Lo slogan scelto è "Protecting Peace"

Il Kalashnikov? Simbolo di pace Lo dice la bella star della tv russa

Il Kalashnikov? Simbolo di pace Lo dice la bella star della tv russa
27 Aprile 2015 ore 10:29

Tinatin Givievna Kandelaki, o semplicemente Tina Kandelaki, è uno dei volti più noti del giornalismo russo. Nata a Tbilisi, capitale della Georgia, nel 1975, dal 1995 vive a Mosca, dove in poco tempo, grazie alle sue qualità, s’è presto conquistata uno spazio importante nel mondo della comunicazione. Dopo aver lavorato in diverse radio, dai primi anni del 2000 ha iniziato a collaborare con le principali reti televisive russe, venendo insignita nel 2004, nel 2006 e nel 2009 dell’ambito premio TEFI, award riconosciuto dalla Federazione Russa per le altissime prestazioni nel campo delle arti televisive.

Dal 2008 è comproprietaria della casa di produzione Apostol Media Group, una delle più influenti nel settore a Mosca. La Kandelaki, infatti, non è solo una delle star più popolari della Russia: è stata la prima a capire le potenzialità dei social e l’importanza di “sapersi vendere” mediaticamente. Proprio per queste sue qualità è stata scelta per rilanciare l’immagine di uno dei simboli della Russia all’estero: l’AK-47, meglio noto a tutti come il Kalashnikov, il più famoso fucile d’assalto. Compito della Kandelaki è quello di dare una nuova immagine a questa arma, rendendolo da sinonimo di guerra a icona della lotta per la pace.

 

tina kandelaki playboy

[Tina Kandelaki in copertina sull’edizione russa di Playboy, nel 2007]

 

Bella e brava. La Kandelaki si va a inserire in quel filone di personaggi femminili della storia russa ambigui e affascinanti, in costante equilibrio tra il populismo e i giochi di potere. È una donna che sa come conquistare le masse e in grado di flirtare, allo stesso modo, sia con il popolo che con i massimi vertici politici della Federazione Russa. Merito, certamente, anche del suo aspetto: la Kandelaki è una donna bellissima, tanto che nel 2007 l’edizione russa di Playboy la scelse come modella. Allora era già un volto noto della televisione e diventò l’indiscusso mito di un’intera generazione, sia per gli uomini (per ovvi motivi), che per il gentil sesso, che in lei vede l’emblema della nuova donna russa, forte ed emancipata. La bellezza, però, è solo un più. La Kandelaki è soprattutto una donna brava nella sua professione: i suoi primi passi li ha mossi nel mondo delle radio, dove certamente il suo fascino non poteva avvantaggiarla. Negli ultimi anni la sua popolarità è ulteriormente cresciuta grazie ai social. È stata la prima, nel mondo Orientale, a comprendere le potenzialità di mezzi di comunicazione come Twitter, dove è diventata una vera e propria star: oggi conta 1 milione e 790mila follower.


Forza politica. Dato il forte consenso che la Kandelaki ha in tutta la popolazione russa, non stupisce che Vladimir Putin abbia pensato in più di un’occasione di renderla un’esponente di spicco del Governo. I suoi primi approcci pubblici con la politica avvennero nel 2007, quando portò avanti una campagna mediatica molto dura nei confronti di Mikhail Saakascivili, presidente della Georgia. Secondo la Kandelaki, Saakascivili «non è altro che un tiranno medievale». Nel 2008, in un’intervista al The Indipendent, ha affermato: «Tutta la carriera di Saakascivili si basa sul potere personale e sul superamento dei propri complessi caratteriali. Ha dichiarato che entrerà nella storia alla pari di Davide Costruttore, il Re medievale della Georgia. Ma anziché essere Michail Costruttore, lui sarà Michail Distruttore». Diverse voci hanno affermato che Putin sia letteralmente estasiato dal carisma della Kandelaki e che, in passato, le avrebbe addirittura offerto il Ministero dell’Istruzione, ruolo da lei rifiutato. Dall’ottobre 2009, però, è diventata un membro della Camera Sociale della Federazione Russa, dove fa parte della commissione per l’istruzione. La società di analisi Synovate ha realizzato un sondaggio sui personaggi più amati dalla popolazione russa: la Kandelaki è risultata essere nella top five, insieme a personaggi quali l’attore e regista Nikita Mikhalkov e al Patriarca Cirillo.

 

 

L’arma di Tina. I detrattori di questa potente donna dichiarano, sottovoce, che gli scheletri nel suo armadio sono molti più dei suoi seguaci sui social network. Ma, fino ad oggi, non è mai uscito nessuno scandalo legato alla Kandelaki. Solo nel 2006 la sua immagine traballò, ma solo per un istante: venne invitata dalla Polizia francese a rilasciare una deposizione come testimone circa l’incidente, avvenuto a Nizza, che coinvolse il magnate Sulejman Kerimov (noto ai più per essere il proprietario del club calcistico Anzhi Makhachkala). Il 26 novembre 2006 Kerimov stava guidando la sua Ferrari Enzo lungo la Promenade des Anglais in compagnia di una misteriosa donna, quando la macchina sbandò e colpì in pieno un albero spezzandosi in due e prendendo fuoco. Secondo gli inquirenti era Tina Kandelaki la donna seduta al fianco di Kerimov, ma lei negò sempre. Il magnate, del resto, è un personaggio scomodo e rendere pubblica una relazione con lui avrebbe chiuso più di una porta all’avvenente conduttrice televisiva.

Da quel giorno il suo nome è non più apparso in articoli di cronaca o gossip e l’attenzione dei media esteri si è riaccesa sulla sua figura solo recentemente, quando è stato reso noto il suo nuovo ruolo di addetta al marketing del fucile AK-47. Il noto magazine Maxim l’ha intervistata, cercando di far luce sull’incarico, quantomeno strano, che le è stato affidato. Ma la Kandelaki, facendo mostra una volta in più della sua abilità nella gestione dei rapporti con i media, ha sviato la domanda, trasformando l’intervista in una specie di pubblicità (a costo zero) per il fucile sovietico. «Non c’è niente di strano – ha affermato –, anzi, è così facile usare quest’arma che il binomio Kalashnikov-Tina è assolutamente naturale. Ho provato io stessa il fucile quando ho ricevuto l’incarico. Ho una mano molto forte» ha dichiarato sorridendo. Il giornalista che l’ha intervistata ha ammesso di essere rimasto ammaliato da questa donna così elegante, in grado di parlarti di una delle armi più usate al mondo con la stessa semplicità e naturalezza con cui sfoggiava un meraviglioso orologio Parmigiani Fleurier in oro e diamanti.

 

Аналитики компании AVG представили отчет расхода трафика пользователей мобильных устройств. Оказалось, что больше всего пользователи пользуются #Facebook и #Instagram, и несмотря на то, что #YouTube не приносит прибыли #Google, он оказался на третьем месте. Хорошее подтверждение моих слов о том, что мир вокруг нас стремительно переходит в цифру. С каждым днем digital-пространство и соцсети все меньше похожи на ярмарку тщеславия, и все больше выполняют познавательную, информационную и коммуникативную функции. Короче говоря, за соцсетями будущее #digital #vanityfair #web #интернет #аналитика #analytics

A photo posted by Тина Канделаки (@tina_kandelaki) on


“Proteggere la pace”. L’azienda ha dato carta bianca alla Kandelaki per il rilancio del “marchio”. E così la donna s’è circondata da un team di persone di fiducia, con cui ha subito presentato un piano: diversificare le linee di produzione, dividendo quella destinata all’ambito militare da quelle invece dedicate alla produzioni di armi da caccia e ad armi sportive (per il biathlon). Pochi mesi fa, verso la fine del 2014, ha invece lanciato un nuovo slogan: “Protecting peace”, proteggere la pace. «Il Kalashnikov – ha affermato sempre a Maxim – è spesso legato a stereotipi non positivi»: del resto l’AK-47 è l’arma più usata e maggiormente diffusa tra i gruppi ribelli medio orientali e asiatici, oltre che dai terroristi. Ma secondo la Kandelaki il problema è un altro: «Il Kalashnikov è indissolubilmente legato alla Russia. Questi stereotipi sono quindi stereotipi sul nostro Paese. Ma la Russia di oggi è vista, nella maggior parte dei casi, in modo sbagliato». Cambiare l’immagine di un fucile per cambiare l’immagine di un Paese in crisi.

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