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Lillo, Greg e il surreale Mr. Starr

Personaggi 07 Febbraio 2015 ore 09:36

La fama e il successo di Pasquale Petrolo e Claudio Gregori sono figli di un fallimento. Quello della casa editrice per cui lavoravano come fumettisti. Ma questa appunto è una storia già vecchia, perché Lillo e Greg sono una coppia di attori, cantanti, umoristi e autori come pochi se ne incontrano nel panorama dello spettacolo italiano. Chi li segue dagli inizi sa bene che hanno fatto parte del gruppo fondatore della trasmissione “Le Iene” fino alle riuscite incursioni radiofoniche nel programma “610” con l’invenzione di personaggi esilaranti come il famoso e irresistibile Grande Capo Estiqaatsi. Dal 2001 sono stati protagonisti di diversi film, sempre in chiave ironico-stralunata: particolarmente riusciti “Colpo di fulmine” e “Colpo di fortuna” fino all’ultimo “Un Natale Stupefacente”. Anche il teatro li seduce con scritture e interpretazioni che da una quindicina d’anni animano le platee nazionali. Ed è proprio in chiave teatrale che gli ineffabili Lillo e Greg si scatenano adesso con “La Fantastica Avventura di Mr. Starr”, pièce comica in cui la surreale coppia è alle prese con una storia che mette in luce una volta di più talento e immaginazione.

Ma insomma chi è Mr.Starr chiediamo a Lillo tampinandolo al telefono…

«Un personaggio dissacratorio da fantascienza e anche una metafora, perfino in qualche modo una sottile satira di certe tendenze new age che ci permettiamo di reinventare a modo nostro per il piacere di giocare un po».

Noto due erre nel nome “star”, perché?

«Ma come?… È evidente: un omaggio sperticato a Ringo Starr che Greg da sempre adora».

Personaggi che somigliano agli interpreti?

«In qualche modo sì perché come in un gioco di specchi viene fuori quella parte comica che fa parte della nostra reale natura. Difficilmente ci capita di essere diversi nella vita privata».

Vi considerate più una coppia comica o ironica e satirica?

«La satira è qualcosa di assai diverso rispetto al nostro modo surreale di  intendere la comicità. Naturalmente sebbene in modo trasversale possiamo parlare talvolta anche di satira. La cosa essenziale è divertire il pubblico e strappare qualche risata di questi tempi non è poco».

A proposito di satira, Lillo e Greg, autori e fumettisti, cosa ne pensano dell’attacco al settimanale parigino?

«Siamo rimasti  molto colpiti dai fatti di Parigi che hanno rappresentato il caso limite in cui la libertà si paga con la vita. Ma non dimentichiamoci che anche in Italia la censura ha fatto spesso le sue vittime, ovviamente sul piano simbolico. Fino ad epoca piuttosto recente di bavagli ne sono stati messi fin troppi e sempre con pretesti risibili. La satira che rappresenta la voce del popolo dovrebbe essere affrancata da qualunque limitazione e non può essere ridotta al silenzio con la violenza».

In che modo il vostro modo di comunicare cambia con i tempi?

«In modo naturale . Ad esempio, siamo molto vicini alla moderna tecnologia che ci attira parecchio ed è nelle nostre corde, ma ci piace anche offrirne talvolta una rappresentazione surreale e la prendiamo a volte pubblicamente in giro. Credo che l’autoironia sia uno dei segreti del nostro successo: mai prendersi eccessivamente sul serio».

Radio, televisione, cinema e anche teatro: ogni dimensione esige da voi qualcosa di diverso?

«Abbiamo adottato uno stile nostro che curiamo di adattare di volta in volta ai vari mezzi espressivi con la giusta tecnica e con il linguaggio adatto».

Invece che nel passato, proiettiamo Lillo e Greg nel futuro: cosa ne sarà di loro?

«Facendo tante cose ci mettiamo sempre in gioco. L’idea ad esempio di “Pupazzo criminale” , il papero che parla in romanesco coatto, potrebbe anche funzionare: è un progetto in cui crediamo e che ci diverte molto. Però nessuno può sapere che direzione prenderanno le cose. Naturalmente ci auguriamo che questa come altre iniziative funzionino, ma chi può dirlo? Ecco  perché quando mi capita raccomando ai giovani di abbracciare le idee e di fare senza pensare troppo al risultato e senza mai ipotecare il futuro. Come si sa, se sono rose fioriranno».