La più potente del mondo

Angela Merkel persona dell’anno per il Time e per migliaia di profughi

Angela Merkel persona dell’anno per il Time e per migliaia di profughi
09 Dicembre 2015 ore 19:30

Nome Angela Dorothea Kasner. Data di nascita: 17 luglio. 1954. Luogo: Amburgo. Figlia di Horst Kasner, pastore luterano che in gioventù aveva militato nella gioventù hitleriana ma che da adulto venne accusato di collusione con il partito comunista una volta che la vocazione religiosa lo aveva portato nell’allora Germania dell’Est. La madre, Herlinda invece era polacca di Danzica e membro del partito socialdemocratico.

 

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Dicendo Angela si capisce subito di chi si sta parlando: della donna più potente del mondo e che martedì è stata nominata dalla redazione di Time “persona dell’anno”, quinta donna a fregiarsi di questo prestigioso riconoscimento del più prestigioso giornale americano. Per capire chi è Angela, bisogna sapere qualcosa del suo cognome. Merkel è quello infatti preso dal primo marito, un compagno di studi di fisica, sposato nel 1977 e da cui si divise nel 1981. Lasciò il marito ma non quel cognome: forse un presagio di come avrebbe funzionato nella comunicazione pubblica. Allora però Angela non pensava alla politica ma alla scienza, arrivando ad ottenere un dottorato con tesi sulla fisica quantistica. Tenne persino quel cognome anche quando si sposò in seconde nozze nel 1998 con Joachim Sauer, un chimico fisico.

 

 

La vocazione politica è una scoperta di quel fatale 1989 che vide la caduta del muro di Berlino. Angela Merkel prima venne convinta ad aderire a un  movimento democratico spontaneo “Il popolo siamo noi”, poi partecipò alla nascita del nuovo partito nato laddove il comunismo aveva abbassato le bandiere. Mai scelta fu più tempestiva: con le prime elezioni a Germanie riunificate nel dicembre 1990, Angela Merkel appena sbarcata nella politica aveva già un seggio al Bundestag.

Nel suo sangue c’erano quasi tutte le appartenenze politiche possibili, visti i profili dei genitori. Ne mancava una soltanto: quella democristiana. E la lacuna venne colmata quando il suo partito in tempi brevi decise di fondersi con la Cdu, allora  guidata da Helmut Kohl. Il patriarca dell’unificazione aveva visto subito in quella giovane donna con ancora l’aria di ragazza, un talento della politica. La ribattezzò “das Mädchen” la ragazza e le diede il dicastero per le Donne e i Giovani. La corsa di Angela era ormai lanciatissima. Alla prima sconfitta elettorale di Kohl, nel 1998, lei si fece trovare subito pronta a rilevare la guida del partito. Il possibile rivale era Wolfgang Schäuble venne messo alle corde per via di un scandalo di fondi non dichiarati al partito, che aveva determinato la fine politica di Kohl. Ma la strada per riportare la Cdu al potere era complicata.

 

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Sconfitta una prima volta dal leader socialdemocratico Gerhard Schröder nel 2002, capì che una Cdu pensata in quel modo non avrebbe mai vinto. Così escogitò la mossa che l’avrebbe consacrata alla leadership del Paese: impostò una linea politica “imprendibile” dai suoi avversari, prendendoli in contropiede con scelte inattese. Ad esempio scavalcando la sinistra sull’antinucleare, ma dichiarandosi filo americana nella guerra in Iraq, laddove i socialdemocratici tentennavano. Alla fine ebbe ragione lei, nonostante una campagna elettorale in cui qualche incidente di percorso di troppo aveva sperperato tutto il vantaggio accumulato. Nel 2005 mise la Cdu davanti al Spd di un filo: 1,1%. Era il 18 settembre di 10 anni fa.

Da allora il posto di cancelliere è saldamente nelle sue mani. Ora in un mondo che trova in acque agitate lei sembra ancora quella con la visione più chiara. E capace anche di mosse a sorpresa come l’accoglienza incondizionata dei profughi che vengono da Est. Una mossa per zittire chiunque l’avesse tacciata di cinismo dopo il dialogo televisivo con la ragazza palestinese senza permesso di soggiorno, che si era trasformato in un fenomeno virale. In realtà il dialogo era stato frainteso. Reem Sahvill, questo il nome della bambina, oggi è tedesca e se potesse votare voterebbe Angela.

 

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