovvero Kawhi Leonard, comprimario dei vari Duncan e Parker e divenuto poi protagonista nelle sfide che contavano. Contro gli Oklahoma City Thunder, nelle finali di conference che avrebbero aperto le porte ad una delle due formazioni alle finali di lega, Leonard ha avuto l’arduo compito di marcare un altro gigante dell’era moderna dell’NBA, Kevin Durant. E l’ha fatto benissimo. Popovich ha così deciso di affidargli la marcatura di LeBron James durante la serie finale ed ha avuto ragione. Ma Leonard si sa far valere anche in attacco e chiude la sfida decisiva con 10 rimbalzi e ben 22 punti all’attivo, miglior realizzatore tra gli Spurs nel match decisivo.

I texani sono sembrati impauriti solo in avvio di partita, quando la tensione e la vittoria così vicina hanno bloccato le fluide geometrie di gioco solitamente mostrate dai ragazzi di Popovich. Miami parte invece forte, con LeBron James sugli allori. Ma è Manu Ginobili a rimettere in partita i suoi compagni ed a dare la scossa ai padroni di casa: da quel momento i neroargento si scatenano andando a riposo con un più 7 inimmaginabile in avvio di gara, quando Miami conduceva per 12 a 0. Nel terzo e nel quarto quarto gli Heat non reagiscono come ci si sarebbe attesi e gli Spurs dilagano, chiudendo gara-5 sul 104 a 87 e mettendo le mani sul titolo NBA. Dal 1999 ad oggi i San Antonio sono stati la squadra più costante: primo titolo in quell’anno, poi le vittorie del 2003 e del 2005, rispettivamente contro New Jersey Nets e Detroit Pistons. Nel 2007 ottengono il quarto titolo, battendo in serie finale, con un secco 4-0, i Cleveland Cavaliers allora guidati in campo da LeBron James, lo stesso che con i Miami Heat batté gli Spurs nelle finali della scorsa stagione.

 

Oggi è arrivata la vendetta tanto desiderata dai texani ed un po’ di questa vittoria è anche italiana grazie a Marco Belinelli.

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