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«Un diamante è per sempre»

La curiosa e romantica storia dell’anello di fidanzamento

La curiosa e romantica storia dell’anello di fidanzamento
Personaggi 14 Marzo 2015 ore 15:30

Vi abbiamo già parlato dei dieci più costosi della storia, qui. Ora, si sa che l’anello di fidanzamento non è un semplice gioiello, ma un simbolo ricco di significati e dietro al quale si nasconde una tradizione la cui origine risale a svariati secoli fa. Gli anelli più conosciuti (e desiderati) oggi sono il solitario, il trilogy (composto da tre diamanti simbolo di ieri-oggi-domani, naturalmente insieme all’amato/a) e la classica fedina. Abbiamo scelto di sfogliare i manuali di storia per andare a scoprire come e quando sia cominciata la tradizione di quest’immortale pegno d’amore.

[Qualche modello di anello trilogy]
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Nei tempi antichi. Fin dai tempi più remoti il dono di un anello rappresenta il suggello di una promessa d’amore, ma è solo nella cultura romana che questa tradizione si consolida definitivamente. Bisogna comunque ricordare che già tra gli egizi e i greci è in voga l’uso di consacrare le future nozze con un pegno d’amore che il fidanzato dona all’amata. Presso i Visigoti e Germani l’anello vale come contratto nuziale, da onorare obbligatoriamente.

Sempre in epoca romana, si diffonde l’idea di indossare l’anello sull’anulare della mano sinistra, dato che un tempo si credeva che da qui partisse una vena diretta al cuore, la cosiddetta vena amoris. Ma non è la sola tesi che cerca di spiegare questa scelta. Secondo alcuni storici deriverebbe da un antico rito della liturgia cattolica, quando il celebrante, toccate le prime tre dita della sinistra, arrivava a infilare l’anello nel quarto dito della stessa mano.

[Le prime pubblicità della De Beers, 1974: «Un diamante è per sempre»]
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E da quando è (meglio) con il diamante? Come abbiamo visto l’idea di donare all’amata un pegno d’amore in vista delle nozze è un costume che affonda le sue radici in tradizioni nate diversi secoli fa. Quando l’anello di fidanzamento ha iniziato a legare la sua storia con quella dei diamanti? La prima testimonianza di un diamante regalato come anello di fidanzamento risale al 1477, anno in cui l’Arciduca Massimiliano d’Austria donò a Maria di Borgogna un anello d’oro sovrastato da un brillante. Una tradizione rimasta viva nei secoli, diventando una tappa fissa del cammino matrimoniale stesso.

Ad inizio del ‘900, però, l’usanza di regalare un diamante ha subito una forte crisi dovuta principalmente a due fattori: la grande depressione e la seconda guerra mondiale. Anche quando la crisi era solo un brutto ricordo e il mondo poteva godere di brevi momenti di pace, il caro vecchio diamante sembrava aver perso ogni tipo di fascino. Finché, nel 1974, la De Beers (leader mondiale che si occupa del rinvenimento di diamanti) commissionò una campagna pubblicitaria alla U.S. advertising agency N.W. Ayer & Son. Il risultato fu una trovata di grandissimo successo, resa celebre e immortale dall’intramontabile slogan: «Un diamante è per sempre». Fu in grado di far risorgere il mercato americano dei diamanti: basta pensare che nel 1939 solo il 10 percento degli anelli avevano diamanti, mentre nel 1990 furono ben l’80 percento.

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Il significato delle altre pietre. Fino a questo punto, vista anche la nota campagna pubblicitaria, abbiamo associato l’anello di fidanzamento con l’idea del diamante, ma non è detto che il futuro sposo si trovi a scegliere per forza questa pietra. Ce ne sono anche molte altre, ognuna delle quali ha uno specifico significato simbolico. Facciamo qualche esempio. Il diamante, è cosa ben nota, rappresenta la solidità di un rapporto, mentre il Rubino racconta la passione di un amore ardente. Poi c’è lo Zaffiro, che è simbolo di fedeltà, e lo Smeraldo, di speranza. Chiudiamo la lista ricordando il Berillo, che suggerisce la forza del legame d’amore e l’Opale, che rappresenta l’amore sincero.