Ha assistito ai funerali di Victor Hugo

La donna che visse 122 anni e vendeva pennelli a Van Gogh

La donna che visse 122 anni e vendeva pennelli a Van Gogh
22 Agosto 2014 ore 10:00

Orazio non aveva torto: pulvis et umbra sumus. Ogni tanto, però, la natura sembra dimenticarsi di qualcuno. O per dir meglio, sembra ritardare il suo corso, concedendo una lunga, lunghissima esistenza. Come quella di Jeanne Calment, che morì il 4 agosto 1997 a 122 anni e 164 giorni. S’informano gli scettici che non è una leggenda metropolitana: ci sono gli atti di nascita e di morte che lo attestano. Jeanne nacque il 21 febbraio 1875 alle 7 del mattino ad Arles (Francia), in Rue Collège du Roure, da Nicolas Calment e da Marguerite Gilles. Era l’ultima di quattro figli: i suoi fratelli erano Antoine (1862-1866), Marie (1863-1865) e François (1865-1962).

Jeanne Calment nacque un anno dopo che Arthur Rimbaud pubblicò le Illuminations, quando nel cielo vagavano ancora mongolfiere e dirigibili. Già, perché il primo aeroplano vide la luce nel 1903, quando i fratelli Wright fecero spiccare il volo ad una sorta di aliante, dotato di un motore da 16 cavalli nella Carolina del Nord. Fra il 1881 e il 1886 frequenta una scuola privata elementare in Place de la République. Quando morì Victor Hugo, il primo giugno 1885, la piccola Jeanne era a Parigi e partecipò assieme alla sua famiglia al funerale del secolo, a cui la Francia intera partecipò per dire addio al suo “poeta sovrano”. Tre anni dopo, conosce Vincent van Gogh nel negozio di suo padre, una bottega dove si poteva trovare l’occorrente per dipingere. «Brutto come la fame, sporco, mal vestito e sgradevole. Ma tanto gentile con me». Con queste parole Jean ricorda l’incontro con il pittore dei Girasoli.

L’8 aprile 1896 nella chiesa di Saint-Trophime in Place de la République ad Arles sposò il cugino di secondo grado, Fernand Nicolas Calment (1868-1942). Pochi anni prima di morire, a chi le chiedeva se si ricordasse di suo marito, Jeanne rispondeva: «Mi portava al cinema dei fratelli Lumieres e la Tour Eiffel era ancora un mozzicone d’acciaio. Fernand è morto nel 1942, mi sembra ieri». Appena sposati vanno a vivere in un appartamento situato in Rue Gambetta e gestiscono il negozio Nouveautés – Calment che si trovava all’angolo tra Rue Gambetta e Rue Saint Estève. Dal loro matrimonio nacque una figlia, nel 1900, che però morì di polmonite a soli 34 anni.

Jeanne Calment ha visto nascere il cinema e assistito alla conquista della Luna. È passata da un mondo che poteva comunicare solo tramite il telegrafo a uno connesso dalle reti wireless. Ha attraversato due guerre mondiali e ha assistito al crollo del muro di Berlino. Quando era una bambina, si viaggiava in carrozza e l’automobile era un’invenzione ancora di là da venire. Insomma, è stata la testimone di due secoli.

 

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Jean ha trascorso i suoi ultimi anni in una casa di riposo per anziani, conducendo una vita scandita da orari precisi: sveglia alle otto, colazione e una mattinata trascorsa a sonnecchiare sulla sedia a rotelle. Il pomeriggio qualche chiacchierata. La sera niente cena, e a letto prestissimo, alle sette e mezzo. Il personale della struttura ricorda la cura nel vestirsi e la sua soddisfazione nel sentirsi coccolata da tutti.

Per i medici, la longevità di Jeanne Calment resta un mistero: ha avuto una vita normale e fino a 118 anni fumava due sigarette al giorno e qualche cigarillo. Jeanne è comunque un caso unico, tanto che le sono stati dedicati ben tre libri. Alla sua longevità non aveva creduto nemmeno un notaio di Arles, che nel 1965 cercò di speculare su di lei: le acquistò la casa, lasciandogliela in usufrutto e garantendole un vitalizio mensile di 2 mila 500 franchi. Un cattivo affare per il notaio, dato che fu stroncato da un cancro al colon nel dicembre 1994. Lasciò l’obbligazione in eredità alla vedova, che versò la cifra convenuta fino alla morte della signora Jeanne.

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