A Osio Sopra

La musica del violino di Luca spenta per sempre dal dolore

La musica del violino di Luca spenta per sempre dal dolore
Personaggi 06 Agosto 2018 ore 07:30

Un colpo al cuore nella tranquilla vita di Osio Sopra. La giovane esistenza di Luca Mathis, classe 1990, si è spezzata mercoledì scorso, primo agosto. Papà Davide, visibilmente scosso, fa fatica a trovare le parole e si unisce ai familiari nel ricordo affettuoso del ragazzo. «Anche tu … vissi d’arte, vissi d’amore» questi i versi scelti dalla famiglia per ricordare Luca, tratti da un’aria della Tosca di Giacomo Puccini.

Luca era un ragazzo alto, timido e riservato, ma allo stesso tempo anche socievole e aperto verso gli altri. La sua grande passione era la musica, in particolare la lirica. Amava cantare e suonare il violino, aveva frequentato per alcuni anni la Scuola civica di Musica di Osio Sopra. I suoi miti erano Uto Ughi e Salvatore Accardo, due dei massimi esponenti della scuola violinistica italiana, di cui parlava spesso. Aveva frequentato le scuole elementari e le medie a Osio Sopra, già allora era un ragazzo diligente ma anche schivo, non aveva mai preso parte alle gite di classe. Aveva poi terminato il liceo classico, si era iscritto alla facoltà di giurisprudenza e quindi aveva iniziato un tirocinio al tribunale di Brescia. Pare che il suo desiderio fosse quello di diventare un magistrato. Tanti lo ricordano come un ragazzo educato e studioso, lui stesso raccontava di passare molte ore sui libri.

A soli 28 anni, però, la sua vita era già segnata da due gravi lutti, la perdita del papà prima e poi anche quella della mamma. Abitava con il nuovo compagno della madre da quando anche lei lo aveva lasciato, scomparsa purtroppo ancora giovane. Due tragedie che hanno segnato Luca profondamente. Ma nonostante tutto lui canticchiava spesso e – ricordano gli amici – aveva una bella risata. Era anche un estimatore della buona cucina. Mercoledì Luca è stato trovato morto in casa. Aveva deciso di togliersi la vita tramite l’assunzione di un mix di farmaci, come confermato dai Carabinieri.

Sulla pagina di Facebook di «Libera la Festa», lo staff dell’Associazione ha voluto salutarlo con queste parole: «Libera la Festa vuole salutarti con questa immagine: il dolce che una volta abbiamo denominato “Tentazione alla Matis” perché tu eri sempre presente alla festa. Arrivavi, a volte a sera tarda, e ci intrattenevi…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 38 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 9 agosto. In versione digitale, qui.

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