La Dea tradita dalla paura ma stavolta ha sbagliato Reja

26 Ottobre 2015 ore 10:40

Peccato. L’Atalanta ha provato ad infrangere il tabù Juve, ma non c’è stato verso: la nona sconfitta consecutiva contro i bianconeri negli ultimi quattro anni è stata firmata da Dybala e Mandzukic, al primo gol in serie A. Evidentemente, le frustate di Agnelli ad Allegri e alla squadra hanno fatto effetto. In particolare, per quanto riguarda l’impiego di Dybala che è stato si’ l’attaccante maggiormente utilizzato dal tecnico quanto a minuti giocati, ma, da titolare, ha disputato 4 gare intere su 12. Allegri ha capito l’antifona.

Aveva ragione Reja a diffidare della presunta crisi bianconera: i bianconeri sono in netta ripresa rispetto alla peggior partenza in campionato degli ultimi 46 anni. Ma, stavolta, ha sbagliato anche l’allenatore nerazzurro: non s’è capito perché abbia ritoccato la squadra che andava a meraviglia e, peraltro, Bellini è stato pure molto sfortunato, considerata la tremenda botta che l’ha costretto a rimanere negli spogliatoi dopo l’intervallo. L’allenatore ci risponderà che c’è la Lazio dietro l’angolo, ma non è una spiegazione sufficiente. Gomez, in questo periodo baciato dalla grazia è l’atalantino più in forma, doveva partire titolare e non subentrare nella ripresa, quando ormai era troppo tardi.

Rispetto alla prova scintillante del penultimo turno, a Torino è scesa in campo un’Atalanta timorosa, a tratti addirittura in soggezione, inopinatamente impappinatasi nel primo tempo e incapace di reagire nella ripresa, quando, espulso Toloi, la frana è stata completa. Può succedere e non è il caso di farne un dramma, considerati gli 8 punti di vantaggio sul Bologna terz’ultimo. Ma la lezione deve servire eccome, se la squadra vuole, deve, può fare il salto di qualità che i tifosi si aspettano è che è nelle corde della squadra. Il salto di qualità che Sportiello ha già fatto da molto tempo.

Incautamente, prima di affrontare il Sassuolo, Galliani ha sostenuto come il sedicenne Donnarumma gli ricordi Buffon: in realtà, il vero erede del capitano della Nazionale è proprio Sportiello, strepitoso proprio davanti a un autentico Mito del calcio mondiale e capace di parare un rigore anche a Pogba. Speriamo che Conte se ne accorga presto.

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