La morte di Mango

«Lei verrà, forse di mattina»

«Lei verrà, forse di mattina»
08 Dicembre 2014 ore 12:14

Il cantante Mango, nome d’arte di Giuseppe Mango, è morto domenica 7 dicecmbre, stroncato improvvisamente da un infarto. Quando si è sentito male si trovava sul palco del “Poli Ercole” di Policoro, in provincia di Matera. Stava cantando Oro, brano del 1984 tra i più famosi tra quelli da lui scritti e interpretati. L’assessore al Turismo di Policoro, Massimo Padula, ha raccontato: «Ero presente al concerto di beneficenza al Pala Ercole. Dopo l’applauso per Oro ha chiesto scusa e si è accasciato». Il cantante è stato subito soccorso, ma quando è giunto in ospedale era già deceduto.

Era nato il 6 novembre di 60 anni fa a Lagonegro, in provincia di Potenza. Ha cominciato a cantare fin da bambino e ha coltivato la sua passione con tenacia e dedizione, fino a farne un mestiere. Nel 1975 si trasferìì a Roma e incise il suo primo album per la RCA Italia, La mia ragazza è un gran caldo. Benché il giovane musicista avesse richiamato l’attenzione di Patty Pravo e Mia Martini, avrebbe dovuto attendere fino alla metà degli Ottanta per essere notato dal grande pubblico. Non sarebbero mancati i momenti di sconforto: a un certo punto, pensò persino di abbandonare la musica e dedicarsi completamente agli studi accademici. Nel 1985, tuttavia, venne selezionato per partecipare a Sanremo e vinse il premio della critica con Il viaggio: le porte del mondo della musica si erano aperte. Dopo la vittoria a Sanremo, ottenne infatti un contratto con la casa discografica Numero 1, quella di Lucio Battisti, e incominciò a collaborare con Mogol, Lucio Dalla, Franco Battiato, Claudio Baglioni, a cui seguì anche Andrea Bocelli. Il suo ultimo e ventunesimo album, L’amore è invisibile, è uscito nel 2011. È costituito da cover (da Battisti, De André, Minghi, David Bowie) e da tre brani inediti.

Mango sapeva utilizzare la sua voce con una abilità rara. Lo si sarebbe potuto chiamare uno stilista del canto, se non si temesse di irrigidire entro un parametro tecnico un dono che era soprattutto una questione di arte e di cuore. Il ricorso al semi-falsetto, e cioè l’uso della voce di petto, restituiva alla sua musica vibrazioni tese e al tempo stesso abbastanza flessibili per essere modulate in saliscendi magistralmente eseguiti.

Abbiamo selezionato cinque canzoni della sua discografia, senza la pretesa di avere individuato un campione rappresentativo della sua musica. Un modo per ricordarlo e per ricordare la sua musica.

 

Trovando te…cercandomi (album Inseguendo l’aquila, 1988)

 

Sirtaki (album Sirtaki, 1990)

 

Come l’acqua (album Come l’acqua, 1992)

http://youtu.be/S21QsExy_9c

 

La rondine (album Disincanto, 2002)

 

Ti porto in Africa (album Ti porto in Africa, 2004)

 

 

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