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Il 100esimo anniversario della nascita

Chi era Jonas Salk, il medico che sconfisse la poliomielite

Chi era Jonas Salk, il medico che sconfisse la poliomielite
Personaggi 28 Ottobre 2014 ore 12:08

Si festeggia oggi l’anniversario di nascita di Jonas Edward Salk, l’inventore del primo vaccino contro la poliomielite. Nato a New York il 28 ottobre del 1914, apparteneva a una famiglia di ebrei aschkenaziti. Negli anni Trenta, dopo avere ottenuto un diploma in Scienze presso il City College di New York, si iscrisse alla New York University School of Medicine, dove si applicò con passione e entusiasmo agli studi di batteriologia. Il suo sogno era quello di aiutare tutta l’umanità, non un malato per volta. Dopo avere ottenuto la specializzazione, Salk si mise all’opera per cercare un laboratorio in cui lavorare come ricercatore. Dovette superare non poche difficoltà, anche a causa della sua appartenenza religiosa.

Salk riuscì ad ottenere un finanziamento per lavorare a un progetto di ricerca finalizzato alla sintesi di un vaccino antinfluenzale. Si trasferì dunque nel Michigan, avviando una proficua collaborazione con Thomas Francis. L’efficacia del vaccino aiutò considerevolmente la carriera di Salk, che nel 1947 assunse la direzione di un laboratorio presso l’Università di Pittsburgh. Nei suoi piani, avrebbe dovuto continuare a condurre ricerche sui sieri contro la febbre, ma la popolarità raggiunta con il vaccino antinfluenzale lo portò all’attenzione della National Foundation for Infantile Paralysis, la quale gli propose una collaborazione. Salk accettò subito.

La fondazione era nata nel 1938 allo scopo di cercare un rimedio alla poliomielite, una terribile e fatale patologia i cui primi casi erano apparsi già negli anni Trenta dell’Ottocento. Nota anche come malattia dei bambini, a causa dell’altissimo numero di vittime tra i più piccoli (decine di migliaia), la poliomielite è un virus intestinale, che si trasmette ingerendo cibo o acqua contaminati. I primi sintomi sono molto simili a quelli dell’influenza, ma le conseguenze sono ben più disastrose: il virus attacca il sistema nervoso, può portare alla paralisi e, nei casi peggiori, all’arresto cardiaco.

I medici erano stati colti del tutto alla sprovvista dai primi focolai e non avevano nessun indizio sulle modalità di trasmissione della malattia, che nel frattempo era diventata endemica. Prima che Salk prendesse parte alla ricerca, si erano condotti esperimenti molto pericolosi, che avevano anche provocato delle morti, poiché si usavano vaccini attivi. Salk cambiò il metodo di lavoro, vinse perplessità e opposizioni e nel novembre 1953 annunciò che lui e la sua famiglia avrebbero testato personalmente l’efficacia del vaccino, basato su un poliovirus ottenuto da una coltura di tessuti del rene di scimmia. Finalmente, nella primavera del 1955, il vaccino di Jonas Salk fu dichiarato funzionante e sicuro. Non venne, però, brevettato. Il ricercatore, a chi gli domandava chi fosse il proprietario del brevetto, rispondeva: “La gente. Esiste forse un brevetto per il Sole?” Si stima che se il vaccino fosse stato brevettato avrebbe fruttato 7 miliardi di dollari.

In un certo senso, la risposta di Salk era tutt’altro che retorica, o poetica. Il vaccino contro la poliomielite, infatti, fu il prodotto del lavoro di migliaia di operatori sanitari e di volontari, oltre ai quasi due milioni di bambini che i genitori sottoposero ai primi test sanitari. Il vaccino di Salk fu un successo: nel giro di pochissimo tempo i decessi registrati passarono dalle decine di migliaia a qualche migliaio. Alla fine degli anni Sessanta, Albert Bruce Sabin ha introdotto un vaccino che si può somministrare oralmente.

Successivamente, Jonas Salk fondò il Salk Institute for Biological Studies a La Jolla in California, un centro che esiste ancora oggi e che si occupa di diverse ricerche nei campi della biologia. A partire da metà degli anni Ottanta, si mise a lavorare a un vaccino contro l’HIV, ma morì prima di avere ottenuto risultati significati, il 23 giugno del 1995.

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