I loro temi chiave

La sinistra (giovane) in campo per Dalmine, che è un Bene Comune

La sinistra (giovane) in campo per Dalmine, che è un Bene Comune
Personaggi 17 Ottobre 2018 ore 06:00

«In questo periodo c’è più che mai bisogno di sinistra, ma la nostra lista non si basa sull’ideologia. Certo, i valori fondamentali sono quelli da sempre cari a una certa parte politica, come l’antifascismo, l’antirazzismo, la solidarietà. Principi che peraltro dovrebbero essere tenuti in considerazione da tutti i partiti, dato che sono quelli su cui è fondata la Costituzione Italiana». C’è un nuovo nato nel panorama politico dalminese: è la lista civica “Dalmine Bene Comune” che, per il momento, raggruppa una ventina di persone decise a scendere in campo per «dare un taglio con il passato, anche rispetto alle provenienze politiche. Noi siamo di sinistra ma non vogliamo fare battaglie ideologiche, vogliamo parlare di contenuti, di temi importanti e concreti come il lavoro, la casa, la cultura, la viabilità, l’ambiente, l’università».

 

[Da sinistra: Nicola Baccalà, Enrico Mangili, Cristiano Poluzzi,
Riccardo Trocchia e Andrea Antinori]

 

Una presentazione ufficiale della lista ancora non c’è stata. Per ora c’è una pagina Facebook, un logo e una carta dei valori. Cinque dei promotori di questa nuova realtà danno però un assaggio di ciò che hanno in mente per Dalmine. Un progetto da far conoscere ai cittadini, chiamati a votare alle elezioni amministrative del prossimo maggio. Sono Cristiano Poluzzi, Enrico Mangili, Andrea Antinori, Nicola Baccalà e Riccardo Trocchia. Tutti ragazzi sotto i trent’anni, «ma nella nostra lista ci sono anche persone di sessant’anni, alcune delle quali hanno già avuto esperienze amministrative, come Diego Parimbelli, consigliere comunale di maggioranza durante i due mandati del sindaco Bruschi o Renato Daminelli, ex consigliere comunale di Rifondazione – spiega Poluzzi, anche lui impegnato in politica da diversi anni e candidato sindaco per Rifondazione Comunista alle scorse elezioni -. Ci sono anche persone che non hanno mai avuto una tessera di partito, pur essendo vicini alla sinistra, gente che proviene dal mondo dell’associazionismo, dei sindacati, del volontariato».

I temi cari a “Dalmine Bene Comune” sono diversi, ma spiccano il lavoro e la casa. «Vorremmo che il Comune diventasse un punto di riferimento per i cittadini che si trovano in difficoltà a livello lavorativo e abitativo – spiegano -. Vorremmo ad esempio aprire…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 36 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 18 ottobre. In versione digitale, qui.

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