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Ha un patrimonio di 12,5 miliardi di dollari

Jack Ma, l'Alibaba cinese Alla conquista del web

Jack Ma, l'Alibaba cinese Alla conquista del web
Personaggi 17 Settembre 2014 ore 11:50

Jack Ma è un imprenditore nato il 10 settembre del 1964 ad Hangzhou, capitale e più grande città della provincia di Zhejiang, Cina dell’est. Ha imparato l’inglese molto presto: la sua passione lo spingeva a pedalare ogni giorno 45 minuti per arrivare ad un hotel in cui poteva intrattenere conversazioni con gli ospiti stranieri. Qualche anno più tardi si laurea alla Hangzhou Dianzi University in lingua inglese e inizia ad insegnare in un centro di traduzioni da lui aperto. Oggi, Jack Ma ha un patrimonio personale di 12,5 miliardi di dollari e detiene l’8.9% di un sito web chiamato Alibaba, presto sugli schermi dei trader di Wall Street. Il sito di Ma verrà quotato sulla borsa americana venerdì 19 settembre, dopo aver ottenuto un'offerta pubblica iniziale da record (tra i 66 e i 68 dollari). Dimenticate Bill Gates, Steve Jobs e Mark Zuckerberg: il nuovo astro imprenditoriale del web arriva dal Sol Levante. Un businessman pronto a rivoluzionare il mercato per come oggi lo conosciamo e a sfidare due colossi americani del calibro di Amazon ed eBay.

Il successo. Nel 1995, al ritorno da un viaggio a Seattle, negli Stati Uniti, Ma fonda una compagnia chiamata China Yellowpages, una sorta di elenco telefonico web unanimemente riconosciuto come la prima azienda internet cinese. Il progetto non decolla: di computer con una connessione ad internet se ne vedono ancora pochi in Cina. Ma non si abbatte e quattro anni più tardi, assieme ad altri 17 soci, fonda Alibaba, un portale web creato per aiutare le piccole aziende locali a vendere online i loro prodotti. In un paese manifatturiero come la Cina è l’idea del secolo.

Oggi Alibaba è utilizzato da circa 80 milioni di utenti in 240 paesi diversi, e lo scorso 8 settembre è stata annunciata la quotazione in borsa. I dati di Bloomberg Businessweek affermano che il valore del gruppo raggiungerebbe complessivamente i 162 miliardi di dollari, con 320,1 milioni di azioni in circolazione ad un prezzo che varierà tra i 66 e i 68 dollari l’una (rialzata dopo una prima stima che dava il prezzo per azione tra i 60 e i 66 dollari). Quando Google si è collocata in borsa, ha guadagnato 1.9 miliardi di dollari; Twitter ne ha guadagnati 2; Facebook, prima tra le aziende tecnologiche, ne ha guadagnati 16. Secondo le previsioni, Alibaba arriverà a 21,8, stabilendo un nuovo record.

Cos’è Alibaba. Alibaba è un sito che mette in contatto le aziende manifatturiere cinesi con utenti di tutto il mondo. Alibaba è anche un portale web – un’etichetta – che contiene molti altri siti, ognuno finalizzato ad un determinato tipo di transazione. Un imprenditore bergamasco che produce vestiti, per esempio, può entrare in contatto con i grossisti di tutto il mondo senza muoversi dal suo ufficio. L’anno scorso, Alibaba ha consegnato oltre cinque miliardi di pacchi, mentre Ups (società americana di spedizioni internazionali) ne ha spediti poco più di quattro. E, secondo i dati del Wall Street Journal, il sito cinese ha avuto, nel 2013, 500 milioni di utenti. eBay si è fermato a 128 milioni.

Alibaba offre principalmente tre servizi. Il portale in lingua inglese connette importatori ed esportatori di 240 paesi; quello in lingua cinese (1688.com) è stato sviluppato appositamente per gli scambi effettuati in territorio cinese, e AliExpress.com permette ai piccoli acquirenti di acquistare modiche quantità di una determinata merce al prezzo all’ingrosso. Tra gli altri, nel pacchetto Alibaba troviamo Taobao Marketplace, una piattaforma di shopping in stile eBay che permette la vendita di un prodotto da utente a utente, terzo sito più visitato della Cina ad ottobre 2013 e aperto anche agli stranieri. Tmall.com funziona in modo abbastanza simile, e neanche a dirlo è parte del pacchetto; nel 2013 è stato l’ottavo sito più visitato del paese. Juhuasuan.com offre vendite lampo: prodotti disponibili in brevissimi margini di tempo, generalmente da un giorno a un mese. E poi ce ne sono tanti altri: eTao, Alipay, Alibaba cloud computing, China Yahoo!, Laiwang, ChinaVision Media Group, Youku Tudou, 11 Main, ognuno con un proprio scopo e una propria funzione che s’inserisce armonicamente nel disegno generale.

Alla conquista del globo. Quando Ma fondò la compagnia, disse: «Un giorno ero in un caffè di San Francisco e stavo pensando che Alibaba sarebbe stato un buon nome. È arrivata una cameriera e le ho chiesto: “Conosci Alibaba?”, e lei mi ha risposto: “Alibaba e i quaranta ladroni”. Persone dall’India, dalla Germania, da Tokyo e dalla Cina… tutti conoscono Alibaba». Lo scopo di Ma e degli altri azionisti dell'azienda è che presto, nel mondo, tutti conoscano e utilizzino non solo Alibaba, ma anche i servizi compresi in esso. La sfida del gruppo è quella di conquistare il mercato web occidentale, competendo a viso aperto con i colossi americani che dominano il mercato da più di un decennio. Più che il lupo di Wall Street, la volpe di Hangzhou.