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Nel comune di Olbia

La fiaba dell'isola di Tavolara Il regno più piccolo del mondo

La fiaba dell'isola di Tavolara Il regno più piccolo del mondo
Personaggi 09 Marzo 2016 ore 10:36

Tavolara è un monte spuntato dal mare, con un’appendice sabbiosa che lo rende abitabile. Si trova in Sardegna, poco più a sud della Costa Azzurra. È un’isola piccola, minuscola, che di certo non registra il pieno di turisti in alta stagione. Del resto non si saprebbe dove alloggiarli, i turisti, visto che non esiste nemmeno un hotel. Nonostante le sue dimensioni, però, Tavolara ha una grande storia, che merita di essere riscoperta. L’isola sarda, infatti, è la più piccola monarchia del mondo. Il sovrano si chiama Antonio Bertoleoni, ha 83 anni e svolge il suo reale compito da ventidue anni. Oltre ad essere re, Antonio “Tonino” è pure il proprietario dell’unico ristorante dell’isola, forse l’unica e concreta patente di nobiltà che lo distingue dai compaesani. «Sono probabilmente il re più ordinario del mondo. L’unico privilegio di cui godo sono i pasti gratis», dice il sovrano.

 

 

Il primo abitante di Tavolara. Il regno di Tavolara è nato 25 anni prima che nascesse l’Italia nel 1861. Nel 1807 il trisavolo di Tonino, Giuseppe Bertoleoni, divenne il primo abitante dell’isola, che fino a quel momento era priva di qualsivoglia insediamento umano. Era un immigrato genovese, descritto come un mezzo pastore e un mezzo pirata, il quale era incorso in una disavventura da vero mariuolo. Aveva cioè sposato due sorelle e, per sottrarsi all’accusa di bigamia, si era deciso a mettersi in mare, per andare alla ricerca di un porto sicuro. Giuseppe e le sue due consorti si accorsero che l’isola su cui erano fortunosamente approdati, Tavolara, pullulava di una rara specie di capre selvatiche. I denti delle bestie avevano screziature giallo-dorate a causa delle alghe e dei licheni di cui si nutrivano. La fama degli animali dai denti dorati si diffuse e il re di Sardegna, Carlo Alberto, si recò entusiasta a Tavolara per dare la caccia alle capre, nel 1836. A quel tempo Giuseppe era diventato padre e suo figlio, il ventiquattrenne Paolo, ebbe l’onore di guidare la partita di caccia del re.

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«Sono il re di Tavolara». Quando mise piede sull’isoletta, Carlo Alberto disse, più o meno: «Piacere di fare la vostra conoscenza, mi chiamo Carlo Alberto e sono il re di Sardegna». Paolo, che aveva ereditato lo spirito da bucaniere del padre, rispose: «Tanto piacere, io sono Paolo e sono il re di Tavolara». Il sovrano sardo non credette alle parole del mascalzone, ma i piaceri della caccia e della tavola di casa Bertoleoni strapparono poi a Carlo Alberto delle parole memorabili: «Paolo, sei proprio il re di Tavolara!». Parola di re è parola che non si cancella e così, poco tempo dopo, Carlo Alberto dichiarò ufficialmente che Tavolara non aveva mai fatto parte del Regno di Sardegna e mandò a Paolo una pergamena, con tanto di sigillo reale, che riconosceva la monarchia di Tavolara. Il giovane sovrano non perse tempo, inventò uno stemma e lo dipinse sul muro della sua casa. Tracciò poi un albero genealogico della sua famiglia e costruì un cimitero per lui e i suoi discendenti. Quando morì, volle che sulla sua lapide fosse posta una corona di cemento. Aveva pensato proprio a tutto, fin nei minimi dettagli.

 

 

La più piccola monarchia del mondo. Negli anni seguenti, le notizie sull’isola di Tavolara si diffusero a volo d’uccello in tutto il Mediterraneo e il piccolo regno strinse delle alleanze politiche. Giuseppe Garibaldi divenne un consigliere della famiglia Bertoleoni e Vittorio Emanuele II firmò un trattato di pace con i trentatré residenti dell’isola, nel 1903. La regalità dei Bertoleoni era tanto indiscussa che persino la regina Vittoria volle procurarsi una fotografia della famiglia reale di Tavolara – Sua Maestà, che aveva la passione del collezionismo, si era messa in testa di raccogliere le fotografie di tutti i monarchi del mondo. Per molto tempo, la foto dei Bertoleoni è rimasta a Buckingham Palace, accompagnata dalla significativa didascalia: «Il Reame Più Piccolo del Mondo».

 

01 Carlo Bertoleoni

La foto dei Bertoleoni raccolta dalla Regina Vittoria e conservata a Buckingham Palace.

 

Una vita dura e semplice. Con l’installazione di una base Nato nel 1962, l’indipendenza dell’isola terminò. Tuttavia, Tavolara non è mai stata annessa al territorio italiano e ciò fa di Tonino il quinto re di un regno che il mondo non riconosce più. Negli ultimi quarant’anni, oltre a dirigere il ristorante, Tonino ha accompagnato i visitatori fino al “palazzo” di famiglia. «La mia famiglia ha un passato magnifico, ma lavoriamo duro e viviamo semplicemente, come chiunque altro». Ogni giorno Antonio si sveglia molto presto per andare a pescare. Poi accompagna i visitatori nel tour dell’isola, che peraltro si trova all’interno di una riserva marina. Il momento della giornata che il re preferisce, comunque, è l’alba, quando ha tempo per camminare fino al cimitero e deporre fiori ai piedi della tomba della moglie, la regina Pompea. «Le porto fiori di plastica, perché se le portassi quelli freschi, le capre li mangerebbero», dice con serenità.