Dagli anni a Yale alla discesa in campo

L’annuncio (annunciato) è arrivato Hillary tornerà alla Casa Bianca?

L’annuncio (annunciato) è arrivato Hillary tornerà alla Casa Bianca?
13 Aprile 2015 ore 10:40

Dopo l’annuncio dell’annuncio (tra l’altro annunciato), Hillary Clinton domenica 12 aprile è ufficialmente scesa in campo come candidato alla Casa Bianca per i Democratici. Prima di poter concretamente correre verso Washington alle elezioni del novembre 2016 dovrà vincere le primarie di parte, ma la strada pare spianata innanzi all’ex first lady, senza un vero rivale apparentemente in grado di competere con la sua notorietà. È la seconda volta che la Clinton ci prova, dopo che nel 2008 perse contro il giovane e rampante collega di fazione, Barack Obama. Dopo il primo annuncio, dato venerdì 10 aprile dal suo staff, domenica il suo consigliere John Podesta ha reso nota la pubblicazione sul sito personale della Clinton dell’atteso messaggio. Anzi, del video-messaggio.

 

 

«È primavera, sto sistemando l’orto. I miei pomodori sono leggendari nel quartiere. Mia figlia inizierà l’asilo l’autunno prossimo e stiamo cercando di darle l’istruzione migliore»: è con il volto di una donna qualunque e le sue parole sul futuro prossimo che si apre il video con cui la Clinton annuncia la sua ufficiale discesa in campo per la corsa alla Casa Bianca. Un ispanico guarda la telecamera e dichiara che sta per aprire un’attività con il fratello; una madre annuncia che sta per tornare a lavorare dopo aver cresciuto i suoi figli; una coppia sorride e dice che sta per avere un figlio; una giovane donna è alla ricerca di un posto di lavoro; una coppia gay si dice entusiasta della possibilità di sposarsi; un uomo annuncia che sta per andare in pensione: sono questi i volti che si susseguono nel video, volti di persone normali, di americani pronti a cambiare la propria vita e con essa, in parte, anche quella del loro Paese. Poi compare lei, Hillary Clinton, che sorridente annuncia: «Anche io mi sto preparando a fare qualcosa». Correrà per la presidenza degli Stati Uniti d’America.

 

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[Uno schema del New York Times riassume la situazione dei candidati alla Casa Bianca]

 

Pochi istanti dopo la messa online del video, a tutti gli organi di stampa americani è giunta una mail dello staff ufficiale della Clinton: «La clip mostra famiglie della classe media che parlano della loro vita e dei loro programmi per il futuro – si legge nella mail -. Hillary Clinton promette di essere un esempio (“champion” si legge letteralmente, ndr) per gli americani e le loro famiglie. La Clinton ritiene che la sua campagna non è per lei, ma per i suoi elettori». La mail passa a questioni più concrete, ad esempio quando prenderà formalmente il via la campagna elettorale: «La Clinton sarà impegnata, per le prossime 6 o 7 settimane, nella fase di lancio della sua campagna, periodo in cui inizierà, insieme al suo staff, a costruire la formazione di base su cui intraprendere il suo cammino elettorale. Nel mese di maggio, dopo che i suoi sostenitori saranno pronti ad accoglierla in tutti e 50 gli Stati, Hillary inizierà il suo viaggio, tenendo discorsi elettorali». Secondo i bene informati, il primo discorso la Clinton lo terrà in Iowa. In realtà sono già mesi che un comitato politico indipendente, in sostegno alla sua candidatura, raccoglie fondi e assume collaboratori. Recentemente è stato anche affittato un grande ufficio a Brooklyn, New York, che dovrebbe fungere da quartier generale della campagna.

 

https://youtu.be/O19ski8B-4k

 

La prima donna (?). Hillary Clinton, dunque, potrebbe diventare la prima donna inquilina della Casa Bianca. A 65 anni, l’ex first lady sarebbe il secondo presidente più “anziano” di sempre, dopo Ronald Reagan. Nata Rodham, Hillary sposò Bill Clinton nel 1975, a Fayetville, in Arkansas. Appassionata e determinata giovane avvocato di Chicago, laureata alla Yale Law School e sempre in prima fila sul fronte dei diritti delle donne, sembrava allora pronta a sacrificare la sua carriera per stare al fianco dell’uomo che aveva sposato, giovane e brillante politico. Ma in realtà Hillary era una predestinata: abbandonato il foro, è passata alla politica, dove ha ottenuto comunque grandissimi successi, diventando prima first lady dello Stato dell’Arkansas (in periodi intermittenti dal 1979 al 1992) e poi addirittura alla Casa Bianca, ricoprendo l’incarico di senatrice e, dopo aver perso le primarie democratiche del 2008, quello di Segretario di Stato sotto la prima presidenza Obama, guidando la politica estera statunitense.

 

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[Questa infografica del The Economist riassume la carriera politica della Clinton]

 

Del resto che nella coppia fosse lei la vera “boss” è parso chiaro sin da subito a tanti: il suo destino non era quello di rimanere nell’ombra del marito. Ambiziosa, dotata di una grande volontà e di un forte spirito d’indipendenza, pur di raggiungere i suoi obiettivi è sempre andata contro tutto e tutti. In particolare sono due i momenti più difficili che ha dovuto affrontare: la sconfitta alle primarie del 2008, quando tutti la davano per favorita, e soprattutto lo scandalo legato alla relazione tra il marito Bill Clinton e la stagista della Casa Bianca, Monica Lewinski, a metà Anni ’90. Proprio in questo caso venne a galla il suo spirito combattivo: non si scompose mai davanti alle bordate mediatiche e difese pubblicamente il marito spiegando che «continua ad essere l’uomo migliore che io conosca». È rimasta al fianco di Bill e oggi proprio lui è il suo asso nella manica per la corsa a Washington, con la sue conoscenze fondamentali.

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Sin dai suoi anni all’high school, Hillary si distinse come attivista Dem. Il matrimonio con Clinton non la convinse mai ad abbandonare il suo cognome, Rodham, simbolo delle sue forti radici familiari e dei suoi valori. Nonostante Hillary sia la favorita tra i Democratici, secondo i sondaggi il gradimento nei suoi confronti da parte dell’elettorato statunitense non è altissimo, calato da mesi sotto il 50 percento e lontano da quello che aveva raggiunto durante gli anni da Segretario di Stato. Da pochi mesi è diventata nonna, ma proprio questo elemento non giocherebbe a suo favore secondo gli analisti politici americani: come convincere la popolazione che una donna della sua età e dentro la politica da oramai oltre 20 anni può essere la figura giusta per guidare gli Usa verso il futuro? È qui che si gioca la sua partita più difficile, probabilmente la più difficile della sua vita.

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