La follia di un insospettabile

Il figlio del regista di Hollywood che combatte in Siria con Al Qaeda

Il figlio del regista di Hollywood che combatte in Siria con Al Qaeda
22 Ottobre 2015 ore 11:15

Lucas Kinney, 26 anni, è figlio di un aiuto regista di Hollywood, è stato educato in buone scuole e quand’era bambino diceva che voleva diventare prete. Eppure adesso i media britannici lo definiscono l’“uomo immagine” di Al Qaeda, gruppo terroristico a cui Kinney si è affiliato dopo la conversione all’Islam, nel 2013. Per due anni è rimasto nell’ombra, ma ora è comparso in un video che accusa la violenza scatenata da Isis contro altri musulmani nel periodo del Ramadan. La sua storia ha fatto il giro della stampa anglofona, venendo rilanciata da giornali come Daily Mail e Daily Beast. Si ipotizza che Al Qaeda voglia usare un occidentale, rappresentante peraltro di una classe agiata, per fare nuove reclute e per rispondere alla battaglia digitale lanciata dallo Stato Islamico. Nel video Lucas appare armato fino ai denti, ma dalla fascia che gli stringe il torso spunta uno spazzolino da denti, una presenza alquanto incongrua, considerato lo scenario di distruzione che si scorge alle spalle dell’uomo.

 

https://youtu.be/OXDU3PzlEM4

 

Un’adolescenza apparentemente normale. Quando Abu Basid al-Britani era ancora Lucas Kinney era un ragazzo normale. O almeno così lo descrive oggi la madre, Deborah Phipps, che divorziò dal padre di suo figlio quando questi andava alle scuole elementari. Fino ad allora avevano vissuto appena fuori Londra e il bambino aveva frequentato scuole di orientamento cattolico. Dopo la separazione, tuttavia, il padre di Lucas, Patrick Kinney, tornò in America, in Florida, dove continuò a lavorare per l’industria cinematografica. Tra le sue collaborazioni si contano film come Rambo, Braveheart, l’Impero del Sole e Indiana Jones e l’ultima Crociata. La madre, invece, si sposò in seconde nozze con il manager di una compagnia aerea e, a causa del lavoro del suo nuovo compagno, trasferì la famiglia negli Emirati Arabi e poi in Egitto. Lucas venne iscritto alle scuole private per stranieri facoltosi e, soprattutto in Egitto, venne coinvolto in numerose attività extracurriculari, ad esempio laboratori di musica e di recitazione. Ricordando il tempo della loro permanenza al Cairo, la madre di Lucas afferma: «[Lucas] era molto socievole, aveva molti amici, era molto affabile. Suonava in una band [Hannah has Herpes] e si comportava come un normale teenager. Non ero particolarmente preoccupata per lui».

 

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La conversione a Vienna. Alla fine del liceo Lucas fu ammesso alla Leeds University, dove avrebbe affrontato studi mediorientali e un corso di Arabo. Ma lasciò l’ateneo dopo un anno e andò a vivere col padre, a Vienna. Fu in questo periodo che, probabilmente, cominciò ad avvicinarsi all’Islam. Eppure, Deborah Phipps assicura che sia Lucas e che il padre, Patrick, erano cattolici praticanti. Tutto deve essere cambiato a Vienna, la donna ne è sicura. In quel periodo lei e il marito si erano trasferiti a Islamabad, in Pakistan, ma se ne andarono poco dopo e fecero ritorno in Gran Bretagna. Lucas, intanto, era in Austria col padre: «Non ci ha mai detto che stava diventando musulmano, ma di solito parlavamo su Skype, per vederci, e ovviamente si capiva che si stava convertendo. Si era lasciato crescere la barba e vestiva abiti lunghi». Dopo poco tempo lasciò la casa di Patrick per andare a vivere con alcuni amici. Tuttavia persino allora sembrava che il ragazzo non avesse scelto di darsi al fondamentalismo.

 

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Una scoperta raggelante. Lucas Kinney sparì dalla circolazione per un bel po’ di tempo. Nessuno dei familiari e dei suoi vecchi conoscenti sapeva più niente di lui. Poi, però, il giorno della festa della mamma del 2014, Deborah Phipps scoprì che suo figlio stava combattendo la jihad in Siria. Quel giorno il suo ex marito le disse che pensava che Lucas fosse morto, perché aveva visto una sua foto su internet che lo ritraeva disteso a letto. Poi si scoprì che non era deceduto, ma ferito gravemente dai colpi di mortaio che gli avevano quasi staccato un braccio. Ora che è accaduto ciò che non doveva succedere, la donna si ricorda di alcuni particolari a cui non aveva dato troppo peso: «Mi diceva: “Stanno uccidendo i musulmani”. Parlava di Assad, del presidente siriano. Continuava: “Stanno violentando le donne, stanno uccidendo anche i bambini”». Lucas non le ha mai parlato di attaccare l’Occidente, ma nelle sue email, dice la madre, inserisce sempre versetti del Corano e vuole che tutti si convertano.  La signora Phipps teme che suo figlio possa morire, da martire o ucciso in combattimento. Qualcuno ha anche chiesto alla donna ragguagli sullo spazzolino che compare nel video e Phipps ha risposto, sorridendo, che suo figlio è sempre stato molto bravo a lavarsi i denti. Deborah Phipps ha ricevuto notizie da Lucas recentemente. Sa che è sposato, ma non conosce la nuora e non sa se hanno avuto dei figli. Ovviamente, vorrebbe che Lucas tornasse a casa: «Se ha fatto qualcosa di sbagliato vorrei che ne accettasse le conseguenze. È ancora giovane e almeno è ancora vivo». Intanto Lucas Kinney è diventato famoso per essere il primo britannico jihadista ad essere comparso a volto scoperto in un video con finalità terroristiche.

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