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La gioia di de Roon è di tutti noi E (udite, udite!) Gasperini resta

Personaggi 24 Aprile 2018 ore 06:00

Fantastico. Semplicemente fantastico il giro di campo di Marten De Roon che, battuto il Torino, si è issato al sesto posto con questa meravigliosa Dea che ha scavalcato il Milan e sta facendo impazzire i bergamaschi, di nuovo in vista Europa. La gioia del centrocampista olandese è genuina, contagiosa, travolgente: è la gioia di tutti i bergamaschi e sono due anni ormai che questa squadra, questa società, questo allenatore alimentano un sentimento bellissimo. La prestazione con i granata è stata strepitosa, ad onta del primo grande caldo stagionale, sublimata dalla velocità con la quale Musa Barrow si è impossessato del ruolo di titolare con la disinvoltura del veterano e la spregiudicatezza del diciannovenne catapultato al centro dell’attacco nerazzurro e pronto a diventare protagonista.

È un inno al calcio questa Atalanta che gioca alla mano e segna reti spettacolose (Cristante-Barrow-Freuler, azione del primo gol; Gomez-Castagne-Gosens, azione del secondo gol); che fa spellare le mani con i suoi talenti (Mancini, Bastoni, Caldara, Barrow) e con i suoi gladiatori (De Roon, certo, ma anche Freuler che ci ha preso gusto e continua pure a segnare); che, soprattutto, pratica il calcio fra i più spettacolari del campionato.

Un anno fa, questa Atalanta è arrivata quarta ed è tornata in Europa dopo 26 anni. Un anno dopo, questa Atalanta che, nel frattempo, ha ceduto Gagliardini, Conti e Kessie, è sesta in classifica a quattro giornate dalla fine; è stata semifinalista di Coppa Italia; ha onorato il calcio italiano vincendo il girone di Europa League e venendo eliminata nei sedicesimi dal Borussia Dortmund, oggi terza forza della Bundesliga. C’è di più. C’è l’acquisto dello stadio che rappresenta un autentico scudetto per la società, lo stadio nuovo dove Gian Piero Gasperini intende guidare l’Atalanta.

L’ha detto il tecnico, oggi a Sky Sport, subito dopo il successo sul Toro. Alla domanda formulata dallo studio, il tecnico ha risposto in modo decisivo. E poiché, se dipendesse da Antonio Percassi, Gasp resterebbe a vita a Bergamo, onore a questo allenatore che sta legando il suo nome all’età dell’oro di un’Atalanta che oggi ha vinto una partita probabilmente decisiva per tornare in Europa la seconda volta di fila. Questa squadra è davvero un inno alla gioia. Garantisce De Roon.

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