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Domani a Leffe i funerali

Luciana Previtali Radici, una vita dedicata alla famiglia e agli altri

Luciana Previtali Radici, una vita dedicata alla famiglia e agli altri
Personaggi 09 Agosto 2016 ore 09:52

Luciana Previtali è morta martedì 8 agosto all’età di 90 anni. Donna forte, intraprendente e di grande vitalità, il 28 febbraio 1946 aveva sposato quello che sarebbe diventato il più grande imprenditore tessile della Valseriana, Gianni Radici. Dal loro matrimonio sono nati sei figli: Paolo, Maria Grazia, Brunella, Angelo, Fausto - scomparso nel 2002 - e Maurizio, oltre a 19 nipoti e 20 pronipoti. Una vera e propria dinastia che ha il suo quartiere generale a Leffe, in Valgandino, e in mamma (nonna o bisnonna) Luciana il suo punto di riferimento ultimo.

 

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La famiglia, il lavoro e la solidarietà sono stati i cardini attorno ai quali è ruotata la vita della “signora Luciana”, come veniva comunemente chiamata. Era nata a Bergamo il 13 dicembre 1925 (giorno in cui si festeggia Santa Lucia) da una famiglia di impresari edili: il padre Paolo aveva costruito tra l’altro la Casa della Libertà, la torre del Bergonzo che dall’autostrada dà il benvenuto a Bergamo e il Patronato San Vincenzo. I Previtali risiedevano alla Malpensata e Luciana, dopo aver frequentato ragioneria al Vittorio Emanuele, trovò impiego come cassiera in banca. Negli anni della guerra risiedere a Bergamo era però diventato pericoloso e la famiglia si rifugiò in Valgandino. Aveva 18 anni, Luciana, quando a Leffe incontrò e si innamorò di Gianni Radici, un ragazzo di un anno e mezzo più grande di lei. Gianni aveva appena rilevato un’azienda a Leffe e l'aveva dedicata al padre chiamandola "Tessitura Pietro Radici". In poco tempo, producendo coperte per militari, quella fabbrica che prima navigava in cattive acque venne trasformata in una miniera d'oro, dando il là a quello che sarebbe diventato un vero e proprio impero. Oggi il Gruppo Radici, guidato da Angelo, è la realtà industriale di maggior rilievo del nostro territorio.

 

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Luciana Previtali Radici fu il pilastro attorno al quale il genio imprenditoriale del marito riuscì a esprimersi pienamente: famiglia e aziende crebbero di pari passo. La "signora Luciana" visse in trincea senza mai perdersi d'animo, neppure quando si ammalò di cancro, riuscendo a sconfiggerlo e trasformando quell'esperienza in un mare di solidarietà, e neppure quando, nel momento più difficile della sua esistenza, il tanto amato figlio Fausto si lasciò vincere dallo sconforto. Nella primavera del 1995 toccò al marito Gianni la dura prova della malattia: venne colpito da un ictus e rimase parzialmente paralizzato. Per i dieci anni successivi la signora Luciana lo accudì giorno dopo giorno, dedicandogli tutta se stessa. Spesso lo accompagnava a visitare le sue fabbriche e nessuno come lei sapeva leggere negli occhi del patriarca gli stati d'animo, i pensieri e le preoccupazioni che lo animavano.

 

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[Luciana Previtali Radici con il figlio Angelo]

 

Alla morte del marito nel 2005, Luciana Previtali strinse ancora più forte nelle sue mani il timone della famiglia e intensificò ulteriormente il suo aiuto al prossimo: fin da quando aveva 30 anni si era dedicata ad attività benefiche, sia sul territorio locale che nazionale, fondando la sezione bergamasca della Lega per la lotta contro i tumori, il club Amitié sans frontières e il Lions club Bergamo le Mura. Grande attenzione manifestò anche ai Paesi nei quali il gruppo aveva insediato le sue aziende. Vicepresidente della Fondazione della Comunità bergamasca (e poi presidente onoraria), aiutò la ricerca scientifica sostenendo l’istituto «Mario Negri» e gli Ospedali Riuniti di Bergamo per la realizzazione del nuovo dipartimento di pediatria e dei reparti di oncologia, neurologia e patologia neonatale. Nel 2012, a riconoscimento del suo grande impegno sociale, le venne conferita l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Quattro anni prima, nel marzo 2008, la Regione Lombardia le aveva assegnato il premio «Rosa Camuna». Il funerale di Luciana Previtali Radici verrà celebrato mercoledì 10 agosto alle 15 nella chiesa parrocchiale di Leffe: la camera ardente è allestita nell’abitazione di Leffe in via Miravalle 13.