Addio al fondatore di Ikea

Ingvar Kamprad, in cinque parole

Ingvar Kamprad, in cinque parole
30 Gennaio 2018 ore 05:00

Se ne è andato a 91 anni, dopo una vita in cui ha accumulato successi, ricchezza e anche una grande popolarità nonostante alcune storie controverse del suo passato. Era un imprenditore alla guida di un colosso disegnato su misura della sua intelligenza e delle sue intuizioni. Per la Svezia è come perdere un timoniere, che se ne va senza che a nessuno sia ben chiaro chi ne prenderà l’eredità. Ma quali sono i segreti che spiegano il successo globale di Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea?

Ikea. Oggi dire Ikea è come dire Coca Cola o Nike. È un marchio globale, che prendiamo senza bisogno di chiederci se nasconda qualcosa. Ikea in realtà come ogni altro dettaglio, è stato coniato proprio da Ingvar Kamprad mettendo insieme le quattro iniziali che riassumono la sua vita: quelle del nome e cognome seguite da quelle della fattoria e del villaggio in cui è nato (rispettivamente la fattoria di Elmtaryd e Agunnaryd). È un piccolo villaggio rurale nella provincia dello Smaland. Eppure da lì è partito tutto. Oggi Ikea ha 355 punti vendita nel mondo che lo scorso anno sono stati visitati da 817 milioni di persone.

 

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Legno. Naturalmente Kamprad ha preso lo spunto dalla materia prima che in Svezia certo non manca: il legno. Si è calcolato che oggi utilizzi l’1 per cento del legno messo in commercio a livello mondiale. Una percentuale che avrebbe potuto essere molto maggiore se per ragioni prima economiche e poi di sostenibilità i mobili non fossero realizzati per lo più in truciolato, cioè una forma di segatura compressa. Sweden’s Hultsfred è l’unico fornitore di questo materiale. Si calcola che l’azienda produca per il colosso svedese circa 30 milioni di sterline di segatura ogni giorno.

Billy. È la sintesi della filosofia vincente di Ikea: la libreria modulabile in legno lanciata nel 1979. In media ne viene venduta una ogni 10 secondi. Si è calcolato che nel mondo un abitante ogni 100 abbia in casa uno scaffale di questa libreria, dai prezzi stracciati, sicura, flessibile esteticamente semplice ma con quell’eleganza razionale propria del design nordico (Billy è stata disegnata da Gillis Lundgren). Fu proprio il designer a scegliere questo nome fortunato: lo derivò da quello del capo della pubblicità Ikea, Billy Liljedahl, che era alla ricerca di una libreria adatta per casa sua.

 

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Catalogo. A tutti è capitato per le mani almeno una volta nella vita un catalogo Ikea. Questo accade per un semplice calcolo delle probabilità. Ogni anno ne vengono stampati ben 208 milioni di copie. Addirittura si è calcolato che dal 2012 ad oggi la tiratura ha superato quella della Bibbia. Il successo del catalogo è anche dato dalla varietà dei prodotti che offre: il numero si aggira intorno ai 9500.

Frakta. Capiente, resistente. È tra le borse più iconiche del globo, con quel suo blu inconfondibile. Frutto dell’intuizione geniale di Kamprad di fornire un contenitore agevole da usare a spesa finita. Potete caricarla sino a 25 chili. Ma è un contenitore che si trasforma in casa e in ogni trasporto come un preziosissimo multiuso. È facile da pulire: basta sciacquare con acqua e lasciare asciugare. Lo scorso anno uno stilista famoso ha provato a imitarla con una borsa di lusso da 1700 euro. Ikea ironicamente ha risposto con una versione “griffata” venduta a 0,90 centesimi invece che agli abituali 0,60.

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