La sua foto è diventata virale

Il siriano che cucina ai senzatetto per «restituire qualcosa ai tedeschi»

Il siriano che cucina ai senzatetto per «restituire qualcosa ai tedeschi»
27 Novembre 2015 ore 15:15

Una storia buona, di quelle che fanno sperare. Alex Assali, un siriano di 38 anni, ha un passato tremendamente simile a quello di molti altri suoi connazionali. Nel 2007 è scappato dal suo Paese per avere scritto delle critiche al presidente Assad e averle pubblicate online; se fosse rimasto a Damasco non sarebbe sopravvissuto a lungo. Da allora, Assali vive in Europa e dal 2014 è a Berlino. Fa fatica ad andare avanti, eppure è contento. È salvo ed è stato accolto come rifugiato. Ora vuole ringraziare chi l’ha sottratto alla polveriera siriana. Da qualche mese a questa parte, Assali si reca ogni sabato ad Alexanderplatz, il centro della parte orientale della capitale tedesca, nonché uno dei maggiori snodi commerciali. Sottobraccio ha un tavolino pieghevole, un po’ di provviste e delle pentole. C’è sempre una forma di pane. Una volta arrivato nella piazza, apre il tavolo – che per l’occasione si trasforma in tavolo da banchetto -, si mette ai fornelli e prepara un pasto caldo per i senzatetto di Berlino. Non ha molto, ma dona quel che può a chi ne ha maggiormente bisogno. Sa cosa significa non avere nulla da mangiare.

 

THATS ALEX! A big shoutout to him this morning, Dieser Mann beeindruckt mich zu tiefst! Seine Geschichte ist nicht…

Posted by Tabea Bü on Sabato 21 novembre 2015

 

La sua foto è diventata virale. Il 22 novembre una donna, Tabea Bü, lo ha notato, gli ha scattato una foto e poi l’ha pubblicata su Facebook. In pochi giorni è diventata virale – su Ingmur ci sono state più di  2.800.000 visualizzazioni – e ha attirato l’attenzione dei quotidiani europei. «Quest’uomo mi ha colpita profondamente, sono felice di averlo incontrato. Ha perso davvero tutto, ha dovuto lasciare la sua famiglia in Siria. Anche se non ha molto, va sulla strada e distribuisce il cibo ai senzatetto. Il suo motto è “restituire qualcosa al popolo tedesco”… Dio lo benedica, lui è una benedizione per molti altri», ha raccontato Tabea.

«Lo stufato siriano». Assali ha detto alla Deutsche Presse-Agentur, agenzia di stampa tedesca, di aver cucinato il primo pasto, «uno stufato siriano», tre mesi fa, nel suo alloggio. Poi è sceso in strada e l’ha distribuito ai più poveri. Era contento di avere un piatto caldo e di avere una casa in cui poterlo cucinare, voleva condividere la sua fortuna. Da quel giorno non ha più smesso, perché sente che in questo modo riesce a «restituire qualcosa alla gente». Alla sua cucina ambulante, infatti, Assali ha appeso  un poster su cui ha scritto: «Il nostro obiettivo è rendere qualcosa alle persone che ci hanno aiutato… vogliamo essere una parte attiva della comunità tedesca». Parole semplici e importanti, come un piatto di zuppa accompagnato da una fetta di pane.

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