Le meraviglie sono possibili

L'eccezionale mamma di Topo Tip che ha una pecora dentro casa

L'eccezionale mamma di Topo Tip che ha una pecora dentro casa
Personaggi 20 Maggio 2017 ore 10:30

Di sé dice: «Sono una che si lancia nelle avventure, mi butto dall’aereo senza paracadute e lo costruisco con l’uncinetto mentre volo». Parafrasando, significa che Valentina Mazzola è una che si butta nelle avventure senza la paura di essere inadeguata, forse solo quel poco che è necessario per apprezzare il bello delle nuove sfide, ma sa anche di avere le risorse per uscire vincitrice dalle difficoltà atterrando in sicurezza. E si suppone anche faccia dei lavori all’uncinetto stupendi, viste le mille attività che svolge con successo.

Sceneggiatrice e mamma. Perché, oltre ad essere la sceneggiatrice di Topo Tip, cartone animato in onda su Rai YoYo, è scrittrice e script editor, coordina cioè gruppi di lavoro che coinvolgono sceneggiatori e produttori. Qui la sua capacità di tessere insieme i fili dell’uncinetto le torna certamente utile in un ruolo non semplice: dare continuità a una storia scritta da più mani che in qualche modo, poi, devono scomparire dietro al personaggio e alla storia. Noi vediamo il prodotto finale, un cartone animato che diverte i nostri bambini, ma dietro c’è un team che monta e smonta ogni singola battuta, ogni singola scena.

 

https://youtu.be/jUT71qlLrsQ

 

«Fare la sceneggiatrice è un lavoro nel quale deve piacerti scrivere, perché è un po’ come l’artigiano - spiega Valentina -: se ti viene commissionata la costruzione di una sedia barocca, in quel momento devi amare e divertirti a costruire una sedia barocca. Ma vuol dire anche essere un’attenta osservatrice del mondo che ci circonda e delle persone che abbiamo intorno, vuol dire cogliere le sfumature di piccole e comuni azioni nelle quali poi un po’ tutti ci possiamo riconoscere e ridere a crepapelle perché le sentiamo molto vere. Fare la sceneggiatrice, o, per meglio dire, essere sia mamma che sceneggiatrice, significa pensare fuori dai confini di casa nostra. Quando ti trovi a collaborare con una coproduzione internazionale devi pensare che quello che vale per la tipica mamma o famiglia italiana non è più valido in Germania o in Svezia. Per esempio, in Svezia nessuno si pone il problema se far dormire i nostri cuccioli nel lettone o nella loro cameretta: il lettone è per la famiglia, punto».

 

 

Una pecora in casa. È bello sapere che dietro a un cartone che vediamo in televisione c’è una mamma che inevitabilmente mescola la vita reale e l’esperienza personale con la fantasia e la creatività, ma c’è anche una riflessione sul fatto che non è detto che il nostro modello “all’italiana” di crescere i figli sia quello più giusto. Perché, di fatto, non ci sono scelte giuste o sbagliate, ognuno sceglie quello che ritiene sia il meglio per i propri figli e per la propria famiglia. C’è infatti chi decide di crescere i propri figli con un cane, chi con un gatto e chi invece accoglie in casa una pecora. Sì, una pecora. Valentina e la sua famiglia, un giorno, hanno trovato dopo il passaggio di un gregge vicino a casa loro un piccolo agnellino probabilmente nato nella notte e hanno così deciso di tenerlo e crescerlo con amore. Qui inizia l’avventura. Perché quella che fu una piccola, morbida pecorella, in realtà è la pecora più grande al mondo.

«Quando entra in casa e cerca di infilarsi sotto il tavolo non la si può sgridare - racconta Valentina -, altrimenti fa la pipì e quindi la devi lasciar gironzolare con il tavolo sulla testa sperando che non distrugga tutto, agevolandole gentilmente l’uscita». Detta così sembrerebbe una “casa tanto carina in via dei matti al numero zero”; in realtà è una casa nella quale regnano l’allegria e la fantasia. Alla fine quindi, tutto è possibile: crescere una pecora gigante e lanciarsi da un aereo senza paracadute, tessendo quest’ultimo in volo all’uncinetto. Perché le possibilità stanno in chi ha la capacità di vederle.

 

 

BergamoToons. Come la capacità di creare un festival dedicato al film d’animazione, dove nuovamente si ribalta il punto di vista: «Perché andare a vedere festival diventati ormai giganteschi e non portarne uno qui nella nostra bella Bergamo? Perché non mettere a disposizione dei nostri giovani un mondo che magari nemmeno conoscono?». Nasce così BergamoToons (dal 22 al 24 giugno), all’insegna dello humour che ci porterà, in esclusiva mondiale, alcuni grandi del mondo del film d’animazione come David Silverman, produttore dei disegni del cartoonist Matt Groening ne I Simpson. Ma le tre giornate di festival saranno veramente ricchissime di appuntamenti, con incontri introduttivi, conferenze, workshop e master class. Al centro la scrittura, i linguaggi, i temi, le tecniche e le tecnologie produttive del cinema animato e la spiegazione di come questi elementi si traducano in prodotti di intrattenimento puro, nell'animazione, nella comunicazione, negli spot pubblicitari. Per il programma dettagliato di eventi e proiezioni il riferimento è la pagina Facebook BergamoToons e il sito, prossimamente online. Per informazioni, invece, è possibile scrivere alla mail info@bergamotoons.it. A noi, invece, non resta che imparare a lavorare all’uncinetto.