La posta degli amori sfigati La quiete piace a chi non ce l’ha

Personaggi 16 Giugno 2018 ore 09:45

Cara Alba,
La noia è letale. Ti prende il collo e te lo stringe fino a toglierti il fiato. Ti lascia lì, agonizzante, senza alcuna forza per reagire. È una cosa tremenda la noia, da cui sono sempre fuggito. Per questo adesso ho quasi paura ad ammettere che con Lea… mi annoio. Ed è strano dopo tutto quello che ho fatto per lei. Ho messo a repentaglio tutto: amicizie, famiglia, integrità morale, professione. Anzi, molte amicizie e la famiglia, di fatto, le ho perse. Mi sono separato da mia moglie dopo dieci anni di matrimonio e, con lei, ho perso anche tanti amici. È normale, l’avevo messo in conto. Ma per Lea andava bene. Ha soltanto 22 anni, potrebbe essere mia figlia, ma ha toccato delle mie corde emotive che non sentivo più vibrare da tempo. Sembrano frasi fatte, lo so. Forse è così, ma è difficile dirlo diversamente. Lea aveva, ha tutto quello che mia moglie non aveva più. La passione iniziale si è trasformata in vera e propria sete di lei, desiderio puro. Di stare con lei e non più soltanto nel letto del suo monolocale o sui sedili posteriori della mia auto. A un certo punto ho deciso di gettare la maschera, rivelarmi. Ammettere ogni mia colpa. È passato un anno, circa. E la verità è che adesso è più il tempo che passo a chiedermi perché mai io lo abbia fatto di quello in cui mi compiaccio con me stesso per la scelta. Ti scrivo, Alba, perché so che mi prenderai a sberle letterarie ed è forse quello che voglio. Non ti pongo domande quindi, ti do solo campo libero.
Maurizio

 

Caro Maurizio,
Fra le varie insidie dell’amore, la più letale e diffusa credo sia questa: si lascia confondere con altre cose. Lo confondiamo con l’affetto, con la paura della solitudine, con la dipendenza affettiva, con l’attrazione fisica, con l’attrazione mentale, con la stima, e potrei andare avanti. Tante volte abbiamo chiamato “amore” dei clamorosi abbagli. Fra i più terribili, quello della novità, il diversivo. Come dici tu, la noia è talmente letale che a volte basta un minimo cambiamento, un incontro fortunato, e siamo pronti a sparigliare le carte e rimettere tutto sul piatto. Pur di sentirci un po’ vivi. La tranquillità piace a chi non ce l’ha; chi ce l’ha, appena può la distrugge e il proibito è appetibile solo finché è tale. Dice Rosalia, personaggio di Divorzio all’italiana: «Per esempio, tu sai quanto mi piace l’uva, ah? Be’, a me l’uva mi piace più quando non ci sta che quando ci sta. Quando ci sta l’uva, Fefé, io tengo voglia di pere. Mi spiego? Per me non è tanto importante l’uva in se stessa, quanto la voglia che ho d’uva, un po’ come quella poesia che mi piace tanto, Fefé, dove dice che il sabato è meglio assai della domenica». E dopo la domenica c’è la settimana, e tenere viva la passione nel quotidiano sarà difficile sempre, con chiunque. Anche la trasgressione, non appena si scioglie il brivido del trasgredire, è uguale, come tutto il resto. Meglio saperlo prima. La soluzione? Provare a riprenderti quella bella culla di prima, che si chiama famiglia. Sì, d’accordo, ma poi tutto il resto è noia, dirai tu. Forse.
Alba

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