Storia e progetti

La scuola di circo a Curno Dove si impara a volare

La scuola di circo a Curno Dove si impara a volare
Personaggi 01 Agosto 2018 ore 04:30

L’Accademia delle Arti Acrobatiche è un’associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale nata a Curno nell’ottobre del 2015. Per saperne di più su questa bella realtà, che propone corsi particolari e molto spettacolari, abbiamo incontrato il presidente e fondatore dell’accademia Roberto Forino, che ci ha raccontato la loro storia e i loro progetti. «La nostra è stata la prima realtà in Italia a includere discipline di tipo acrobatico e circensi come i tessuti aerei, il cerchio e il trapezio. Proponiamo inoltre altre discipline come la pole dance, il calisthenics, il verticalismo e il parkour, che rientrano nel mondo dell’acrobatica a corpo libero. Dopo di noi sono sorte altre realtà, anche fuori dalla Lombardia, che ci hanno preso come punto di riferimento».

 

 

Ma come nasce l’idea di creare un’accademia di Arti Acrobatiche?
«Dal sogno di dare la possibilità agli adulti di imparare a fare acrobatica. Io avevo cominciato ad appassionarmi a questa disciplina e a praticarla in età adulta. Nel corso delle varie stagioni estive, nelle località marittime che frequentavo, incontravo degli artisti di strada che erano proprio diplomati nelle scuole di circo italiane o spagnole. Per quanto riguarda l’Italia, provenivano dalla Flic o dalla Cirko Vertigo, che sono due scuole di Torino, mentre la Spagna è ricca di accademie circensi. Vedendo praticare tutte queste discipline come la corda molle, il filo teso, l’equilibrismo con la scala, il verticalismo con il podio piuttosto che il cerchio aereo e anche l’acrobalance, mi è venuta l’idea di cominciare a praticarle. Poi, mentre lo facevo, ho avuto l’opportunità di diventare istruttore di ginnastica artistica femminile di Federazione e di collaborare in una palestra di ginnastica artistica femminile nella quale però non c’era la possibilità di insegnare le altre discipline. Dopo essermi fatto una buona esperienza, in parte in alcune realtà della Bergamasca e in parte a Melzo, alla Juventus Nova, ho cominciato un lavoro che è durato circa due anni per capire, progettare, studiare, chiedere consulenze e pareri su come si sarebbe potuta aprire una palestra dedicata agli sport acrobatici».

 

 

Perché? Qual è la differenza rispetto a un altro genere di palestra?
«Quello che ci differenzia dal resto delle associazioni del territorio è che noi abbiamo cercato uno spazio nostro, evitando di fare la domanda ai Comuni per avere le palestre delle scuole. Questo perché nelle scuole non sarebbe stato possibile creare l’ambiente attrezzato che serviva a noi, ma per questioni pratiche. Nelle scuole non puoi costruire, non puoi lasciare materiale ingombrante, non puoi mettere ganci e noi, facendo discipline aeree circensi necessitavamo di punti di ancoraggio al soffitto. Quindi abbiamo realizzato un business plan e, insieme alle altre persone che con me hanno fondato l’associazione, l’abbiamo presentato per avere un piccolissimo finanziamento, e finalmente siamo potuti partire. Dopo di che abbiamo sempre reinvestito tutte quelle che sono state le nostre entrate, per acquistare attrezzature sempre più belle e per aumentarle di numero, prendendo il meglio che c’è sul mercato. Questo perché con gli adulti ci vogliono molti più attrezzi rispetto che con i bambini, per renderli disponibili all’approccio con gli elementi acrobatici. In questa disciplina la sicurezza è fondamentale. Noi siamo l’unica realtà in Bergamo e provincia che ha due trampolini elastici con una buca d’arrivo sopraelevata».

 

 

Parlaci un po’ dei vostri corsi.
«A oggi facciamo corsi di danza aerea con i tessuti, il cerchio e il trapezio. Ci sono poi il parkour, l’acrobatica per bambini e la ginnastica artistica femminile. Riguardo a quest’ultima disciplina, quest’anno abbiamo partecipato alle prime gare del campionato Csen Cup portando tre ginnaste, e abbiamo avuto dei discreti risultati. Siamo sempre alla ricerca di personale qualificato, in particolare per la ginnastica artistica femminile. Abbiamo anche avviato dei corsi di formazione, soprattutto con ex ginnaste. L’anno scorso abbiamo formato sei persone, che hanno fatto un percorso interno di sei mesi a cui è seguito un contratto di collaborazione sportiva dilettantistica. Tutti i nostri istruttori hanno il diploma tecnico specifico nazionale e il tesserino tecnico della specifica disciplina. Collaborano con noi due ex ginnasti di serie A, Simone Palazzini e Sandro Viviani, cresciuti entrambi alla Ghisalbese».

Quindi stiamo parlando di istruttori di alto livello.
«Direi assolutamente di sì. La nostra istruttrice Barbara, che ha portato da noi i tessuti e le discipline aeree che nella Bergamasca mancavano, si è diplomata al Dams di Bologna, dove ha conseguito una laurea in scienze motorie, per poi frequentare un anno di circo all’Accademia Orfei. L’altra nostra istruttrice, Silvia Vavassori, attualmente è tra le pochissime in Italia ad avere il titolo di Idac, cioè di Istruttore di Discipline Aeree Circensi, conseguito alla scuola Flic di Torino. In Italia ce l’hanno circa una cinquantina di persone, e Silvia è l’unica ad averlo a Bergamo. Abbiamo uno staff con altissime competenze e specializzazioni, e questa è una cosa sulla quale abbiamo sempre puntato. Quest’anno abbiamo partecipato alla sesta edizione del Torino Aerial Kontest, siamo stati invitati dalla Vertigym e, in piazza San Carlo, due nostre studentesse hanno partecipato alle gare, una al cerchio e una ai tessuti aerei. Per cui deteniamo anche questo piccolo primato, di due bergamasche che sono state le prime ad aver partecipato ad una gara di questo tipo».

 

 

Ma a parte a Torino, possiamo vedervi anche qui nella Bergamasca?
«Siano spesso invitati alle notti bianche, sabato sera abbiamo partecipato alla notte romantica di Soncino, eravamo noi e la Piccola Scuola di Circo di Milano. L’intero centro del paese era chiuso al traffico, e abbiamo riscontrato un notevole successo».

Progetti futuri?
«Chissà. Siamo sempre in contatto con questa scuola di acrobatica e di ginnastica, la Vertigym di Torino. Ci hanno chiesto di unirci a loro per cercare di creare insieme un campionato italiano di tessuti aerei. Anche se nella Bergamasca siamo poco conosciuti, altrove abbiamo un grande seguito. Per esempio a Torino, dove la tradizione circense, grazie alle molte scuole presenti nella città, è molto sviluppata. Sono tantissime le persone che cercano di collaborare con noi, che vogliono fare formazione da noi per diventare istruttori. Inoltre, se escludiamo le due scuole di circo che ci sono in Italia, siamo stati i primi a proporre corsi di verticalismo. E per quanto riguarda il parkour, saremo il primo centro della provincia a essere affiliato come Gymnastics Corner, quindi per l’insegna - mento del parkour riconosciuto dalla Federazione. I nostri istruttori a settembre andranno a Roma a seguire il corso in Federazione per acquisire questo titolo».

Orari e i giorni di apertura della palestra?
«La nostra associazione ha orario ridotti, dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 22. Ogni tanto facciamo qualche workshop al sabato, ma non siamo un centro fitness. Il nostro obiettivo è quello di creare una realtà che, per le discipline che proponiamo, possa essere un punto di riferimento. I nostri sono sport che danno molta soddisfazione personale. Sono discipline che richiedono molto controllo, capacità di concentrazione e aiutano anche dal punto di vista psicologico. Speriamo quindi che, con il tempo, ci siano sempre più persone che entrino a far parte del nostro mondo».