Mistero risolto?

La vera origine di Stonehenge

La vera origine di Stonehenge
19 Dicembre 2015 ore 09:13

Torniamo indietro di millenni e andiamo a Stonehenge, il complesso megalitico a pianta circolare che sembra caduto dal cielo e che si erge sulla piana di Salisbury, in Gran Bretagna. A quando risale questo sito, perché e come è stato eretto e da chi? A dirla tutta, non si è mai capito bene e Stonehenge (letteralmente, “pietra sospesa”) resta ancora oggi uno dei luoghi più misteriosi della terra.

Stonehenge è più antico di quanto si credesse. Quanto alla sua datazione, le ultimissime notizie ci dicono che alcune delle pietre che costituiscono il famoso Cromlech – questo il nome dato ai monumenti preistorici a  forma circolare – sarebbero state “riciclate”. Già, perché almeno parte di esse sembra appartenere ad un altro complesso ben più antico e risalente al 3400 a.C. e sarebbe stata poi smantellata e riutilizzata 500 anni più tardi a Stonehenge. A dirlo è Mike Parker Pearson, professore della University College di Londra (UCL)  e direttore del progetto di scavi nella zona di Pembrokeshire, in Galles, là dove si trovano le prove della sua tesi: grossi buchi esattamente corrispondenti  per forma e dimensioni a quelle dei massi del famoso sito neolitico di Stonehenge. Lo stesso professor Pearson, in un’intervista al The Guardian rilasciata ai primi di dicembre, definisce la scoperta «incredibile».

 

 

Il trasporto dei megaliti. Stonehenge è un insieme di Dolmen (da tol, tavola, e men, pietra), vale a dire delle strutture architettoniche elementari fatte di due o più sostegni verticali su cui poggia una grande lastra piatta. Il peso dei megaliti maggiori va dalle 25 alle 50 tonnellate ed è chiaro che tra le prime curiosità ci fu quella di capire come massi di queste dimensioni potessero essere stati traportati. Tra le diverse ipotesi sembra ormai accreditata quella secondo cui le pietre sono state tagliate da una collina distante 30 chilometri, per poi essere portate con l’aiuto di slitte fatte scivolare su rulli di legno e trascinate tramite cinghie di cuoio da decine e decine di uomini.

Come sempre, ben più curiose e avvincenti sono le credenze popolari, secondo le quali lo spostamento sarebbe avvenuto, invece, con l’aiuto di forze magiche o per mano di un popolo di giganti. Da qui, l’uso di nomi esoterici per indicare Stonehenge e simili costruzioni preistoriche: Danza dei Giganti, Pietre delle Fate, Pietre Rotanti, Massi Ballerini, Meraviglie Diaboliche. E le dicerie per cui i megaliti avrebbero avuto vita propria e, animati da spiriti malefici, si sarebbero mossi come in una danza macabra, lontano da occhi indiscreti.

 

https://youtu.be/SxU5WSk51ps

 

Il significato di Stonehenge. La disposizione dei megaliti è tale da farli sembrare colossali porte rudimentali, disposte circolarmente come in un castello di carte da gioco. Il  loro allineamento attuale, però, si deve ad un lavoro di ricostruzione recente del primo Novecento e ora è difficile stabilire se questo ricalchi o meno quello precedente. Se così fosse, la posizione dei massi potrebbe essere tale da rappresentare un sorta di “computer astronomico preistorico”.

Questo almeno secondo l’affascinate tesi dell’astronomo Gerard Hawkins. Hawkins sosteneva che Stonehenge non fosse altro che una costruzione realizzata per consentire ai nostri antenati di fare sofisticati calcoli celesti, come l’esatta posizione delle stelle fisse nel corso dell’anno, la loro distanza rispetto allo Zenith, nonché la posizione della Luna e del Sole. Inoltre, un ingegnoso sistema di linee di collegamento fra i sassi avrebbe consentito di prevedere eclissi lunari e solari. Una trovata non male per degli uomini primitivi. Fatto sta che questa tesi resta alquanto dibattuta, così come quella per cui il complesso avrebbe un preciso significato rispetto ai giorni di solstizio ed equinozio.

 

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Non sorprende che, oltre ad un valore astronomico, a Stonehenge ne sia stato attribuito nel tempo anche uno religioso. Non in pochi credono che il sito fosse un importante luogo di culto, dove i fedeli affluivano per la celebrazione dei misteri, e che queste feste erano presiedute dai druidi, i sacerdoti celtici, di cui l’ultimo rappresentante sarebbe stato niente meno che Mago Merlino.

La leggenda di Mago Merlino. Il riferimento a Merlino deriva da un’opera sul leggendario personaggio di Re Artù, intitolata Vita Merlini (1140). L’autore, Geoffrey di Monmouth, parla di un complesso circolare composto da enormi pietre, la Chorea Gigantum (Danza dei giganti), che un tempo si trovava in Africa. Secondo la storia, i megaliti erano stati trasportati in Irlanda da un popolo di giganti. Avvenne poi che un re tentò di portarlo in Inghilterra, ma l’impresa fu di tanto superiore alle forze umane che dovette rivolgersi al Mago Merlino. Questi, con l’aiuto degli angeli, lo trasferì nella piana di Salisbury. Leggenda?

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