Una ragazza di ferro

La bergamasca che sfida El Capitan (con la colonna vertebrale spezzata)

La bergamasca che sfida El Capitan (con la colonna vertebrale spezzata)
04 Luglio 2016 ore 06:30

Un anno fa, il giorno della festa del papà, aveva avuto un incidente in montagna che l’ha resa invalida al 100 percento. Si trovava con due scalatori bresciani: Massimo Fogazzi di Manerbio e Giorgio Tameni di Nave. Stavano scalando la cascata di ghiaccio “Aspettando la sera” in Val Nova, nella zona della Val Daone, in Trentino. «Era la seconda scalata di una giornata magnifica» ricorda oggi Eleonora Delnevo, per gli amici Lola, al Corriere della Sera. «Abbiamo effettuato una sosta. La roccia sopra di noi è crollata – prosegue – e siamo caduti per una trentina di metri».

Il recupero. Eleonora ha 35 anni, è bergamasca e ha un carattere di ferro. Da quella caduta è uscita con la colonna vertebrale spezzata. Ricoverata a Trento, poi si era fatta trasferire a Mozzo, vicino a casa sua, per iniziare una rieducazione intensiva. Racconta: «Vita nuova, tante difficoltà nel muoversi e nell’insegnare ai muscoli a lavorare di nuovo. Quando ero a Trento non riuscivo a muovere le braccia. Ora ho di nuovo la patente». Non solo, anche tanto sport subito: kayak, pallacanestro in carrozzina con la Sbs di Bergamo («Fantastici, ma loro sono in serie A e molto agguerriti, io ho ricominciato a lavorare e la sera sono distrutta…»).

 

L’impresa: El Capitan. Ma il pallino di Lola è sempre la montagna. Scherzando quando era in ospedale, Diego Pezzoli, uno dei suoi compagni di cordata, le diceva che sarebbe tornata a scalare. Era per tirarla su di morale. Invece Lola a poco più di un anno dall’incidente ha deciso di fare sul serio. E tra settembre e ottobre affronterà una delle pareti più temibili e famose del mondo: quella di El Capitan, a Yosemite Park, in  California. Un monolite, con una parete di mille metri. Eleonora userà un imbrago particolare sviluppato per il parapendio, che le consente di stare seduta e di scaricare il peso delle gambe, che altrimenti graverebbe tutto sul tronco. Come dice il suo amico Perlotto, che l’accompagnerà nell’avventura, «Eleonora ha due braccia incredibili e un rapporto pazzesco peso-potenza. L’unico punto delicato sono le manovre di corda». Perché lei salirà tutto a forza di braccia…

 

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Con loro ci saranno anche altri alpinisti di grande esperienza. Ci sarà Andy Kirkpatrick, inglese, che ha salito El Capitan ben 29 volte (e una volta già con compagni di cordata disabili) e l’italiano Franco Perlotto, che nel 1986 ha compiuto la prima solitaria di Lurking Fear, una delle vie di ascesa più famose. «La mia fortuna», dice Eleonora, «è che ho trovato un gruppo fantastico». Per rendere possibile l’impresa si è messa d’impegno anche la sorella di Eleonora, che ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Go Fund Me (Loli Back To The Top) Sono state anche disegnate delle magliette da vendere sempre con lo scopo di raccogliere fondi. Risultato: 65mila euro raccolti.

La fotografia di questa ragazza bergamasca è tutta nel suo sorriso. Sembra non ci sia disavventura che possa toglierglielo. Ed è questo sorriso che ha conquistato gli amici e li ha mobilitati per un’impresa che tutti gli altri penserebbero impossibile.

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