Era successo anche a Microsoft

Il ragazzo che per soli 12 dollari ha comprato il dominio di Google

Il ragazzo che per soli 12 dollari ha comprato il dominio di Google
06 Ottobre 2015 ore 06:30

Ognuno ha le sue passioni. Quella di Ved Sanmay è Google. Questo ragazzo americano di origini indiane attualmente frequenta un MBA (un master in materie manageriali) presso il prestigioso Babson College, ma parte del suo cuore è rimasto legato a Big G, società per cui ha lavorato 5 anni e mezzo. Il suo (attivissimo) profilo Linkedin è ancora contrassegnato dalla sua fotografia mentre indossa una felpa marchiata Google. Sarà per questo che nella tarda notte del 29 settembre, mentre navigava alla ricerca di nuovi domini liberi da aggiungere alla sua lista, ha provato a digitare “google.com”. Un po’ per gioco, un po’ per nostalgia. Mica ci credeva veramente, Ved: figurarsi se era disponibile un dominio tanto importante.

 

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[Lo screen compiuto da Ved che testimonia il fatto che “google.com” era acquistabile]

 

Per soli 12 dollari. Ma come spesso accade, la realtà supera ogni immaginazione: Ved, infatti, si accorge che Google Domains, sito appositamente creato dal gigante di Mountain View per acquistare siti internet, dava il dominio “google.com” come acquistabile. Un luminoso glifo con il volto sorridente dava il via libera: si poteva procedere all’acquisto. Ved non ci crede, sgrana gli occhi, ma la sua mano appoggiata sul mouse è ben più lesta della sua mente e in men che non si dica procede all’acquisto del dominio. Prezzo? 12 dollari, circa 10 euro. Circa 10 euro per diventare padrone di una macchina da soldi che fattura ogni anno qualcosa come 66 miliardi di dollari. Sono bastati pochi secondi: il dominio inserito nel carrello virtuale, l’ok al pagamento, il prelievo dal suo conto di 12 dollari e Ved è diventato il nuovo padrone della Big G. Ma mentre la sua mano compiva questi passaggi, la sua mente era ancora in uno stato d’incredulità: «Mi aspettavo un messaggio d’errore che segnalava l’impossibilità di procedere con la transazione, invece l’acquisto è stato completato e il denaro è stato scalato dalla mia carta di credito» ha raccontato a Business Insider.

 

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[I messaggi ricevuti da Ved di acquisto effettuato]

 

La fine del sogno. Il suo cellulare squilla: è il messaggino che gli notifica il prelievo di 12 dollari dal suo conto. Nella casella mail arrivano le prime conferme dell’acquisto da parte della banca. Ved apre il suo profilo Google Search Console, una sorta di pannello di controllo attraverso cui gestisce i suoi domini. Nella lista, in alto, c’è anche “google.com”, con tutte le notifiche riservate al team responsabile della sicurezza della Grande G. Ma questa pazzesca situazione è durata non più di 60 secondi: sulla cartella di posta di Ved, infatti, invece di arrivare le ultime mail di conferma dell’acquisto, giunge una missiva virtuale che lo avvisa del fatto che il suo acquisto era stato cancellato. Google Domains lo avvisa che qualcuno aveva registrato prima di lui il dominio. Qualche scusa e i 12 dollari spesi riaccreditati sul suo conto. Et voilà! Nel frattempo Ved, però, aveva anche ricevuto alcune mail in cui erano riportate importanti informazioni interne a Google. Senza pensarci su (e senza riferire a nessuno i contenuti di quelle mail), Ved contatta la società di Mountain View e inoltra le mail ricevute.

 

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[La mail di conferma di pagamento ricevuta da Ved]

 

Un applauso a Ved. Nel giro di un minuto, Ved è passato dall’essere un normale e talentuoso ex dipendente di Google all’essere il proprietario della più grande e ricca società tecnologica al mondo. Poi il sogno è finito. «La cosa preoccupante è che per un minuto ho avuto accesso al webmaster riservato di Google» commenta a Business Insider, «ma posso dire che per un minuto della mia vita sono stato proprietario di Big G». La verità è che Google è stata molto fortunata: la piattaforma usata da Ved per l’acquisto, infatti, è di proprietà della stessa società, che ha potuto così annullare immediatamente la transazione effettuata e riprendere possesso del proprio indirizzo web. Ma il problema è che tutto questo è successo. Difficile sapere il perché: potrebbe essere tutta colpa di un bug, un errore informatico, oppure semplicemente qualcuno dalle parti di Mountain View si è incredibilmente dimenticato di rinnovare la proprietà del dominio, rendendolo così disponibile a tutti. Di certo è stata una figuraccia, limitata solo dall’”amore” di Ved per la sua ex azienda: avesse acquistato il dominio una persona meno legata a Google, oggi Big G sarebbe stata probabilmente costretta a tirare fuori una gran mole di denaro per risolvere tutto.

 

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[La mail di Google in cui si avvisa Ved che la transazione è stata cancellata]

 

Il precedente Microsoft. Non ci sono prove del fatto che sia andata proprio così, ma un precedente sì: nel 2003, infatti, la Microsoft si era dimenticata di rinnovare l’indirizzo “hotmail.co.uk”, il dominio del suo servizio di posta destinato al Regno Unito. Attraverso il sito Nominet Uk qualcuno si era accorto della cosa e aveva proceduto all’acquisto. In questo caso la Microsoft non aveva potuto bloccare la transazione come invece ha fatto Google, perché la piattaforma Nominet Uk non è di proprietà della società fondata da Bill Gates. E così Microsoft ha dovuto raggiungere un accordo economico (di cui nessuno ha mai parlato) per poter riavere la proprietà del suo dominio. E ancora prima, nel 1999, lo stesso colosso di Redmond era stato protagonista di un’altra dimenticanza uguale, con protagonista il dominio “passport.com” e anche lì fu necessario sborsare una bella somma per non perdere per sempre l’indirizzo. Insomma, si può proprio dire che a Google è andata bene.

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