La posta degli amori sfigati Se vuoi essere felice, sii contento

Personaggi 02 Giugno 2018 ore 09:30

Cara Alba,
Mi fa abbastanza ridere quando voi donne vi lamentate di noi uomini. Nel senso che lo fate sempre, a prescindere, senza valutare che ognuno di noi ha un carattere tutto suo. Pretendete intraprendenza, sicurezza in noi, esuberanza. E ai timidi chi ci pensa? A quelli che si son presi talmente tante sberle che di riceverne un’altra, francamente, non ne hanno proprio voglia chi ci pensa? Io sono uno di loro, uno di quei poveri sfigati che, con voi, non ci sa proprio fare. E non parlarmi, per favore, del fascino del ragazzo sulle sue e introverso. Perché non è così, non è vero. Non è solo colpa vostra, sia ben chiaro. Anzi, nel mio caso la colpa è solo e soltanto mia. Dopo una storia durata sei anni e finita in merda (perdona il francesismo), è come se mi fossi dimenticato ogni singola regola di base del corteggiamento. Se vedo una che mi piace non riesco a fare altro che fissarla inebetito finché lei non se ne accorge. E sperare, a quel punto, che mi sorrida in risposta, giusto per avere almeno una carezza al mio ego in versione ridotta. E poi… E poi boh, non so come fare, come andare avanti. Mi fermo lì, a quella speranza di sorriso che nei romanzi che voi tanto amate non è altro che una porta verso la più bella storia d’amore mai raccontata mentre nella realtà non è altro che un atto di carità a un romantico questuante. Chiedo a te dunque, in quanto rappresentante del sesso forte (sì, forte), di evitare lamentele inutili e di evitare di creare false speranze e falsi miti. Noi sfigati non ce lo meritiamo.
Stefano

 

Caro Stefano,
Noi donne ci lamentiamo sempre: degli uomini che non ci vogliono, che non ci amano, che ci vogliono troppo, che non ci amano più, che amavamo quando ci non volevano e viceversa. E gli uomini fanno lo stesso con le donne. Ma non ho mai sentito nessuna amica lamentarsi della timidezza di un uomo. E “saperci fare con le donne” non significa nulla. Avere troppe cose per la testa per pensare alle donne (o meglio, a una in particolare) è la caratteristica dell’uomo affascinante per definizione. I distratti, in generale, sono i preferiti dell’Amore. Ma, allo stesso tempo, credo che le persone che si sentono come te siano molte di più di quante tu possa sospettare. Un piccolo bagaglio di fregature che fa spaventare ce lo portiamo dietro tutti, ma con i pesi si cammina piano. Tra tutti i consigli che i poeti dell’amor cortese davano nei loro versi, il mio preferito è ricordare di mantenere il gusto del divertimento. «Sii disposto sempre alla gioia e al diletto: Amore non si cura dell’uomo triste, ché amore è una malattia molto gentile, nella quale si sente piacere e si ride e ci si diverte». Essere allegri, quindi. Non esiste nessuna regola base del corteggiamento che non ritorni in mente al momento giusto. Capita più spesso di quello che si pensa, nel bel mezzo della delusione, di ritrovarsi a cena con qualcuno senza sapere esattamente come si è arrivati al tavolo. Come si sbloccano le situazioni, non lo so. So solo che questa calma senza sapore che stai vivendo ha sempre una durata limitata e che la felicità segue chi sa stare contento.
Alba

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