Morto a 53 anni a Malmoe

Ricordo di un diamante grezzo Addio a Larsson, l’altro Stromberg

Ricordo di un diamante grezzo Addio a Larsson, l’altro Stromberg
10 Marzo 2015 ore 12:23

Il giorno che arrivò all’Atalanta, Lars Larsson era ancora uno di quei diamanti grezzi che si scovano con un colpo di fortuna. Gli emissari nerazzurri avevano sentito parlare di questo goleador biondo cenere che giocava nel Malmoe, andarono in Svezia e lo portarono via per mezzo miliardo. Larsson sembrò subito quel genere di giocatore in grado di accendere i sogni di una città. Alto, capelli come la paglia, guance piene. Un Jon Voight del Nord, appena più imbolsito. L’Italia in quei giorni parlava di Maradona che stava per dire sì al Napoli, ma se non tifavi Napoli andava bene lo stesso perché quelli erano gli anni in cui gli stranieri bravi arrivavano di sicuro, gente coi piedi e l’ardore di affermarsi, comunque si chiamassero. E adesso che Larsson non c’è, se n’è andato a 53 anni per una malattia improvvisa, anche la sua storia di fallimenti ci risulta un po’ più lieve.

 

lars larsson

 

Il contrario di Stromberg. Di Glenn Stromberg Bergamo conserva ancora un’immagine divina. Un uomo divenuto semidio, la metamorfosi si arrestò una notte durante una semifinale di Coppa delle Coppe. Larsson è il suo contrario. Iniziò giocando due partite prima del campionato, la Coppa Italia, ma durante la gara con la Juventus si ruppe i legamenti del ginocchio. All’inizio degli anni Ottanta una cosa del genere poteva costarti la carriera, e infatti per Larsson il naufragare fu veloce. «Il mio errore è stato cercare di tornare troppo presto», disse anni dopo in una delle rare interviste. Da lì in poi il suo rapporto con l’Italia precipitò nell’oblio.

Il ritorno in Svezia. Poche partite (11 in tutto) e un unico gol, in Mitropa Cup, realizzato contro gli jugoslavi dell’Iskra Bugojno. Se ne tornò a casa, in Svezia, dove riprese la sua vita normale. Di attaccante feroce. Al Trelleborg, il club sua città, aveva iniziato la carriera a 17 anni: vi restò per due stagioni (dal 1979 al 1981, segnando 35 reti in 49 match disputati) prima di trasferirsi al Malmoe (102 presenze, 57 gol) e aggiudicarsi la classifica dei cannonieri nella Allsvenskan 1987. Larsson smise di giocare al Trelleborgs FF nel 1993, con la maglia della nazionale svedese giocò 9 partite segnando anche un gol. Dall’Italia Larsson portò via l’amore, Fedra, la ragazza più bella di Loreto con cui ha avuto due figlie, Linda e Erika.

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