Se la «masturbazione plateale» è solo una bizzarra performance

Personaggi 21 Settembre 2018 ore 09:45

Il ministro degli Interni Matteo Salvini non ci sta e si sta dando da fare perché la «masturbazione plateale» torni a essere «offesa alla morale pubblica», e quindi perseguibile penalmente come atto osceno. I metaforici falegnami, esperti nell’uso della sega, potranno d’ora in poi dormire sonni tranquilli. Potranno infatti prodursi coram populo dando sfogo alle loro bizzarre e “pittoresche” performance senza pericolo di venire interrotti, né perseguiti penalmente: il che, per assonanza etimologica, denota grande clemenza e vivo senso della pietà . L’artista dello spettacolo di strada formato hard, l’artigiano del fai da te sbrigativo, potrà in assoluto relax puntare l’oggetto della sua vena creativa e dipingere i suoi sogni con le tinte più oscene che ha a disposizione.

L’immaginazione non può essere sanzionata, come del resto i pensieri, ma l’esibizione dei propri attributi sembrava fosse altro discorso. La Cassazione ha però ribadito, anche ultimamente, il no allo sconcio che fino a ieri arrivava a colpire un povero onanista mentre stava attendendo al suo alacre lavoro. Egli ha invece diritto a proseguirlo, e a perfezionarlo col tempo e con l’esperienza. Dunque perché arrivare a mettere un onest’uomo intento a innocui passatempi, a bricolage di ordinaria importanza, in gattabuia? Orsù, magari si paventi una multa bella grossa, così grossa da essere inverosimile. Perché nessuno pagherà mai, né cinquemila né tanto meno trentamila euro che sarebbe il massimo. Il motivo? Elementare Watson, direbbe il famoso detective inglese. Il geniale artista, che ovviamente sceglie i luoghi aperti per offrire gratuitamente il proprio spettacolo, è uno spiantato senza speranza nella quasi totalità dei casi. È il pensionato in crisi ormonale e mezzo rimbambito dall’arteriosclerosi; il giovanotto che sta in giro solo perché è stato graziato dalla legge Basaglia; l’extracomunitario che da noi fa comodamente quello che intendeva fare al proprio Paese, dove invece senza tante discussioni gli avrebbero tagliato gli attributi.

Pensate ancora, cari lettori, che una sola di queste categorie possa vantare mezzi economici tali da onorare il pagamento? La multa sarà comminata dal solito vigile solerte, che ancora ci crede, ma cadrà nel vuoto del conto a secco degli ambulanti delle porno esibizioni. Quindi tutto inutile: cosa facilmente immaginabile e presumibile, di cui a maggior ragione sono consapevoli i soloni della Cassazione. Categorie protette, quelle dei masturbatori seriali, che, come i panda, se colpiti duro potrebbero estinguersi. A questo punto rende perplessi come gli stessi soloni siano quelli che si preoccupano, giustamente, del problema della pedofilia. Ma cari giudici della Cassazione, vi è venuto in mente che a tale non richiesto spettacolino possono assistere bambini anche in tenera età? Cos’è, una forma alternativa di animazione o un nuovo modo di educare i piccoli con una street -full immersion? Attendiamo risposte un pochino meno comiche e più convincenti, altrimenti, conseguenze a parte, sarà difficile non riderci su.

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