Quattro chiacchiere

Intervista ad Ale, (forse) parente del Caravaggio. Lo trovate a Orio

Intervista ad Ale, (forse) parente del Caravaggio. Lo trovate a Orio
21 Gennaio 2019 ore 06:00

C’è un (forse) lontano parente del Caravaggio (sì, quel Caravaggio, Michelangelo Merisi) che si aggira a Oriocenter. Si chiama Alessandro Merisio, ha vent’anni (proprio come il mall) e viaggia contro corrente. In tangenziale e in autostrada. Abituati come siamo a ventenni bergamaschi che ogni giorno prendono il treno o la macchina (parcheggio a Cascina Gobba o Lambrate, due proverbiali topoi dei nostri auto-pendolari) per andare a studiare a Milano, fa un po’ strano pensare un milanese (di Pessano con Bornago per la precisione) che fa il percorso inverso. Alessandro, infatti, studia Economia a Bergamo.

 

 

Perché hai scelto l’ateneo di Bergamo? 

«Ho sempre pensato a Bergamo come a un polo universitario molto valido. Dalle mie parti ci sono diverse università, magari anche molto rinomate come la Bocconi o la Cattolica, in cui studiare Economia. Però alla fine Bergamo mi è sembrata la scelta migliore. La vostra è una città con una cultura della chiarezza e del pragmatismo che Milano conosce meno».

Del resto, proprio come quello del tuo illustre e lontano parente, anche il tuo cuore è diviso tra Bergamo e Milano…

«Sì, esatto. Tra i nonni di Villa d’Almè e il tempo che ormai passo qui, posso dire che Bergamo è anche un po’ casa mia. Del resto, è comodissimo: posso venire in auto, ma anche con l’autostradale (il bus, ndr). Guardo sulla sinistra, oltre al guard rail, e vedo code chilometriche di chi si reca a Milano. Io in mezz’ora massimo arrivo a Orio con il pullman».

Ma spiegaci questa lontana parentela con Michelangelo Merisi. 

«Un giorno di qualche anno fa, mio nonno ha ricevuto una telefonata. Arrivava da un pool di ricercatori dell’Università di Bologna che aveva condotto degli studi per rintracciare le famiglie che discendevano dal Caravaggio. Comunicarono che anche la nostra era tra quelle indiziate. Al momento gli studi sono ancora in corso, ma è probabile che la nostra famiglia discenda da un ceppo collegato con il Merisi. La mia famiglia fa Merisio di cognome e mio nonno è caravaggese da quattro generazioni».

Cosa si prova a essere un lontano nipote di un personaggio così importante? 

«È stato bello scoprirlo, anche perché è un artista molto famoso. Quando lo studiavamo alle superiori, stupire la mia professoressa di Storia dell’arte con questa notizia è stato…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 13 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 24 gennaio. In versione digitale, qui.

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